ENERGIA E TERRITORIO

ITALIA NOSTRA PROMUOVE UNA SERIA POLITICA ENERGETICA BASATA SUL RISPARMIO. CONTRARIA AL NUCLEARE, ITALIA NOSTRA RITIENE CHE LE RINNOVABILI SIANO UTILI MA NON DEBBANO DEVASTARE IL PAESAGGIO. Per saperne di più clicca qui.
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domenica 17 agosto 2014

[AMBIENTE] MENO DI DUE KM TRA LA CASCATA DELLE MARMORE E QUELLA DI SCORIE E VELENI: ECCO LE PRIME IMMAGINI DELLA TERZA DISCARICA PRETESA DA THYSSEN KRUPP, LAVORI IN CORSO CON ALCUNE ANOMALIE

Allargamento verso la Cascata delle Marmore in corso


Dissodato il terreno per la terza discarica

Impermeabilizzazione rattoppata

Scorie tra gli ulivi

Scorie incappucciate
Scarico discarica Valle color verde

Velocissimi a comunicare centinaia di licenziamenti, distruggendo il nostro tessuto sociale, ma persino più rapidi nel devastare l’ambiente. A Thyssen Krupp sembra ben poco importare della Valnerina e del sito naturalistico mondiale della Cascata delle Marmore: parlano da sole le prime immagini dei devastanti lavori in corso per costruire l’ennesima discarica TK, a nemmeno due chilometri dalle magnifiche acque cantate nei Grand Tour.
Sbancamenti pesantissimi, decine e decine di alberi abbattuti –si confronti l’oggi con le foto satellitari di Google Maps- tessuti di capping rammendati, pozzetti ove confluiscono preoccupanti liquidi verdastri, probabile percolato, un piezometro proprio laddove si prepara questa terza velenosa ‘montagna’ di rifiuti siderurgici, un cartello di cantiere senza descrizione alcuna, senza che siano stati fin qui minimamente risolti i gravissimi problemi determinati dalle altre due discariche (Pentima-Valle): in un simile caos si realizza il nuovo immondezzaio, dopo aver già disseminato mezza città con decine di milioni di tonnellate di scorie. Eppure il ciclo dello scarto industriale potrebbe essere chiuso ben diversamente, se solo l’azienda volesse investirci due lire. Invece è facile così, vero Thyssen Krupp?
Ai tedeschi, dunque, il profitto assoluto, possibile grazie al dumping ambientale accordato dalle autorità locali, a partire dalla donabbondesca e connivente presidenza della Provincia di Terni, competente per materia; agli italiani, segnatamente ai ternani, altri 100 anni di scorie al cromo, nichel, etc., riducendo definitivamente in cenere grandissimi appezzamenti, con prevedibili crescenti problemi sanitari, oltre al danno economico che fatalmente registreranno operatori turistici ed enogastronomici.

Il tutto in piena zona SIN, proprio laddove sarebbe dovuta partire la bonifica. Ma qui non si risana alcunché, sebbene i sensori registrino da tempo tassi elevati di metalli pesanti e di altri inquinanti nelle acque superficiali e profonde. E non esiste, nemmeno in sede governativa, uno studio idrogeologico certo e condiviso, mentre la stampa ci informa da anni su numerose indagini e processi relativi, guarda caso, alla malagestione di tali discariche. I campanelli di allarme sono risuonati tutti, ma si persevera nell’incoscienza, fino al naufragio collettivo prossimo venturo: di tutto questo e di altro saranno ancora una volta e senza indugi informati sia la locale Procura della Repubblica che il Ministero dell’Ambiente

 Italia Nostra Terni                        WWF Umbria
                                         Andrea Liberati                      Giuseppe Rinaldi



Terni, 13 agosto 2014

domenica 9 marzo 2014

SI ALL'AREA DI CRISI COMPLESSA, MA SOLO SE CONGIUNTA AL RISANAMENTO AMBIENTALE: BONIFICA COME NUOVA OCCASIONE DI SVILUPPO. INTANTO SU CHANGE.ORG 10.000 FIRME/24H: SI PUBBLICHINO I DATI PRECISI DEI CONTAMINANTI



Da qualche mese attori istituzionali locali e rappresentanti delle parti sociali parlano della possibilità o meno di richiedere al Governo lo stato di crisi complessa per il nostro territorio.
Il nostro particolare punto di vista consente di apprezzare tale proposta solo alla luce di un patto ancor più largo, che preveda l'urgente risanamento ambientale della Conca Ternana, a partire dal SIN 'Terni-Papigno', aree a rischio e di cui lo Stato medesimo impone un'urgente bonifica.
D'altronde, sebbene misconosciuta, la sanatio è un'opzione obbligata per la futuribile area di crisi complessa, soprattutto alla luce della richiesta già espressa nella c.d. 'Carta di Mantova' (ottobre 2013) dai 57 sindaci della rete SIN.
Costoro hanno infatti domandato al Governo il riconoscimento dello stato di 'crisi ambientale e sanitaria' per i loro SIN: è pertanto evidente come le crisi di Terni - complessa e ambientale/sanitaria - viaggino in parallelo. Il dibattito ne tenga conto.

E' d'altra parte necessario che, pur nel rispetto delle leggi vigenti e delle normative europee sulla concorrenza, lo Stato sia responsabilizzato, pro quota: quelle aree sono state nelle sue mani dagli anni '30 fino alla privatizzazione del 1994. Sarebbe un principio di diritto naturale, oltreché di buon senso, riconoscere il notevole contributo pubblico all'inquinamento, con espresso riferimento alla quantità impressionante di scorie e altro materiale fin lì accumulate dalla Terni 'di Stato' nelle colline a sud-est della città. Occorrono ora ingentissime risorse per la bonifica, leva di nuovo sviluppo e occupazione. Il Governo deve dunque fare la sua parte, così come i tedeschi di AST-TK, comunque costretti dalla logica degli eventi a investire sulla filiera del recupero scorie e a rinunciare all'assurda espansione verso la Cascata delle Marmore di discariche ormai sature.
E' poi necessario informare, informare, informare. Perché le Istituzioni non inviano una lettera informativa ai residenti su cosa sia un SIN? Su cosa significhi viverci dentro? Sul perché ne sia prevista la bonifica? I cittadini non sanno. Non va bene.
Ecco il senso della nostra richiesta alla presidente Marini affinché si pubblichino tutti i dati relativi alle concentrazioni di diossine e metalli pesanti negli alimenti.
Stamattina intanto, su Rai Radio Uno, nel corso della trasmissione 'Prima di tutto', la giornalista Elena Paba ha informato che, da carte ufficiali in suo possesso e relative al monitoraggio 2013 a Terni, è emerso che quattro prelievi di uova di galline su 22 erano inquinati sopra la soglia di massima tollerabilità: occorre perciò poter leggere meglio i numeri, costruire uno storico disaggregato dei dati, capire dove siano stati precisamente effettuati i prelievi, così da interpretare le tendenze in atto e adottare misure volte al contenimento dei contaminanti negli alimenti.
In trasparenza: sono già oltre 10.000 persone ad averlo chiesto in sole 24 ore con change.org, nota piattaforma internazionale di petizione on line. E la raccolta delle sottoscrizioni prosegue.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

domenica 2 marzo 2014

GALLERIA TESCINO, BENE CHE SIA TECNIS A PAGARE, MA ORA GUARDIAMO ALLA DISCARICA: SE NE FISSI LA DATA DI CHIUSURA E POI VIA ALLA BONIFICA


Le carte della Conferenza dei Servizi decisoria del 2000 parlano chiaramente: una pluralità di soggetti politico-istituzionali approvò all'unanimità (!) il tracciato dell'attuale Terni-Rieti. Nessuno di costoro può tirarsene fuori.
Per spendere il meno possibile, per far presto, si ricercò il percorso più corto, nonostante ci fosse in mezzo la discarica. Quei progetti - preliminare, definitivo ed esecutivo - furono dunque conosciuti e accettati da tutti, una sfilza di ingegneri e di amministratori, da quelli del Comune di Terni a quelli della Regione fino al Ministero dell'Ambiente.

La galleria 'Tescino' doveva d'altra parte essere un 'tubo chiuso', ma, se è vero che Tecnis ha effettuato un'impermeabilizzazione non a regola d'arte, diversamente da quanto richiesto nel contratto della stazione appaltante Anas, è altrettanto vero che la stessa discarica AST-TK non sembra del tutto impermeabilizzata: ora concentreremo le nostre attenzioni proprio su quest'area, considerando che, mentre sul pur non facile ripristino funzionale della galleria Tescino non ci saranno oneri a carico dello Stato, ma pagherà il costruttore Tecnis, doverosamente diffidato da Anas, sul destino di questa bomba ecologica, rappresentata dalla discarica, fonte di tutte le nostre preoccupazioni, prosegue un fragoroso silenzio, nè si capisce a carico di chi saranno le relative spese - quando mai la bonifica partirà: Regione, Provincia, Comune e AST dovrebbero invece fissarne la data di chiusura per poi procedere al doveroso risanamento, di concerto col Ministero dell'Ambiente. La pazienza di cittadini e associazioni è al limite.

Certamente risuonano come una presa in giro alcune parole pronunciate allora, in sede di Conferenza dei Servizi. Giustamente si sollecitava un rapido collegamento tra Terni Est e il piazzale merci AST: ebbene, 14 (quattordici) anni dopo non c'è niente! Non si sono nemmeno conclusi gli espropri, come emerso pochi giorni fa, mentre 500 TIR al giorno ingolfano la città e mettono in pericolo pedoni e automobilisti.

In conclusione, ex malo bonum, citando S. Agostino: il caso 'Tescino' fornisce il destro per aggredire finalmente alcune grosse criticità della Conca. Ne torneremo presto a parlare.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

Terni, 1 marzo 2014.

giovedì 13 febbraio 2014

DEPOSIZIONI PRISCIANO: RICHIESTA AMPLIAMENTO DELLA RETE DI MONITORAGGIO INDUSTRIALE

ARPA UMBRIA
Dipartimento Provinciale di Terni
DIREZIONE
Dott. Ing. Adriano Rossi
SEDE

Oggetto: deposizioni Prisciamo e alto livello di concentrazione di nichel, cromo, arsenico nei suoli. Necessario ampliamento della rete di monitoraggio industriale. Richiesta di copertura di alcuni siti sensibili.

Con la presente le sottoscritte associazioni rappresentano alla S.V. la necessità dell'ampliamento della rete di monitoraggio industriale in Terni, con particolare riferimento alle c.d. deposizioni.
In particolare, alla luce dell'alto livello di concentrazione di metalli pesanti registratosi presso il quartiere di Prisciano, gli scriventi richiedono la copertura di zone particolarmente sensibili quali:
  1. l'Istituto Comprensivo di Scuola Statale dell'Infanzia primaria e secondaria di I° grado "G. Oberdan";
  2. il parco Rosselli;
  3. il Polo Didattico-Scientifico universitario di Pentima;
  4. sul tetto delle Acciaierie AST-TK, onde misurare l'impatto ambientale delle c.d. emissioni diffuse, sul modello di quanto già effettuato dall'ARPA della Val d'Aosta, eventualmente anche calibrando la collocazione a fini di valutazione del grado di esposizione dei dipendenti dello stabilimento.
Si chiede altresì di videosorvegliare le aree di collocazione dei deposimetri, onde assicurare massima certezza nella raccolta dati.

Ringraziando per i servizi sinora svolti, si invita nondimeno ARPA Umbria a moltiplicare gli sforzi - anche in termini di risorse impiegate sul territorio - a beneficio della più attenta analisi della situazione ambientale della città di Terni, notoriamente bisognosa di massima attenzione su tale fronte.
Gli scriventi segnalano infine l'opportunità che un simile monitoraggio venga infine reso obbligatorio in sede di rilascio AIA, a totale o parziale carico dell'istante, evitando accuratamente possibili conflitti di interesse e ferme restando supervisione e gestione da parte di ARPA Umbria.
Nell'attesa di un concreto riscontro, si inviano cordiali saluti.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Amos Macinanti, WWF Umbria

Terni, 13 febbraio 2014.

dott. Andrea Liberati 348.360.11.35
dott. Amos Macinanti 338.86.48.712

venerdì 18 ottobre 2013

[TERNI] OPERAZIONE 'PIAZZA PULITA', L'AMMINISTRAZIONE COLLABORA: UN VIVO PLAUSO!

Foto tratta dal sito TerniOggi.it

Foto tratta dal sito TerniOggi.it

Da Italia Nostra un vivo plauso all'Amministrazione comunale e alla Comunità dei Salesiani di don Bosco per l'intervento su piazza San Francesco, nuova 'piazza pulita' da auto e veicoli vari, ora finalmente fruibile ai pedoni.
Si tratta di un iter concluso a seguito di alcuni incontri con l'assessore Bencivenga e i suoi funzionari, dopo aver loro segnalato numerosi elementi di decoro urbano giacenti presso il Centro Multimediale. Al riguardo sarebbe bene avviare una approfondita ricognizione di beni consimili, anche presso i magazzini comunali, così da poter soddisfare - a costo zero - le richieste di quei cittadini desiderosi di avere una città più bella e funzionale.
Da anni lo slargo di San Francesco era oppresso da innumerevoli mezzi, con ruote spesso affondate fin sopra il sagrato della chiesa, riqualificato con ingenti risorse solo poco tempo fa.
Una forma di ossequio all'antica sacralità del luogo e ai suoi attrattivi fattori artistici e architettonici, ma anche la risoluzione di un problema concreto: la Polizia Municipale - sovente qui chiamata a dirimere inutili controversie - potrà svolgere altrove i propri compiti d'ufficio.

Da parte nostra l'auspicio acché il Comune continui ad ascoltare le nostre istanze: Italia Nostra è pronta a fornire originali quanto economiche idee anche per lo spiazzo pubblico/privato Paul Harris, sin qui tenuto in modo disdicevole, e per l'area Duomo, costipata da decine di auto, sebbene si tratti di zona pedonale.
Siamo certi che, nel superiore interesse di Terni e di rinnovata estetica del bello, l'Amministrazione proseguirà in questa collaborazione per il miglior esito dell''operazione piazza pulita'.

Italia Nostra, Terni

Terni, 18 ottobre 2013.

sabato 24 agosto 2013

IL PARCO DELLA PASSEGGIATA TRA EROS E AGAPE: NECESSARIA UNA SUPERIORE PRESA DI COSCIENZA DAL PD

Veduta aerea del Parco della Passeggiata [foto tratta dal sito istituzionale della Provincia di Terni]

La vicenda della difesa del parco della Passeggiata è uno dei sintomi del necessario avanzamento culturale di cui la città ha tremendamente bisogno.
Tutto - associazioni, partiti, Chiesa, singoli - dovrebbero essere concordi sulla tutela di questo bene, che significa tutela vera e concreta del creato e delle opere dell'uomo. 
Perché questo non sembra possibile a Terni?
Eppure la difesa collettiva della Passeggiata è rafforzata dal vincolo monumentale, apposto ormai 100 anni fa, grazie alla prima legge sulle tutele, del 1909; vincolo apposto non a caso, ma alla luce dell'importanza anche storica di quelli che erano un tempo 'i giardini del vescovo'.
Tanti, a prescindere dal credo politico, hanno frequentato la Festa dell'Unità prima e Democratica poi, allocata proprio presso il nostro bellissimo parco. Nell'incanto di questo splendido giardino, ricco di opere preziose, il PCI di Terni individuò infatti, ormai molti decenni or sono, il luogo della celebrazione di sé e della sua idea del mondo, con una convivialità accattivante.
Forse - e potrebbe non essere un paradosso affermarlo, nella carenza di eventi alternativi in loco - alcun Passeggiata anche grazie a quella scelta. to La Passeggiata anche grazie a quella scelta. Aver conosciuto La Passeggiata non significa tuttavia comprendernae l'essenza più profonda e antica: gli antichi greci sapevano che c'era una differenza sostanziale tra Eros e Agape.
Sulla Passeggiata il PD sembra turbato da Eros e il parco è divenuto oggi un fatto carnale, con vaghi, egotistici desideri di appropriazione. Noi siamo invece agitati da Agape, mossi da un sentimenti di amore universale. Disinteressato. E abbiamo capito che il Parco è un bene indisponibile dell'intera città.
La comunità ternana, tutta, è cresciuta: la stessa più giovane base PD riconosce i rischi ambientali e architettonici connessi alla trasformazione - pur temporanea - di questo luogo a sagra, area per concerti, conferenze, fiera, occasione di finanziamento del partito, etc.
Italia Nostra e la città chiedono dunque oggi ad Andrea Delli Guanti e al suo partito uno sforzo di comprensione di ragioni che, al netto dei toni, restano comunque di buon senso, rivelatrici di una sensibilità culturale incomprimibile. Ragioni che, comunque, vanno a braccetto con il rispetto di normative cogenti per tutti, anche per coloro che sono schiavi di Eros.
Un filo sottile unisce molti episodi.
Così, qualche settimana or sono, sulla scorta di un'altra vicenda non esaltante, quella del telamone, indice di una consapevolezza identitaria cittadina quanto meno incerta, la nostra associazioni, con Giuseppe Cassio, ha invocato per Terni un nuovo manifesto culturale.
Italia Nostra - occorre precisarlo - non si occupa soltanto della Passeggiata, come qualcuno ha lamentato: in silenzio, ad esempio, stiamo portando avanti con una grande industria un progetto di contenimento degli inquinanti, su cui altri - gli amministratori pubblici - avrebbero dovuto lavorare da tempo.
Invece, avvinto da viete gabbie e affarismi su cui sarebbe bene aprire gli occhi, a Terni l'ambiente è divenuto un argomento intoccabile o, peggio, ignorato o scientemente sminuito.
Se il PD intendesse svolgere un servizio nuovo alla città, ben oltre i recinti del consenso e delle clientele, dovrebbe anzitutto riconoscere i propri errori di governo, così da provare a superarli per aprire autenticamente alla dialettica democratica, che è confronto di pensiero e non quell'asfittico priapismo che, solo, può condurre a sortite legalitarie quanto mai bizzarre: in una Terni in sé già sofferente, tali iniziative favoriscono esclusivamente l'espansione della gramigna in mezzo al grano.

Andrea Liberati
Italia Nostra Terni

Terni, 24 agosto 2013.

venerdì 26 aprile 2013

ZTL TERNI: MINI-TICKET EUROPEO DI ACCESSO PROPORZIONATO ALLE EMISSIONI, ORARIO ESTESO 13-24, RIDUZIONE COSTI PERMESSI PER I 'VIRTUOSI'


Siamo favorevoli a una revisione ragionata della Zona a Traffico Limitato di Terni.
Chiediamo però che quest'occasione comporti alcune modifiche di sistema al regolamento ZTL, così da ridurre la pressione veicolare complessiva sul centro storico e sull'ambito circostante, salvaguardando l'ambiente congiuntamente alla sicurezza stradale, tutelando pragmaticamente gli interessi di residenti e commercianti.
Tali finalità dovrebbero esprimersi in una cornice culturale più vicina a quella europea, prevedendo un mini-ticket di ingresso come a Bologna e in un numero crescente di città italiane e continentali; costi minimi, ma proporzionati ai livelli emissivi prodotti dai veicoli. Lo stesso ragionamento, esteso ai residenti, implichera una scontistica ai detentori a basso impatto. 
Queste le nostre proposte:
  1. i possessori di veicoli che, dall'esterno, vorranno accedere alla ZTL negli orari di prevista apertura (13-24), dovranno pagare - anche on line o via sms - una tariffa pari a € 3 per il solo transito, senza poter sostare. Tali veicoli dovranno essere obbligatoriamente di categoria emissiva Euro 3/4/5/6. Se diesel, minimo Euro 3 dotati di FAP (filtro antiparticolato);
  2. i possessori di veicoli di cui al punto 1), se alimentati a metano e gpl, di standard emissivo Euro 3/4/5/6, pagheranno per il solo transito € 1, senza poter sostare;
  3. i possessori di veicoli elettrici e ibridi elettrici sono esentati da qualsiasi forma di pagamenti, residenti o meno che siano, previa richiesta di ingresso on line o via sms;
  4. negli orari indicati per l'accesso dei non residenti di cui al punto 1), 2) e 3), questi potranno esclusivamente attraversare Via I Maggio e Via Faustini, nonché la direttrice Ponte Romano-Piazza Dalmazia, rimanendo loro inibita la percorrenza dell'asse Via Cavour-Via Garibaldi e di tutte le altre vie;
  5. i detentori di un veicolo Euro 3/4/5/6 potranno ottenere un permesso temporaneo giornaliero ZTL a un prezzo doppio rispetto alle somme previste al punto 1) e 2), esclusi gli autocarri, esentati dal pagamento; oggi tali permessi sono gratuiti;
  6. i detentori di un veicolo Euro 1/2 potranno ottenere un permesso temporaneo giornaliero ZTL al costo di € 10, esclusi gli autocarri, esentati dal pagamento; oggi tali permessi sono gratuiti;
  7. i veicoli dei residenti alimentati a metano, gpl, di standard emissivo Euro 3/4/5/6, godranno di uno sconto del 40% sul costo del permesso annuale ZTL;
  8. per i veicoli di residenti e non residenti di categoria Euro 0/1 (senza catalizzatore o immatricolati fino al 1996) si dovrà progressivamente prevedere l'uscita dalla ZTL; in futuro non potranno nemmeno entrare all'interno dell'anello c.d. della Strada dei Quartieri;
  9. l'attraversamento veicolare di Corso Tacito (altezza libreria Alterocca) dovrà essere reso a senso unico o, se del caso, stabilmente interdetto, fuorché ai mezzi pubblici;
  10. Piazza San Francesco e Via Fratti - già aree pedonali - dovranno essere concretamente preservate, inibendo traffico e sosta di tutti i veicoli, con la predisposizione di appositi dissuasori, diversamente da quanto accade oggi;
  11. dovrà essere totalmente pedonalizzato Largo Elia Rossi Passavanti, inibendone l'accesso ai veicoli provenienti da Piazza del Mercato, diversamente da quel che accade oggi;
  12. dovrà essere riesaminato il flusso veicolare sull'asse Via Battisti-Via Mazzini, incrementando la fruibilità di Viale Fonderia, oggi sottoutilizzata.
Tutte le somme introitate attraverso il nuovo regolamento ZTL dovranno essere esclusivamente destinate all'abbattimento delle barriere architettoniche, al potenziamento delle piste ciclabili, alla manutenzione delle aree verdi cittadine, alle iniziative utili a fronteggiare il degrado del centro storico, nonché a serie politiche di incentivo della mobilità alternativa.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni

Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

Terni, 25 aprile 2013.




giovedì 18 aprile 2013

19 APRILE 2013: NUOVA CENTRALE A GUADAMELLO/SAN VITO, CITTADINI RIDOTTI A CAVIE CON ESPERIMENTI DA DOTTOR MENGELE IN UNA REGIONE DI RIDICOLI PADRINI




E’ primavera: prosegue senza sosta la fioritura di c.d. centrali a biomasse in Umbria.
Mentre il Paese ha già una potenza installata pari al doppio dell’effettivo fabbisogno di energia, alcuni speculatori, talvolta di incerta individuazione e provenienza (caso Arrone), sfruttando grassi incentivi pubblici colgono al volo la possibilità di arricchirsi alle spalle del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale, con pesanti conseguenze a carico dell’ecosistema, dalle acque agli animali da allevamento, presumibilmente ammorbati ancor di più rispetto a oggi.
Accade dunque che, nella sola provincia di Terni, le cavie, cioè la popolazione residente, combattano –totalmente inascoltate da gran parte della politica- contro gli impianti di Arrone, Avigliano Umbro e, ora, anche Guadamello/San Vito, quest’ultimo fortunosamente non ancora autorizzato. E per un giorno non parliamo di quel che si registra nella Conca ternana: siamo circa 150.000 cavie dell’intollerabile inceneritore Acea e, perché no?, presto anche del redivivo Printer. Al riguardo, un avviso ai naviganti: stavolta vi chiederemo i danni.

Del resto, da tempo, siamo al “Cade il mondo? E io mi scanso!”: è questa la dozzinale filosofia che anima molte amministrazioni locali, silenti perché non di rado corresponsabili nel favorire soggetti che producono solo frutti avvelenati, a sfavore dei territori presi di mira per tali affari.
Allo stesso modo tacciono quasi tutti i politici della Regione, omertosi così come richiede il codice di compagni & compari.
Tacciono molte associazioni dei rappresentanti delle attività economiche e dei lavoratori, che non riescono a discernere le vere opportunità imprenditoriali e occupazionali da quelle totalmente fittizie, nonché temerarie a livello sanitario, a voler tacere degli effetti che tali ignobili iniziative avranno sul fronte turistico, manipolative, quali sono, del profilo identitario storico dell’Umbria.
Dinanzi a un atteggiamento generale di stile non dissimile da quello tipicamente mafioso, Italia Nostra dell’Umbria sta doverosamente alzando la voce, come è stato dimostrato lo scorso sabato con la manifestazione nazionale di Orvieto. I files aperti, anche in provincia di Terni, restano molti:
1) vogliamo sapere chi si nasconde dietro la società lussemburghese che ‘brucerebbe’ supposto olio di colza nella verde Valnerina ad Arrone. Vogliamo conoscere i soggetti –anche italiani- che hanno messo in piedi quest’idea assurda, ma anche sapere dove costoro, dopo aver intossicato il nostro territorio, pagherebbero le tasse: in Lussemburgo, per caso?
2) Che dire delle bugie sul teleriscaldamento che partirebbe con la centrale di Avigliano Umbro, eco delle stesse menzogne pronunciate quasi venti anni fa per ammantare di presentabilità l’inceneritore Terni En.A.?
3) Sulla centrale di Guadamello/San Vito, Italia Nostra apprezza l’idea di quelle forze che, attraverso una petizione, intendono coinvolgere i Consigli Comunali di Narni e di Otricoli per evitare che tale area, tuttora integra, della sponda umbra del Tevere sia compromessa per sempre, a dispetto delle emergenze archeologiche della zona e dell’esondabilità dei lotti interessati. Intanto i valori immobiliari locali saranno in prevedibile picchiata.

L’assessore regionale Rometti, competente per materia, è ormai un interlocutore dimezzato sia per Italia Nostra che per il Coordinamento umbro dei 47 Comitati civici a tutela dell’ambiente.
Tutti insieme ne abbiamo giustamente richiesto le dimissioni: lui è ancora lì. Perché questa Regione, con i suoi ridicoli padrini, difende opachi interessi di pochissimi, conculcando i diritti di cittadini ridotti a cavie che sarebbero la gioia del dottor Mengele?

Andrea Liberati
Italia Nostra Terni

venerdì 23 novembre 2012

TERNI PARTECIPA ALLA SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI


Terni - Domenica 25 novembre, dalle ore 16.30, vi aspettiamo alla sala "Nicola Marrone" del Centro Sociale Guglielmi per festeggiare insieme la conclusione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti
Questa iniziativa si aggiunge a quelle già realizzate nell'ambito di un progetto più ampio che abbiamo denominato "It's time to make a change! Cultura della Sostenibilità" e che ha come obiettivi e finalità quelli di: a) promuovere la consapevolezza nell'acquisto di prodotti in conseguenza delle caratteristiche degli imballaggi e della loro possibile riciclabilità o riuso; b) presentare le possibili opzioni di smaltimento e gestione della raccolta differenziata e valutare il loro rispettivo impatto ambientale, con l'idea che il cittadino possa divenire conscio della possibilità di promuovere nel proprio piccolo i comportamenti virtuosi e più in generale possa formulare proposte e suggerire modifiche atte a migliorare la situazione ambientale nel contesto in cui vive; c) fornire indicazioni, anche quantitative e pratiche, sull'impatto ambientale generato da scelte non corrette (buttare il cibo, non riusare imballaggi ove possibile, ricomprare invece che riparare...); d) attraverso mini-laboratori avviare delle esperienze di conoscenza dei materiali e delle loro problematiche d'uso e di smaltimento tali da portare alla formulazione di idee applicabili al contesto locale che portino ad un'efficace e praticabile risparmio di risorse.
L'iniziativa è stata ideata e sarà realizzata dalla sezione di Terni di Italia Nostra onlus in collaborazione con il Centro Sociale Guglielmi di Terni (A.S.C.R. Guglielmi onlus & A.P.S. "Rete Sociale Guglielmi") e con il contributo del CeSVol - Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Terni.
Fin d'ora, un ringraziamento particolare va al Prof. Carlo Santulli, al quali va anche la nostra infinita riconoscenza per l'aiuto, la cortesia, la competenza e la sempre paziente disponibilità.

Link utili:


lunedì 2 luglio 2012

RINNOVO DELLE CARICHE SOCIALI: ANDREA LIBERATI ELETTO PRESIDENTE, CASSIO VICE E SANSONI SEGRETARO




Dopo quattro anni, l'assemblea di Italia Nostra di Terni ha proceduto stamane al rinnovo delle cariche sociali.
Gli iscritti della storica organizzazione nazionale hanno dunque individuato - all'unanimità - i nomi con cui portare avanti idee e progetti volti a salvaguardare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico anche a Terni.
Succede a Daniele Pica nel ruolo di Presidente il dottor Andrea Liberati, giornalista e animatore a Terni del progetti di recupero degli ipogei della basilica di San Valentino, con promettenti ritrovamenti e crescente interesse.
La vicepresidenza è assunta dal dottor Giuseppe Cassio, funzionario della Diocesi di Terni, storico dell'arte, autore di numerose pubblicazioni a carattere eminentemente culturale.
Segretario di Italia Nostra è l'avvocato civilista Marco Sansoni, attivo sul fronte anche legale relativamente ai delicati equilibri tra ambiente e produzione.
Liberati è netto: "Porteremo avanti un serrato dialogo con le Amministrazioni locali onde evitare il ripetersi di scelte improbabili nel centro storico così come nelle periferie, a iniziare dal c.d. cubo arancione del nuovo mercato - con il suo gigantesco scarrabile per rifiuti in bella vista sul Nera. Abbiamo poi già contestato la nave da crociera vicina al santuario di San Francesco, così come altre strutture del genere, irrispettose del contesto artistico-monumentale di una città - la nostra - i cui natali precedono quelli di Roma".
Come difendere l'ambiente? "Occorre tornare alle basi: facciamo di più per rendere presentabile la città, che è anzitutto sporca. Pensiamo dunque a un piano straordinario di recupero che veda anche la cittadinanza più attenta e partecipe. Gruppi di residenti potrebbero adottare brani di quartiere, così come si fa nelle più avanzate realtà dell'Occidente".
Secondo Liberati, occorrono da un lato interventi amministrativi più incisivi; dall'altro è necessario lottare per l'affermazione collettiva di sensibilità portatrici di futuro: "Purtroppo basta un rapido giro presso municipalità contigue per accorgersi che solo qui impera una certa sciatteria - da una cartellonistica sgraziata e penzolante a marciapiedi e strade emmenthal, da piste ciclabili ferme a 20 anni fa a un'attenzione non ancora sufficiente in tema di concentrazione di metalli pesanti nell'aria, senza tacere della pervicace volontà di insediare ancora una volta qui impianti di incenerimento a caratura regionaleNo, grazie, questo è il passato! I pascoli erbosi grazie a cui Terni può crescere sono rappresentati dalle attività green: attendiamo perciò che la svolta verde prospettata oggi dal Comune diventi realtà e si arricchisca con interventi concreti e decisivi. Affianchiamo dunque alle peculiarità anche artistiche della storia di Terni, grande ma ingiustamente marginalizzata, le nuove sensibilità: ne trarremo spunto per un'esistenza feconda e recupereremo il senso di meraviglia per un paesaggio di cui siamo figli e che rappresenta la nostra memoria. E' l'univo paesaggio che abbiamo: quello che resterà dentro ai nostri occhi per tutta la vita".

domenica 26 giugno 2011

"URBANISTICA FOTOVOLTAICA"



I due impianti di Maratta e Cesi rovinano per sempre il paesaggio. Dove sono finiti i Verdi, il Sole che Ride, Legambiente, la Sinistra Ecologista? A preparare panini con la porchetta ai Festival di Partito alla Passeggiata?
Constatare che a Terni, come nella conca narnese, in aree di assoluto pregio e visibilità in cui il PRG prevede obbligatoriamente "recupero del paesaggio e salvataggio dell'assetto agricolo", si vogliano "coltivare" distese di ettari di impianti fotovoltaici dà l'idea della sensibilità da capre che hanno alcuni amministratori.
Addirittura tutti sanno che il sistema adottato per guadagnare di più è quello di risparmiare sugli sfalci spandendo ettolitri di diserbanti per desertificare ettari di terreno per trent'anni e più, con effetti devastanti sulle falde acquifere già inquinate e non più utilizzabili per la captazione di acqua potabile.
Cosa dire poi della furbizia di tenere i due impianti al di sotto di 1 megawatt per soli 12 kilowatt per non dover incorrere nel rigore della VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale? Infatti si dichiarano 988,38 kilowatt per farla franca ma gli impianti, in vista l'uno dell'altro, sono due per quasi 2 megawatt.
Lunedi, in consiglio comunale, si completerà la farsa di un voto, peraltro inutile, avendo la Provincia ormai deciso tutto, in assenza del Comune di Terni che, su ordine dell'Assessore Malatesta, più adatto ad appiccare incendi che a spegnerli, ha appoggiato in conferenza di servizi, tali monumenti alla devastazione di quel poco di paesaggio che rimane nella Conca.
Dove sono i Verdi, il Sole che ride, gli ambientalisti di maniera, Legambiente, la Sinistra ecologista? Tacciono, salvo ricomparire un mese prima delle elezioni per prendere in giro i ternani e i narnesi. Pronti a preparare panini con porchetta al prossimo Festival dell'Unità alla Passeggiata e prendere contributi pubblici per inutili campagne di facciata. Evidentemente quando ci sono precisi interessi di mezzo si preferisce voltare la faccia altrove.
Purtroppo per i prossimi trent'anni tutti coloro che verranno a Terni o che per andare a Spoleto passeranno sul Raccordo Terni-Orte scuoteranno la testa nel vedere quanto miopi sono stati i ternani nel sostituire vigneti e campi di granoturco con ettari ed ettati di ferro e silicio. Perché a Sangemini è stato predisposto un Regolamento mentre a Terni si consente tutto a tutti?
Lasceremo ai nostri figli ed ai nostri nipoti un ambiente massacrato. Ben vengano tali impianti su capannoni industriali, sulle aree di parcheggio o su quelle marginali non contivabili ma nelle poche aree agricole di pregio è criminale far finta di nulla e tollerare che piccoli interessi di pochi prevalgano su quelli generali.
Tacciono anche l'Assessore al Turismo come quello all'Ambiente, evidentemente in tutt'altre faccende affaccendati.

ITALIA NOSTRA - Sezione di Terni

Terni, 25 giugno 2011

lunedì 27 dicembre 2010

UN TRANSATLANTICO BIANCOROSSO ACCANTO AL SANTUARIO DI SAN FRANCESCO


Non c'è bisogno di essere innamorati delle antiche vestigia di Terni per non rimanere allibiti di fronte alla mole costruita a ridosso del Chiostro e del Santuario di San Francesco. Un vero e proprio transatlantico, colorato in bianco e rosso, tanto per non farsi notare. Un pugno nell'occhio di una città che meriterebbe maggiore rispetto per i luoghi del proprio passato rimasti indenni dopo gli oltre cento bombardamenti, da quelli risalenti al secolo scorso a quelli plurisecolari.
Avevamo sollevato a suo tempo il problema ma oggi di fronte a questa montagna di cemento che sovrasta l'intero quartiere, che annulla i luoghi della conoscenza (Liceo Classico, Liceo Scientifico e Scuola Media Leonardo da Vinci), che irride quelli della storia e della fede (Santuario di San Francesco e Chiostro, vincolati) chiediamo a tutti i cittadini, agli uomini di scuola, agli studenti, se è giusto assistere in silenzio a quella che appare una inaudita prepotenza, una vera e propria speculazione edilizia in piena regola.
C'è chi si sbraccia, giurando magari sulla propria madre, che tutto è regolare e che quindi tutti debbono credergli sulla parola. Le leggi che conosciamo noi sono diverse. Forse ci illudiamo di vivere in una Repubblica seria dove il rispetto per gli altri è la regola. Conoscendo le normative di settore, avanziamo dubbi pesanti sulla possibilità che siano state piegate ad interessi di parte.
A Terni "l'urbanistica contrattata" e "l'urbanistica creativa" hanno segnato periodi delicati del recente passato e ne abbiamo viste di tutti i colori.
E' per questo che chiediamo alla Commissione di Vigilanza e Controllo che vigili e controlli, né si faccia intimorire da alcuno.
Siamo indignati che sia stato demolito l'Ex Convento, memoria storica di quattro generazioni di ternani, che si siano superate ampiamente le altezze rispetto al Chiostro ed al Santuario di San Francesco, ma anche che il muro medievale, facente parte sembra dell'antica cinta muraria cittadina sia stato demolito per far luogo al cemento armato.
Possibile che Comune e Soprintendenza abbiano tutto autorizzato a cuor leggero?
Il Dirigente della Soprintendenza allora incaricato, dopo pesanti vicende giudiziarie non è più in servizio. Ci sono state sviste?
I dubbi vanno chiariti nell'interesse di tutti, da quelli dell'impresa a quelli soprattutti dell'intera città.

Terni, 27 dicembre 2010.

ITALIA NOSTRA onlus
Sezione di Terni

venerdì 12 novembre 2010

NO A SPECULAZIONI EDILIZIE SULLA EX FORESTERIA DELLA TERNI. CHIEDIAMO ALLA SOPRINTENDENZA DI PORRE UN VINCOLO SPECIFICO. CHI C'E' DIETRO QUELLA PROVOCAZIONE?




Evidentemente i tempi che vive la nostra città sono talmente bui se un assessore dell’Amministrazione Comunale giunge a proporre la vendita della palazzina liberty di Corso Tacito, l’ex Foresteria della Terni, per fare ‘cassa’.
Terni sta perdendo valori, storia e cultura. In altri tempi nessuno si sarebbe mai permesso anche solo di ipotizzare una tale offesa alla memoria storica della città e si sarebbero levate durissime proteste. Oggi tutti tacciono.
Chi è il ventriloquo che suggerisce provocazioni? Pretendiamo chiarezza e trasparenza.
Quell’edificio fu acquistato con il nostro plauso, sia per evitare fin troppo facili speculazioni, sia perché, con il parco annesso ed i cedri ultrasecolari – cui la motosega ha risparmiato, per ora, la vita – rappresentava e rappresenta ben oltre un secolo di storia industriale e civile.
Non solo – e non dovremmo essere noi a ricordarlo – costituiva anche, nelle lotte operaie, il simbolo del potere padronale e dell’azionariato, rispetto alla forza lavoro che, con fasi alterne, ha conquistato dignità, rispetto e benessere. Il riappropriarsene, l’apertura del parco alla cittadinanza, il progetto di conferirgli – inserendovi il Pro-Rettorato e la segreteria studenti dell’Università – un valore aggiunto di riscossa, aveva ed ha un significato inequivocabile.
L’ex Foresteria rappresenta la concretizzazione di un sogno ed un modo di dare speranza al futuro che, mai come oggi, appare incerto. Era legato all’alta cultura e, appunto, allo sviluppo del Polo Universitario che, proprio negli anni ’90, si andava sviluppando.
Noi chiediamo alla Soprintendenza che venga posto un vincolo specifico sulla palazzina e sul parco affinché nuovi barbari non facciano ciò a cui assistiamo in centro: svendite, altre cubature, cemento su cemento.
Facciamo appello dunque a tutte le associazioni e tutti gli Enti che possono essere legati alla storia della città, alla storia industriale, alla tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, e facciamo appello a tutti i cittadini per supportare la nostra richiesta.
Triste è il futuro di una città che ha perso il senso dell’orientamento e sembra dimentica di dove viene e soprattutto non ha idea di dove andare.

Terni, 5 novembre 2010


venerdì 10 settembre 2010

COLLESCIPOLI / FOTOVOLTAICO A TERRA - DOPO LA PROTESTA E LA PETIZIONE POPOLARE I CITTADINI DI COLLESCIPOLI ABBANDONATI, PROVINCIA E COMUNE ANCORA LATITANTI





COLLESCIPOLI (LOC. CONTEA) / FOTOVOLTAICO A TERRA
DOPO LA PROTESTA E LA PETIZIONE POPOLARE I CITTADINI DI COLLESCIPOLI ABBANDONATI
INIZIATI I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DI DUE CAMPI FOTOVOLTAICI
PROVINCIA E COMUNE ANCORA LATITANTI
SERVONO REGOLE CERTE PER SALVAGUARDARE IL PAESAGGIO

La località Contea di Collescipoli è una zona agricola ricca di verde, di vegetazione, di uliveri e di piccoli nuclei rurali ed offre un paesaggio caratterizzato da una forte connotazione agricola. Tra i vincoli di tutela paesaggistica e ambientale operanti nel territorio comunale di Terni risulta un vincolo di tutela diretta (di cui all'art. 136, comma 1, lett. c) e) del D.Lgs. 42/2004, per effetto del parere n. 4 del 16/10/2001, reso dal Comitato consultivo regionale per il territorio) per tutta la zona circostante l'abitato di Collescipoli, ivi compresa la località Contea, dal quale si evince, tra l'altro, che "...la zona presenta ancora le caratteristiche del paesaggio umbro con zone boscate che si fondono con i campi coltivati, gli uliveti e le rare costruzioni a carattere rustico, ben armonizzate per materiali e tipologie tradizionali con l'ambiente e con il borgo di Collescipoli...", "...la zona è meritevole di essere sottoposta a vincolo paesaggistico".
Proprio perché su tale area insiste un vincolo paesaggistico, abbiamo sostenuto la giusta protesta dei residenti in località Contea - come sosterremo tutti quei cittadini che ci segnaleranno la realizzazione di impianti fotovoltaici in aree protette o su terreni agricoli - contro la realizzazione di due campi fotovoltaici da 2,550 MWp (che occuperebbero oltre quattro ettari) su terreni agricoli e soggetti a vincolo paesaggistico.
A giugno di quest'anno venne depositata in Provincia e in Comune una petizione popolare per sollecitare gli enti interessati, in particolare la Provincia di Terni - ente che avrebbe il compito di legiferare in materia ambientale - ad occuparsi della vicenda. Nessuna risposta.
Dobbiamo con estremo dispiacere constatare che, tranno l'associazione culturale "Astrolabio" che per prima ha denunciato lo scempio, nessun'altra associazione ambientalista ha raccolto il nostro appello di qualche mese fa per aprire un fronte comune a difesa del nostro territorio.
I cittadini di Collescipoli sono stati abbandonati e nessuno ha avuto la cura di ascoltarli.
I lavori del primo campo fotovoltaico che devasterà per decenni il paesaggio sono iniziati.

Terni, 9 settembre 2010.

Italia Nostra onlus - Sezione di Terni

mercoledì 7 luglio 2010

NUBI ACRI NOTTURNE SU TERNI: IL MIRACOLO SI RINNOVA. COME SONO STATI SPESI € 20.000.000 PER ABBATTERE I FUMI?


Il tema è delicato, in un momento come questo delicatissimo. Purtuttavia per la onestà intellettuale ed il rigore con cui, siamo certi, viene gestita la multinazionale “Thyssen Krupp” siamo stupiti per una vicenda che ha dell’incredibile. Da anni a Terni è stato denunciato un fenomeno sconcertante. Appena avanza la stagione calda, verso la mezzanotte, in una vasta zona del centro, si diffondeva un odore molto forte, acre, facilmente riconoscibile. Costringeva molte famiglie a tapparsi in casa, fatto abbastanza spiacevole a causa del caldo soffocante delle serate. Italia Nostra, con pochi altri soggetti, ha avuto il coraggio di porre alcune domande ai vertici dell’AST. Alcuni cittadini hanno persino consegnato denunce circostanziate alla Procura della Repubblica, non solo per gli aspetti organolettici che assumeva l’aria che respiriamo, fortemente sgradevoli, ma anche per i forti dubbi che tali emissioni siano tutt’altro che tranquillizzanti dal punto di vista della salute. Fu interessata l’ARPA e l’ASL 4. Poiché siamo persone responsabili abbiamo anche partecipato ad un convegno svoltosi circa un anno fa a Palazzo Gazzoli in cui gli studi, pagati dall’ARPA, cioè da noi, e condotti dall’Università di Milano, ammettevano tale fenomeno spiacevolissimo mentre un dirigente dirigente AST, uscendo dal consueto savoir faire, accusò come mestatori, coloro che avevano l’ardire di dichiarare l’accaduto.

Abbiamo avuto anche la pazienza e la fiducia di attendere un anno perché era in fase di realizzazione un nuovo impianto per il trattamento dei fumi che, carichi di polveri sottili cancerogene, si sprigionano dai forni fusori.

Noi che crediamo nella buona fede di tutti, fino a prova contraria, ma crediamo anche nelle prova principe delle nostre narici e dei nostri polmoni, strumenti indiscutibili rispetto alle chiacchiere da salotto, oggi che con orari leggermente diversi tale fenomeno si ripete ci permettiamo di rivolgere ai vertici dell’AST ed alle istituzioni alcune semplicissime domande:
  1. E’ possibile che centinaia se non migliaia di famiglie siano ancora costrette a subire d’estate tale infausta calamità?
  2. A tutti coloro che non sono nelle condizioni di costruirsi una villa in quel di Cesi o di Miranda, fruendo dello spettacolo notturno dei bagliori che si sollevano dall’AST, senza subirne le conseguenze olfattive e respiratorie, cosa si risponde? Che tanto prima o poi si deve morire e quindi, i ternani facciano una vita da zombie subendo in silenzio un’offesa ai propri alveoli oltre che alla propria dignità?
  3. Avendo difeso con coraggio la costruzione della nuova centrale a turbogas, ben s’intende fuori dalla Conca, che la politica locale ha viceversa boicottato, siamo fra coloro che abbiamo a cuore quell’Azienda, le maestranze ed il lavoro che a Terni in particolare va salvaguardato con la massima attenzione. Pur tuttavia la capacità di spendere bene il danaro degli investitori tedeschi ma non solo, progettando impianti di depurazione efficienti ed efficaci, è una questione che in ogni azienda seria si pone. Incorriamo nel reato di lesa maestà se chiediamo ai vertici AST, ma anche ai vertici della Thyssen Krupp, se ritengono di aver speso bene quella massa di danaro dei propri azionisti, si dice ben 20.000.000 di euro lasciando inalterati aspetti così spiacevoli delle emissioni?
  4. Chiediamo anche a coloro che sono stipendiati per controllare e far rispettare la legge, cioè al Sindaco, al neo Direttore Generale dell’ASL 4, al Direttore Generale dell’ARPA, al Presidente della Provincia, al Procuratore della Repubblica, è possibile che tutte le denunce sacrosante, anche degli amici del WWF di Terni, siano finite in qualche sottoscala, come se il diritto a respirare un’aria appena decente sia in questa città un lusso che, da cittadini di serie B, come qualcuno ci considera, non possiamo né dobbiamo permetterci?
  5. Dopo il rogo di Vascigliano la stampa ha riportato alcuni dati dai quali risulterebbe che la presenza di diossina è a Terni fenomeno non direttamente connesso a quel fatto circostanziato ma è cosa molto più diffusa. Visto che il sindaco precedente liquidò irresponsabilmente la denuncia del fenomeno come “segno evidente della ripresa industriale”, chiediamo all’attuale primo cittadino spiegazioni chiare.
Poiché la fiducia è cosa seria ed i ternani che non hanno l’anello al naso sono ancora molti, attendiamo dagli interlocutori citati risposte pertinenti, assunzioni di responsabilità e proposte, questa volta ineludibili. Altrimenti potremmo essere costretti a seguire altre vie che la legge oggi consente.


Italia Nostra onlus – Sezione di Terni
Il Presidente, Daniele Pica

Terni, 7 luglio 2010.

giovedì 10 giugno 2010

FOTOVOLTAICO A TERRA: LA PROVINCIA E' LATITANTE, OCCORRONO REGOLE CERTE - ITALIA NOSTRA SOSTIENE LA PROTESTA DEI RESIDENTI DI COLLESCIPOLI


FOTOVOLTAICO A TERRA:
LA PROVINCIA E’ LATITANTE, OCCORRONO REGOLE CERTE
BASTA ALLE CONCESSIONI ANCHE IN AREE PROTETTE
COSI’ SI DEVASTA IL TERRITORIO
COLLESCIPOLI (LOC. CONTEA):
ITALIA NOSTRA SOSTIENE LA PROTESTA DEI RESIDENTI
PRESENTATA PETIZIONE POPOLARE CONTRO DUE IMPIANTI DI OLTRE
QUATTRO ETTARI
LE ALTRE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE BATTANO UN COLPO
Non siamo assolutamente contrari all’utilizzo di energie alternative, pulite e rinnovabili, come il solare ma non possiamo, al contempo, accettare la sistematica devastazione del nostro territorio per assenza di una regolamentazione certa. Non possiamo accettare concessioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli o in aree protette. La mancanza di iniziativa della Provincia di Terni, l’ente che avrebbe il compito di legiferate in materia ambientale, sta generando troppa confusione.
Comunque, in attesa che l’Assessore provinciale all’Ambiente, Fabrizio Bellini, e il Presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, decidano in merito stiamo sostenendo la protesta dei residenti in Località Contea (Collescipoli), contro la realizzazione di due campi fotovoltaici da 2,550 MWp (che occuperebbe oltre quattro ettari) su terreni agricoli e soggetti vincolo paesaggistico, e sosterremo tutti quei cittadini che ci segnaleranno la realizzazione di impianti fotovoltaici in aree protette o su terreni agricoli.
Proprio ieri è stata depositata in Provincia e in Comune una petizione popolare che mette in evidenza come la località Contea sia una zona agricola ricca di verde, di vegetazione, di uliveti e di piccoli nuclei rurali ed offra un paesaggio caratterizzato da una forte connotazione agricola. Occorre sottolineare che tra i vincoli di tutela paesaggistica e ambientale operanti nel territorio comunale di Terni risulta un vincolo di tutela diretta (di cui all’art. 136, comma 1, lett. c)e ) del D.Lgs. 42/2004, per effetto del parere n. 4 del 16/10/2001, reso dal Comitato consultivo regionale per il territorio) per tutta la zona circostante l’abitato di Collescipoli, ivi compresa la località Contea, dal quale si evince, tra l’altro che “…la zona presenta ancora le caratteristiche del paesaggio umbro con zone boscate che si fondono con i campi coltivati, gli uliveti e le rare costruzioni a carattere rustico, ben armonizzate per materiali e tipologie tradizionali con l’ambiente circostante e con il borgo di Collescipoli”, “…la zona è meritevole di essere sottoposta a vincolo paesaggistico”.
Ringraziamo l’associazione culturale “Astrolabio” che per prima ha denunciato lo scempio e rivolgiamo un appello a tutte le altre associazioni ambientaliste per aprire un fronte comune a difesa del nostro territorio.
Italia Nostra onlus – Sezione di Terni

venerdì 28 maggio 2010

RIFORMA DELLA ZTL: OCCORRE CHIAREZZA, PARTECIPAZIONE E CORAGGIO. SIAMO GIA' ALLA TERZA BOZZA IN POCHI MESI


Come abbiamo più volte ripetuto nel corso di questi ultimi anni, serve un progetto per il centro della nostra città, progetto che non può prescindere dall'organizzazione degli spazi in funzione delle esigenze del nuovo vivere, della chiusura al traffico veicolare, della necessità di avere infrastrutture per rendere questa indicazione realizzabile. Tutta questa elaborazione è mancata alle precedenti Amministrazioni Comunali e sembra mancare anche all'attuale.
Siamo lieti che l'assessore Bencivenga abbia nuovamente espresso la chiara volontà di "liberare il centro dalle auto", "sistemare altri varchi elettronici, creare nuove aree pedonali, informatizzare i pass per disabili e sostituire i dissuasori rotti con i pilomat a scomparsa" ma non possiamo fare a meno di notare che, da dicembre ad oggi, siamo già alla terza bozza di progetto di riforma della ZTL e delle zone APU di Terni.
Occorre chiarezza, partecipazione e coraggio. Voler interdire al traffico quelle che da anni vengono chiamate aree pedonali urbane e di voler trasformare il centro in una vera isola pedonale sono provvedimenti che vanno verso la strada giusta e che potrebbero rappresentare le prime misure per tentare di limitare le cosiddette polveri sottili.
Terni, 28 maggio 2010.
Daniele Pica, Presidente della Sezione di Terni

lunedì 12 aprile 2010

PALAZZINA E PARCO EX FORESTERIA: SERVE UN PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE

Non è la prima volta che segnaliamo lo stato di quasi totale abbandono in cui versa sia la palazzina che il parco dell’ex foresteria della Terni. E’ dal 2008 senza ottenere mai una risposta.
“Non sono passati molti anni da quando l’amministrazione comunale – scrivevamo – acquistò la Palazzina in Corso Tacito, sede per un secolo della Foresteria della Società Terni. Ospitò dirigenti, ministri, personaggi illustri. Era una zona riservatissima, chiusa alla città e ai suoi cittadini ‘normali’, sede del vero potere economico a Terni”.
Fu un’operazione apprezzata. Nelle intenzioni originarie, “avrebbe dovuto ospitare il cuore pulsante dell’Università a Terni, una segreteria studenti e vari servizi per gli universitari. Fu ripulita, venne realizzata una fontana con al centro la famosa statua in bronzo di Aurelio De Felice ‘Adolescente con ocarina’, piantate essenze pregiate, illuminata con paline in stile rispettoso dell’architettura dell’edificio”. Dopo poco più di un decennio: “ospita ancora parte della burocrazia comunale, la statua è emigrata altrove, la fontana è stata riempita di sassi, il verde è sciatto, i cancelli sono chiusi la sera perché l’illuminazione non ha avuto manutenzione”. “Vorremmo sapere – ci chiedevamo – perché l’Amministrazione Comunale ha deciso, di fatto, di trascurare un luogo di così grande importanza”.
Dal novembre 2008, nulla si è mosso ed oggi chiunque passeggi per corso tacito non può non notare lo stato di totale abbandono in cui versa la struttura. Di pochissimi giorni fa la notizia dell’abbattimento dei sette tigli quasi secolari e la promessa di un reimpianto di quattro tigli in autunno.
Ma questo basta? Possiamo continuare così? A Terni è necessario un vero e proprio programma per la gestione del verde. Il reimpianto di alberi non può seguire soltanto l’emergenza ma va programmato. Al di là degli aspetti paesaggistici e culturali, dal punto di vista ambientale non esiste un rapporto di uno ad uno, un virgulto nuovo piantato per un esemplare adulto tagliato, perché la massa delle chiome distrutte è cento volte superiore a quella di un albero che esce dal vivaio.
E’, inoltre, indispensabile un progetto per la riqualificazione complessiva dell’intero complesso dell’ex foresteria.

Terni, 12 aprile 2010.
Dott. Daniele Pica
Presidente Italia Nostra onlus – Sezione di Terni

venerdì 2 aprile 2010

ALLE PAROLE NON SEGUONO MAI I FATTI. L'ASSESSORE BENCIVENGA STRAVOLGE LA BOZZA DI RIFORMA DI ZTL E APU DI DICEMBRE


L’immagine di una città va preservata, lo sviluppo e l’attrattività conseguiti con la coerenza dei comportamenti e la concretezza delle azioni di governo. Nel corso di questi ultimi anni abbiamo spesso parlato della necessità di un progetto per il centro della nostra città, progetto che non può prescindere dall’organizzazione degli spazi tenendo conto delle esigenze del nuovo vivere, della chiusura al traffico veicolare, della necessità di avere infrastrutture necessarie a rendere questa indicazione realizzabile. Tutta questa elaborazione è mancata alla precedente Amministrazione Comunale e sembra mancare anche all’attuale.
La nuova bozza di riforma di Ztl e Apu proposta dall’Assessore Bencivenga è completamente diversa da quella presentata soltanto a dicembre e che aveva ottenuto il nostro plauso. Le differenze non sono formali ma sostanziali tanto da riuscire a stravolgere un impianto che fa già acqua da tutte le parti.
Se a dicembre l’Assessore Bencivenga dichiarava di voler interdire al traffico quelle che da anni vengono chiamate aree pedonali urbane (Apu) e di voler trasformare il centro in una vera isola pedonale oggi si arriva perfino a prevedere l’ingresso nella Ztl dei non residenti. Decisione questa che aumenterà il caos nel centro cittadino già invaso dalle automobili.
Resta incomprensibile la motivazione che dovrebbe spingere un cittadino a pagare cinque euro per attraversare il centro senza poter sostare ed ancor più incomprensibile il vantaggio che dovrebbero trarne i commercianti.
Riteniamo inoltre inefficaci i cosiddetti paletti pensati dall’A.C. come il “divieto assoluto di sosta, altrimenti salterebbero i parcheggi del centro e si scatenerebbe la protesta dei residenti”.
Ribadiamo pertanto la nostra contrarietà sottolineando che con il nuovo progetto di riforma di Ztl e Apu vengono del tutto disattese le giuste preoccupazioni della cittadinanza relativamente all’inquinamento ambientale che la vecchia versione aveva - seppur timidamente – abbozzato.

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