- E’ possibile che centinaia se non migliaia di famiglie siano ancora costrette a subire d’estate tale infausta calamità?
- A tutti coloro che non sono nelle condizioni di costruirsi una villa in quel di Cesi o di Miranda, fruendo dello spettacolo notturno dei bagliori che si sollevano dall’AST, senza subirne le conseguenze olfattive e respiratorie, cosa si risponde? Che tanto prima o poi si deve morire e quindi, i ternani facciano una vita da zombie subendo in silenzio un’offesa ai propri alveoli oltre che alla propria dignità?
- Avendo difeso con coraggio la costruzione della nuova centrale a turbogas, ben s’intende fuori dalla Conca, che la politica locale ha viceversa boicottato, siamo fra coloro che abbiamo a cuore quell’Azienda, le maestranze ed il lavoro che a Terni in particolare va salvaguardato con la massima attenzione. Pur tuttavia la capacità di spendere bene il danaro degli investitori tedeschi ma non solo, progettando impianti di depurazione efficienti ed efficaci, è una questione che in ogni azienda seria si pone. Incorriamo nel reato di lesa maestà se chiediamo ai vertici AST, ma anche ai vertici della Thyssen Krupp, se ritengono di aver speso bene quella massa di danaro dei propri azionisti, si dice ben 20.000.000 di euro lasciando inalterati aspetti così spiacevoli delle emissioni?
- Chiediamo anche a coloro che sono stipendiati per controllare e far rispettare la legge, cioè al Sindaco, al neo Direttore Generale dell’ASL 4, al Direttore Generale dell’ARPA, al Presidente della Provincia, al Procuratore della Repubblica, è possibile che tutte le denunce sacrosante, anche degli amici del WWF di Terni, siano finite in qualche sottoscala, come se il diritto a respirare un’aria appena decente sia in questa città un lusso che, da cittadini di serie B, come qualcuno ci considera, non possiamo né dobbiamo permetterci?
- Dopo il rogo di Vascigliano la stampa ha riportato alcuni dati dai quali risulterebbe che la presenza di diossina è a Terni fenomeno non direttamente connesso a quel fatto circostanziato ma è cosa molto più diffusa. Visto che il sindaco precedente liquidò irresponsabilmente la denuncia del fenomeno come “segno evidente della ripresa industriale”, chiediamo all’attuale primo cittadino spiegazioni chiare.
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ENERGIA E TERRITORIO
mercoledì 7 luglio 2010
NUBI ACRI NOTTURNE SU TERNI: IL MIRACOLO SI RINNOVA. COME SONO STATI SPESI € 20.000.000 PER ABBATTERE I FUMI?
lunedì 12 aprile 2010
PALAZZINA E PARCO EX FORESTERIA: SERVE UN PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE
“Non sono passati molti anni da quando l’amministrazione comunale – scrivevamo – acquistò la Palazzina in Corso Tacito, sede per un secolo della Foresteria della Società Terni. Ospitò dirigenti, ministri, personaggi illustri. Era una zona riservatissima, chiusa alla città e ai suoi cittadini ‘normali’, sede del vero potere economico a Terni”.
Fu un’operazione apprezzata. Nelle intenzioni originarie, “avrebbe dovuto ospitare il cuore pulsante dell’Università a Terni, una segreteria studenti e vari servizi per gli universitari. Fu ripulita, venne realizzata una fontana con al centro la famosa statua in bronzo di Aurelio De Felice ‘Adolescente con ocarina’, piantate essenze pregiate, illuminata con paline in stile rispettoso dell’architettura dell’edificio”. Dopo poco più di un decennio: “ospita ancora parte della burocrazia comunale, la statua è emigrata altrove, la fontana è stata riempita di sassi, il verde è sciatto, i cancelli sono chiusi la sera perché l’illuminazione non ha avuto manutenzione”. “Vorremmo sapere – ci chiedevamo – perché l’Amministrazione Comunale ha deciso, di fatto, di trascurare un luogo di così grande importanza”.
Dal novembre 2008, nulla si è mosso ed oggi chiunque passeggi per corso tacito non può non notare lo stato di totale abbandono in cui versa la struttura. Di pochissimi giorni fa la notizia dell’abbattimento dei sette tigli quasi secolari e la promessa di un reimpianto di quattro tigli in autunno.
Ma questo basta? Possiamo continuare così? A Terni è necessario un vero e proprio programma per la gestione del verde. Il reimpianto di alberi non può seguire soltanto l’emergenza ma va programmato. Al di là degli aspetti paesaggistici e culturali, dal punto di vista ambientale non esiste un rapporto di uno ad uno, un virgulto nuovo piantato per un esemplare adulto tagliato, perché la massa delle chiome distrutte è cento volte superiore a quella di un albero che esce dal vivaio.
E’, inoltre, indispensabile un progetto per la riqualificazione complessiva dell’intero complesso dell’ex foresteria.
Terni, 12 aprile 2010.
Dott. Daniele Pica
Presidente Italia Nostra onlus – Sezione di Terni
venerdì 2 aprile 2010
ALLE PAROLE NON SEGUONO MAI I FATTI. L'ASSESSORE BENCIVENGA STRAVOLGE LA BOZZA DI RIFORMA DI ZTL E APU DI DICEMBRE

La nuova bozza di riforma di Ztl e Apu proposta dall’Assessore Bencivenga è completamente diversa da quella presentata soltanto a dicembre e che aveva ottenuto il nostro plauso. Le differenze non sono formali ma sostanziali tanto da riuscire a stravolgere un impianto che fa già acqua da tutte le parti.
Se a dicembre l’Assessore Bencivenga dichiarava di voler interdire al traffico quelle che da anni vengono chiamate aree pedonali urbane (Apu) e di voler trasformare il centro in una vera isola pedonale oggi si arriva perfino a prevedere l’ingresso nella Ztl dei non residenti. Decisione questa che aumenterà il caos nel centro cittadino già invaso dalle automobili.
Resta incomprensibile la motivazione che dovrebbe spingere un cittadino a pagare cinque euro per attraversare il centro senza poter sostare ed ancor più incomprensibile il vantaggio che dovrebbero trarne i commercianti.
Riteniamo inoltre inefficaci i cosiddetti paletti pensati dall’A.C. come il “divieto assoluto di sosta, altrimenti salterebbero i parcheggi del centro e si scatenerebbe la protesta dei residenti”.
Ribadiamo pertanto la nostra contrarietà sottolineando che con il nuovo progetto di riforma di Ztl e Apu vengono del tutto disattese le giuste preoccupazioni della cittadinanza relativamente all’inquinamento ambientale che la vecchia versione aveva - seppur timidamente – abbozzato.
mercoledì 2 dicembre 2009
SIAMO LIETI CHE L'ASSESSORE BENCIVENGA VOGLIA CREARE DELLE VERE ISOLE PEDONALI, SPERIAMO CHE ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI
Vogliamo anche esprimere soddisfazione perché l’Assessore Bencivenga, in questo modo, ammette il fallimento totale delle politiche dei traffico e della mobilità urbana degli ultimi dieci anni e, indirettamente, conferma l’inattendibilità dei dati relativi all’indagine ‘Ecosistema Urbano’ presentati da Legambiente e, qualche giorno fa, tanto decantati. Da questa indagine la nostra città risulterebbe al terzo posto, tra tutte le città italiane che “superano la soglia di un metro quadro di isola pedonale per abitante”, ciò è assolutamente falso ed oggi è lo stesso assessore a confermarlo quando, finalmente, dichiara di voler far diventare il centro una vera isola pedonale trasformando le aree pedonali urbane in zone interdette al traffico.
L’immagine di una città va preservata, lo sviluppo e l’attrattavitià conseguiti con la coerenza dei comportamenti e la concretezza delle azioni di governo.
In questi anni abbiamo sentito un mucchio di parole, oggi speriamo che alle parole seguano i fatti.
Terni, 2 dicembre 2009
Daniele Pica
giovedì 26 novembre 2009
MAGGIOR RISPETTO PER LA STORIA DELLA CITTA': RECUPERI CONSERVATIVI O SPECULAZIONI EDILIZIE? LA SOPRINTENDENZA AI BENI MONUMENTALI BATTA UN COLPO
Passeggiando in centro, si notano cantieri che, fra i pochi palazzi antichi e di pregio scampati ai bombardamenti, affrontano con singolare fantasia, il tema del recupero conservativo. E’ indubbio che la molla che spinge ad investire sia il ritorno economico, pur tuttavia è indispensabile che le autorità preposte facciano il loro dovere tempestivamente, in modo da contemperare l’interesse privato e quello pubblico. Accade con una certa frequenza che prevalga solo il primo. Siamo convinti che non si possa snaturare quel poco di antico che è rimasto e che costituisce, dal punto di vista architettonico, la storia della città, ben prima che l’acciaio ne determinasse lo sviluppo dell’ultimo secolo e mezzo.Italia Nostra anche negli anni passati ha criticato interventi alquanto singolari d’incremento di cubature e fortemente dissonanti con il contesto storico ed architettonico esistente. Oggi ci vediamo costretti a richiamare alle proprie responsabilità ed alle proprie funzioni Enti Locali ed Amministrazioni, di fronte a situazioni che appaiono obiettivamente inaccettabili.
In Via Paolo Garofoli, proprio sul retro di una facciata liberty realizzata a fine Ottocento con la costruzione di Corso Tacito, accanto al rigore settecentesco di Palazzo Espa, il cui ingresso è ancora ben preservato dall’avvenuto restauro conservativo, un cantiere rielabora nello stile Disneyland la vecchia facciata di Palazzo Bartocci.
Mentre il regolamento edilizio impedisce qualsiasi nuovo aggetto, improvvisamente spuntano come funghi otto nuovi leziosi balconi. Ricordano i calli di Venezia, nella versione americana di Las Vegas, ed appaiono obiettivamente fuori luogo in quel vicolo in cui gli abitanti dei due palazzi contrapposti, se vogliono salutarsi, possono quasi darsi la mano l’un l’altro.
Chiediamo al Sindaco: ma il regolamento edilizio e le distanze che impone esiste solo per i fessi? Se tutti i proprietari che abitano in centro storico realizzassero centinaia, migliaia di nuovo balconi, in Via Roma, in Corso tacito, in Corso Vecchio, mettendo il Comune di fronte al fatto compiuto cosa accadrebbe?
Un cantiere aperto, in pieno centro storico, può fare da mesi di tutto? Ed il primo controllo avviene solo dopo che tutto è già stato realizzato? La sensibilità culturale è di tutti e prescinde dal colore delle amministrazioni.
Italia Nostra impegna il Sindaco ad un esame attento della ennesima situazione di irregolarità fiduciosa che gli interessi generali prevalgano sulle furbizie di pochi.
Anche perché non è possibile chiudere impunemente terrazzi per fare nuove cubature, rialzare tetti ben oltre il consentito per realizzare nuovi appartamenti, aprire finestre dove il progetto non lo prevede, costruire, sopra i vecchi tetti, mausolei ingombranti che cambiano completamente il profilo e le vedute preesistenti.
Ci chiediamo e chiediamo al Sindaco, augurandoci che non spunti la solita sanatoria che, con quattro soldi, sistemi il tutto: è possibile a Terni con una semplice D.I.A. fare abusi, in pieno centro, in zona AAa che il PRG classifica “residenziale di conservazione assoluta”?
Terni, 26 novembre 2009
lunedì 9 marzo 2009
SEQUESTRO DEL CANILE: E' COLPA DEL DISINTERESSE E DELL'IPOCRISIA DEL COMUNE. UN DOVEROSO RINGRAZIAMENTO AGLI OPERAI E I VOLONTARI...

Da anni la nostra Associazione, come molte altre a Terni, ha denunciato lo stato di degrado ed abbandono in cui versano le strutture di ricovero degli animali. Per anni siamo stati ignorati e derisi.
Locali fatiscenti, gabbie piccolissime, fogne rotte, mancanza di fondi anche per l'acquisto dei beni di primaria necessità come crocchette e medicinali, carenza di veterinari, diffusione di malattie pericolose anche per l'uomo come la leishmaniosi e leptospirosi trasmessa dall'orina dei ratti liberi di passeggiare tra le gabbie.
In questi anni, ripeto, il Comune ci ha soltanto preso in giro alternando totale disinteresse a promesse ipocrite e sensazionali e mai mantenute.
Oggi finalmente la notizia del sequestro del canile da parte dei Nas.
Voglio concludere ringraziando gli operai e i volontari che, per anni, sono stati costretti a lavorare in condizioni pericolosissime e senza i quali la situazione sarebbe peggiorata ancora di più.
Terni, 9 marzo 2009.
Daniele Pica
giovedì 15 gennaio 2009
ABBATTIMENTO DEI PINI. QUALCHE NECESSARIA PRECISAZIONE

E’ evidente che nel caso in questione (come nei moltissimi altri di questi anni) sono stato abbattuti e non potati alberi quasi centenari che non potranno in alcun modo essere rimpiazzati.
Vero è, invece, che qualche giorno fa sono caduti due alberi su automobilisti ma è anche vero che tali piante sarebbero dovute essere mantenute. Non si possono usare i “tecnici” o specialisti esterni (tra cui i nostri che non sono stati minimamente presi in considerazione) solo per decidere quali piante segare e soltanto dopo che si è sfiorato un disastro, ma sarebbe opportuno consultarli periodicamente per evitare tali insensatezze.
E’ troppo facile, caro assessore, usare la motosega!!! E’ una cultura, questa della motosega, lontana anni luce da quella anglosassone o d’oltralpe dove gli alberi centenari o quelli solitari vengono trattati con estremo riguardo in quanto considerati parte integrante della memoria storica di un luogo. Tali alberi andrebbero ‘targhettati’ come si fa, ad esempio, sui castelli della Loira o gli orti botanici di numerosissime città.
martedì 13 gennaio 2009
ANTENNE SELVAGGE E CONDIZIONATORI INVADENTI. UNA CITTA' CHE NON AMA E PRESERVA IL CENTRO STORICO PERDE IL SENSO DELLA STORIA E MERITA IL DEGRADO...

GESTIONE DEL VERDE O POLITICA DELLA MOTOSEGA? ALLA CULTURA DELLA SALVAGUARDIA E DELLA SICUREZZA PREVALE BUROCRAZIE E DERESPONSABILIZZAZIONE

Signor Sindaco, Signori Assessore Salvati e Rozzi, potevate almeno avvertirci! Italia Nostra avrebbe almeno celebrato un de profundis facendo qualche foto di quei luoghi per rinnovare almeno l’immagine delle ormai sbiadite cartoline Alterocca che, per quanto datate, riprendevano per la storia, quel verde superbo che non era nella disponibilità di un sindaco di passaggio o di un assessore che forse non distingue una carota da una rapa, un corbezzolo da un lillà o da un melograno.
Ogni volta che gli esemplari più belli, ormai quasi secolari, del parco cittadino sono interessati a fenomeni di indebolimento li si verifica uno ad uno, li si cura con tecniche ormai note persino al più umile perito agrario, li si mette in tiraggio evitando il pericolo di cadute rovinose. Perché, sia chiaro, se prevale come ormai abbiamo constatato da anni la mania distruttiva dell’Assessore di turno allora il quadro è segnato. Se si preferisce molto comodamente segare nobilissimi tronchi che, lo abbiamo noi constatato non erano per nulla malati o erano curabilissimi, allora si taglino tutti i pini di Terni dopo i tigli di Via Fratti e le robinie di Via Battisti. Se ogni albero di alto fusto che supera i trent’anni di vita può diventare un potenziale pericolo in caso di vento, pioggia o neve, allora rendiamo piatta la città, con buona pace dei nostri amministratori che meriterebbero altro che l’Attila d’oro che conferì loro anni fa il WWF. Ormai non c’è angolo di Terni che non sia stato interessato dalla motosega da Via Battisti, a Via Fratti alla rotonda di Via Carrara. Non vorremmo trovarci durante la prossima Pasqua con la motosega che elimina i bellissimi pini del Villaggio Matteotti o i pioppi cipressini di Piediluco ormai ridotti a pochi esemplari.
Dispiace che alcune associazioni ambientaliste protestino non per questa politica dissennata ma per il solo fatto di non essere state coinvolte. Al di là poi degli aspetti paesaggistici e culturali, dal punto di vista ambientale non esiste il rapporto di 1 a 1, un virgulto nuovo piantato per un esemplare adulto tagliato, perché la massa delle chiome distrutte è cento volte superiore a quella di un albero che esce dal vivaio. Immaginiamo gli anziani che passeggiano sul Lungonera sotto il solleone che piacere avranno durante le prossime estati senza più ombra per qualche decennio.
Consigliamo ai nostri Assessori di viaggiare un po’ ed osservare come vengono trattati esemplari secolari in altre città ed i altri Paesi. Si vada in Francia sui castelli della Loira, ma anche in Grecia, in Inghilterra. Si mettono targhe esplicative, si indicano ai turisti, si curano. E’ mai possibile che solo a Terni si ammalino a decine tutti insieme, in ogni viale? Forse la cura migliore sarebbe sostituire gli assessori, senza tagliare per carità loro la testa, ma almeno renderli innocui e farli tornare alle attività che sanno fare.
venerdì 7 novembre 2008
COPPI DI SAN FRANCESCO: QUALCHE NECESSARIA PRECISAZIONE
Occorre necessariamente ritornare, a nostro malgrado, sulla vicenda dei coppi della chiesa di San Francesco: le dichiarazioni, agl organi di stampa, del direttore dei lavori non sono aderenti alla realtà dei fatti. Il provvedimento di sospensione della Soprintendenza ai Beni Architettonici è fondato sulla totale assenza d'ogni autorizzazione. Solo in data 28 ottobre, dopo le tante segnalazioni, il Soprintendente ha disposto uno specifico sopralluogo, a cui è seguita l'adozione dell'autorizzazione, prima mancante, con rigide prescrizioni riguardanti i materiali da utilizzare per il rifacimento del tetto.
Del tutto inconsistente l'allarmismo inerente, il pericolo di infiltrazioni che danneggerebbero gli affreschi interni, in quanto il tetto della chiesa è dotato di una specifica bitumazione impermeabile che impedisce ogni tipo di infiltrazione.
