ENERGIA E TERRITORIO

ITALIA NOSTRA PROMUOVE UNA SERIA POLITICA ENERGETICA BASATA SUL RISPARMIO. CONTRARIA AL NUCLEARE, ITALIA NOSTRA RITIENE CHE LE RINNOVABILI SIANO UTILI MA NON DEBBANO DEVASTARE IL PAESAGGIO. Per saperne di più clicca qui.
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martedì 13 gennaio 2009

ANTENNE SELVAGGE E CONDIZIONATORI INVADENTI. UNA CITTA' CHE NON AMA E PRESERVA IL CENTRO STORICO PERDE IL SENSO DELLA STORIA E MERITA IL DEGRADO...



Basta girare in Corso Vecchio o in Piazza Clai per rendersi conto che ormai siamo in una jungla. Ognuno fa ciò che gli pare. In alcuni tetti ci sono decine di parabole o, su nobili facciate, batterie di condizionatori, anche enormi, che in assoluto disprezzo di strutture ottocentesche e medievali, fanno bella mostra di sé. Nessuno ormai più controlla. Gli assessori invece di alzare gli occhi al cielo e trarre dall’osservazione di tanti abusi motivo per normare una situazione ormai fuori da ogni logica sono evidentemente “in altre faccende affaccendati”. Un tempo certe amministrazioni ed un certo tipo di architettura si vantava di avere sensibilità, buon gusto, senso estetico, faceva battaglie ideali di grande valore per tutelare il paesaggio. Si invocava l’intervento della Soprintendenza per tutelare angoli di storia cittadina che stanno perdendo ogni giorno di più fascino ed integrità. Ovviamente non crediamo che il mondo debba fermarsi e che le moderne tecnologie non debbano migliorare la vita dell’uomo ma c’è modo e modo. Tutto ormai si vende e tutto si compera, anche la dignità di un centro storico, quindi la memoria di una comunità. Il nuovo Regolamento Edilizio di Terni, consente un’ulteriore proroga quinquennale (dopo la precedente triennale) ad antennisti ed impiantisti per fare ciò che vogliono. Costituisce quindi una sconfitta del buon senso e dell’interesse generale della città nel preservare la parte più antica del tessuto urbano rimasta dopo i bombardamenti, dall’invasione di oggetti il cui impatto, viceversa, si sarebbe benissimo potuto ridurre al minimo accorpando le esigenze dei singoli in impianti condominiali o, per i condizionatori, collocandoli all’interno degli edifici. Se poi l’esimio assessore dichiara che la proroga è voluta dalle associazioni degli installatori allora comprendiamo tutto: anche uno sciocco si rende conto che una cosa è montare un parabola su un tetto, un’altra montarne dieci. La cosa più triste è che un uomo di sinistra non dimostri la minima sensibilità e cultura nella tutela del bene generale. Forse qualcuno è convinto che dopo il taglio indiscriminato degli alberi possa costituire un rimedio la… ‘forestazione’ di tetti e facciate antiche con antenne e scatole metalliche dal colore e dalle fogge più strane. Sostenere poi che in fondo fra cinque anni si potrà rivedere il tutto significa non rendersi conto che, una volta messi, difficilmente si potranno togliere, viste le resistenze esistenti. Peccato, un’occasione mancata, un passo ulteriore verso la mediocrità.

sabato 25 ottobre 2008

ALLA RICERCA DEL THYRUS SCOMPARSO






ALLA RICERCA DEL THYRUS SCOMPARSO
IL SIMBOLO DI TERNI STA CADENDO A PEZZI, ABBANDONATO IN MEZZO A QUELLI CHE UN TEMPO ERANO DEI GIARDINI E CHE OGGI SEMBRANO UNA FORESTA


Numerose segnalazioni di cittadini indignati ci hanno denunciato lo stato pietoso in cui versa la statua del Thyrus (foto A). Il simbolo di Terni, che ritroviamo anche nello stemma della città, il drago, giace dimenticato al centro di quelli che un tempo potevano essere chiamati giardini e che oggi assomigliano più ad una “foresta vergine” (foto B, C, D).
La statua del Thyrus, alla cui base è riportata la famosa incisione “THYRUS ET AMNIS DEDERUNT SIGNA TERAMNIS” tanto celebrata sia dal Lanzi che dal Tocchi, avrebbe bisogno di essere ristrutturata e, ancor più, di trovare una nuova collocazione più confacente ad un reperto di così grande valore simbolico per la città.
Una leggenda vuole che molti secoli fa, nei dintorni di Terni, un orribile essere dall’alito mefitico si aggirasse tra le paludi vicine alle campagne ternane seminando terrore e morte, aggredendo i viandanti, spingendosi addirittura ed un passo dal centro cittadino. Un giorno un giovane della famiglia dei Cittadini, raccolse l’invito lanciato più volte dal Consiglio degli anziani a tutti i cavalieri ed affrontò il Thyrus in una terribile e sanguinosa lotta in cui, il coraggioso ragazzo, ebbe la meglio. Terni era finalmente salva.
Questa leggenda ci mostra il Thyrus come il simbolo della grave e malsana situazione ambientale in cui versava la conca. La presenza di paludi ed acquitrini causava il nascere e diffondersi della malattia. Il Thyrus era la malattia che uccideva esalando dalle proprie fauci un alito fetido e mortale.
Dalla fotografia “E” notiamo che la statua risulta già gravemente danneggiata in vari parti (in modo particolare, il muso e la coda), dalle fotografie “B, C, D” vediamo lo stato di completo abbandono dei giardini di Viale Campofregoso che rendono ormai irraggiungibile il luogo in cui quello che un tempo era il ‘glorioso’ Thyrus è stato abbandonato. Dalla foto E, notiamo addirittura che il tronco di un albero ormai secco sta minacciando l’importante reperto.
Chiediamo, dunque, l’immediato intervento del Comune per trovare un degna collocazione, possibilmente al chiuso, alla statua del Thyrus che dovrà, al più presto, essere anche ristrutturata. Chiediamo, inoltre, la sistemazione dei giardini di Viale Campofregoso oggi inutilizzabili.

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