ENERGIA E TERRITORIO

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martedì 5 febbraio 2013

ITALIA NOSTRA CONTRO L'INUTILE "TANGENZIALE" DI ACQUASPARTA: RISCHIO DISASTRO AMBIENTALE


Italia Nostra intende denunciare con forza il rischio di un disastro ambientale e paesaggistico nelle immediate vicinanze di Acquasparta.
L'amministrazione locale, con il consenso di quella regionale, ha infatti deciso di portare avanti il progetto di un'immancabile nuova strada che, a partire dalla realizzazione di una sovradimensionata rotonda sulla Tiberina, sfiorerebbe la chiesa romanica di San Giovanni de Brutis per poi distruggere brani significativi del fosso di Martorelli, nonché parte della tratta medievale detta della Casella, già segnata nei registri catastali delle mappe gregoriane (1820).
L'arteria resterebbe peraltro una cattedrale nel deserto, servendo solo un gruppuscolo minimale di case, conseguendo però un danno ingente sotto il profilo naturalistico e paesistico in un'area incontaminata. Strada inutile anche sotto il profilo del traffico, visto che non libererebbe affatto Acquasparta dalla schiavitù di mezzi pesanti da e per Montecastrilli.

Nonostante le risorse siano modestissime, il Comune di Acquasparta, anziché sistemare al meglio la rete stradale comunale esistente, i marciapiedi, prevedere una pista ciclabile almeno sulla Tuderte, decide dunque di farsi la sua piccola quanto inservibile "tangenziale sud", costruendo un'inutile lingua d'asfalto, totalmente antieconomica anche considerando il momento particolarmente delicato che sta vivendo il Paese.

La "tangenziale", assai ardita dal punto di vista ingegneristico, scavalcherebbe corsi d'acqua, ma anche pendenze ragguardevoli, dovendosi forzatamente allungare per quasi km 1,700, cancellando persino un bosco costituito di essenze d'alto fusto, con querce secolari, evenienza contro cui il proprietario ha già esperito ricorso al TAR.

Una ferita dalle conseguenze rovinose, considerando che quella valle è percorsa da un corso d'acqua il cui regime è irregolare tanto da aver già prodotto inondazioni che la Protezione Civile da sempre senza  mezzi, non può compiutamente definire. Come che sia, le Amministrazioni locali, davvero poco lungimiranti, costruiranno comunque una strada sul fosso, cioè un tappo di cemento. 
Una vera e propria sfida alla natura di cui nessuno sente il bisono

Terni, 5 febbraio 2013

Italia Nostra - Terni

sabato 25 ottobre 2008

ALLA RICERCA DEL THYRUS SCOMPARSO






ALLA RICERCA DEL THYRUS SCOMPARSO
IL SIMBOLO DI TERNI STA CADENDO A PEZZI, ABBANDONATO IN MEZZO A QUELLI CHE UN TEMPO ERANO DEI GIARDINI E CHE OGGI SEMBRANO UNA FORESTA


Numerose segnalazioni di cittadini indignati ci hanno denunciato lo stato pietoso in cui versa la statua del Thyrus (foto A). Il simbolo di Terni, che ritroviamo anche nello stemma della città, il drago, giace dimenticato al centro di quelli che un tempo potevano essere chiamati giardini e che oggi assomigliano più ad una “foresta vergine” (foto B, C, D).
La statua del Thyrus, alla cui base è riportata la famosa incisione “THYRUS ET AMNIS DEDERUNT SIGNA TERAMNIS” tanto celebrata sia dal Lanzi che dal Tocchi, avrebbe bisogno di essere ristrutturata e, ancor più, di trovare una nuova collocazione più confacente ad un reperto di così grande valore simbolico per la città.
Una leggenda vuole che molti secoli fa, nei dintorni di Terni, un orribile essere dall’alito mefitico si aggirasse tra le paludi vicine alle campagne ternane seminando terrore e morte, aggredendo i viandanti, spingendosi addirittura ed un passo dal centro cittadino. Un giorno un giovane della famiglia dei Cittadini, raccolse l’invito lanciato più volte dal Consiglio degli anziani a tutti i cavalieri ed affrontò il Thyrus in una terribile e sanguinosa lotta in cui, il coraggioso ragazzo, ebbe la meglio. Terni era finalmente salva.
Questa leggenda ci mostra il Thyrus come il simbolo della grave e malsana situazione ambientale in cui versava la conca. La presenza di paludi ed acquitrini causava il nascere e diffondersi della malattia. Il Thyrus era la malattia che uccideva esalando dalle proprie fauci un alito fetido e mortale.
Dalla fotografia “E” notiamo che la statua risulta già gravemente danneggiata in vari parti (in modo particolare, il muso e la coda), dalle fotografie “B, C, D” vediamo lo stato di completo abbandono dei giardini di Viale Campofregoso che rendono ormai irraggiungibile il luogo in cui quello che un tempo era il ‘glorioso’ Thyrus è stato abbandonato. Dalla foto E, notiamo addirittura che il tronco di un albero ormai secco sta minacciando l’importante reperto.
Chiediamo, dunque, l’immediato intervento del Comune per trovare un degna collocazione, possibilmente al chiuso, alla statua del Thyrus che dovrà, al più presto, essere anche ristrutturata. Chiediamo, inoltre, la sistemazione dei giardini di Viale Campofregoso oggi inutilizzabili.

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