ENERGIA E TERRITORIO

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domenica 2 marzo 2014

GALLERIA TESCINO, BENE CHE SIA TECNIS A PAGARE, MA ORA GUARDIAMO ALLA DISCARICA: SE NE FISSI LA DATA DI CHIUSURA E POI VIA ALLA BONIFICA


Le carte della Conferenza dei Servizi decisoria del 2000 parlano chiaramente: una pluralità di soggetti politico-istituzionali approvò all'unanimità (!) il tracciato dell'attuale Terni-Rieti. Nessuno di costoro può tirarsene fuori.
Per spendere il meno possibile, per far presto, si ricercò il percorso più corto, nonostante ci fosse in mezzo la discarica. Quei progetti - preliminare, definitivo ed esecutivo - furono dunque conosciuti e accettati da tutti, una sfilza di ingegneri e di amministratori, da quelli del Comune di Terni a quelli della Regione fino al Ministero dell'Ambiente.

La galleria 'Tescino' doveva d'altra parte essere un 'tubo chiuso', ma, se è vero che Tecnis ha effettuato un'impermeabilizzazione non a regola d'arte, diversamente da quanto richiesto nel contratto della stazione appaltante Anas, è altrettanto vero che la stessa discarica AST-TK non sembra del tutto impermeabilizzata: ora concentreremo le nostre attenzioni proprio su quest'area, considerando che, mentre sul pur non facile ripristino funzionale della galleria Tescino non ci saranno oneri a carico dello Stato, ma pagherà il costruttore Tecnis, doverosamente diffidato da Anas, sul destino di questa bomba ecologica, rappresentata dalla discarica, fonte di tutte le nostre preoccupazioni, prosegue un fragoroso silenzio, nè si capisce a carico di chi saranno le relative spese - quando mai la bonifica partirà: Regione, Provincia, Comune e AST dovrebbero invece fissarne la data di chiusura per poi procedere al doveroso risanamento, di concerto col Ministero dell'Ambiente. La pazienza di cittadini e associazioni è al limite.

Certamente risuonano come una presa in giro alcune parole pronunciate allora, in sede di Conferenza dei Servizi. Giustamente si sollecitava un rapido collegamento tra Terni Est e il piazzale merci AST: ebbene, 14 (quattordici) anni dopo non c'è niente! Non si sono nemmeno conclusi gli espropri, come emerso pochi giorni fa, mentre 500 TIR al giorno ingolfano la città e mettono in pericolo pedoni e automobilisti.

In conclusione, ex malo bonum, citando S. Agostino: il caso 'Tescino' fornisce il destro per aggredire finalmente alcune grosse criticità della Conca. Ne torneremo presto a parlare.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

Terni, 1 marzo 2014.

giovedì 13 febbraio 2014

DEPOSIZIONI PRISCIANO: RICHIESTA AMPLIAMENTO DELLA RETE DI MONITORAGGIO INDUSTRIALE

ARPA UMBRIA
Dipartimento Provinciale di Terni
DIREZIONE
Dott. Ing. Adriano Rossi
SEDE

Oggetto: deposizioni Prisciamo e alto livello di concentrazione di nichel, cromo, arsenico nei suoli. Necessario ampliamento della rete di monitoraggio industriale. Richiesta di copertura di alcuni siti sensibili.

Con la presente le sottoscritte associazioni rappresentano alla S.V. la necessità dell'ampliamento della rete di monitoraggio industriale in Terni, con particolare riferimento alle c.d. deposizioni.
In particolare, alla luce dell'alto livello di concentrazione di metalli pesanti registratosi presso il quartiere di Prisciano, gli scriventi richiedono la copertura di zone particolarmente sensibili quali:
  1. l'Istituto Comprensivo di Scuola Statale dell'Infanzia primaria e secondaria di I° grado "G. Oberdan";
  2. il parco Rosselli;
  3. il Polo Didattico-Scientifico universitario di Pentima;
  4. sul tetto delle Acciaierie AST-TK, onde misurare l'impatto ambientale delle c.d. emissioni diffuse, sul modello di quanto già effettuato dall'ARPA della Val d'Aosta, eventualmente anche calibrando la collocazione a fini di valutazione del grado di esposizione dei dipendenti dello stabilimento.
Si chiede altresì di videosorvegliare le aree di collocazione dei deposimetri, onde assicurare massima certezza nella raccolta dati.

Ringraziando per i servizi sinora svolti, si invita nondimeno ARPA Umbria a moltiplicare gli sforzi - anche in termini di risorse impiegate sul territorio - a beneficio della più attenta analisi della situazione ambientale della città di Terni, notoriamente bisognosa di massima attenzione su tale fronte.
Gli scriventi segnalano infine l'opportunità che un simile monitoraggio venga infine reso obbligatorio in sede di rilascio AIA, a totale o parziale carico dell'istante, evitando accuratamente possibili conflitti di interesse e ferme restando supervisione e gestione da parte di ARPA Umbria.
Nell'attesa di un concreto riscontro, si inviano cordiali saluti.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Amos Macinanti, WWF Umbria

Terni, 13 febbraio 2014.

dott. Andrea Liberati 348.360.11.35
dott. Amos Macinanti 338.86.48.712

giovedì 26 dicembre 2013

AMBIENTE. ECCO I DATI ARPA MAI EMERSI. TERNI, CASO NAZIONALE: NICHEL SOPRA ANCHE DI 23 VOLTE RISPETTO A NORMATIVE EUROPEE, ARSENICO IN CRESCITA A PRISCIANO, CROMO ALLE STELLE. L'ACCIAIERIA METTA IN SICUREZZA GLI IMPIANTI O INTERVENGA IL GOVERNO,


Italia Nostra e WWF chiedono l'intervento immediato delle Acciaierie e, in subordine, del Governo a seguito dell'emergere di nuovi clamorosi dati sull'inquinamento da nichel, arsenico e cromo.
A seguito di una nostra inchiesta, da ARPA Umbria spuntano infatti informazioni di eccezionale gravità sulle cosiddette deposizioni atmosferiche. Terni è purtroppo una città da risanare pesantemente e non sarà alcuna temeraria retorica negazionista dei politici locali a smentirlo.
Le deposizioni sono rilevamenti effettuati a pochi cm dal suolo. Diversamente dal monitoraggio atmosferico, usualmente realizzato a circa mt. 3 di altezza, riguardano anzitutto gli effetti dei microinquinanti sui bambini, ma anche su flora e fauna, con effetti decisivi sull'ecosistema.
Si tratta di dati mai emersi: ebbene, il nichel totalmente è fuori controllo. Picchi anche 23 volte superiori rispetto a quanto previsto da normative europee, come accade a Prischiano; fino a 6 volte a Borgo Rivo; fino a 5 volte in centro, nella vecchia stazione di Via Verga, ora dismessa.
Non solo: le concentrazioni del nichel sono aumentate dal 2011 al 2013, arco temporale in cui sono stati effettuati i rilievi, specie a Prisciano, che nel maggio dell'anno corrente ha registrato oltre 350 µg/m2 contro i 15 µg/m2 imposti dalla normativa benchmark in Europa, quella tedesca (TA Luft, 2002), ripresa da altri Stati anche confinanti, dagli studi ARPA delle Regioni italiane (Veneto, http://www.arpa.veneto.it/arpav/chi-e-arpav/file-e-allegati/dap-treviso/cementi-rossi/modellistica_qa_adms.pdf p. 22, nota nichel, Val d'Aosta, etc.), parametrata a studi euro-americani e a ricerche OMS.
Siamo probabilmente la prima città d'Italia per concentrazioni di nichel nelle deposizioni. L'intera Terni, Borgo Rivo inclusa, secondo questi clamorosi dati, è interessata da un fenomeno pressocché sempre sopra il limite di precauzione, con differenze presuntivamente dovute solo alla distanza dagli impianti: c'è da chiedersi se la classe dirigente regionale, politica, industriale e sindacale, fosse già a conoscenza di queste informazioni. Ne comprenderà adesso la gravità?
Occorre ora riflettere su come difendere i cittadini ternani, i bambini, ma, non dimentichiamolo, in primis, i dipendenti delle Acciaierie, esposti presumibilmente più di altri a inquinanti di nocività '1' secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).
C'è purtroppo altro: in crescita anche l'arsenico. OMS e Germania impongono un limite non superiore a 4 µg/m2. A Prisciano si è passati da una media 0,7 nel 2011(periodo ago-dic) all'1,6 del 2012 per finire con 4,9 µg/mnel 2013 (parziale).
E il cromo? Siamo 450 volte sopra il dato di Perugia e 150 volte Gubbio, ma da noi il cromo è utilizzato nella produzione dell'inox, con picchi a Prischiano oltre i 2500 µg/m2 (http://www.arpa.umbria.it/resources/docs/Qualita%20aria%20in%20Umbria%20anno%202012.pdf, p.61). E' presumibile che i lavoratori e quella parte della città siano stati sottoposti a un'esposizione acuta e prolungata.
Ovunque in Europa, e tanto più in Germania, la tutela dell'ambiente è un dovere irrinunciabile.
Alle Acciaierie si ascrive pertanto la responsabilità di mettere subito in sicurezza gli impianti. Qualora non emergesse una chiara volontà e un cronoprogramma certo in merito, bene che il Governo prenda atto e agisca, magari prima che sia l'Unione Europea a intervenire. La politica ha il dovere di affrontare con la massima urgenza un tema drammatico e cruciale per il nostro futuro.
(ALLEGATO, AL LINK SUCCESSIVO, TUTTI I SUPERAMENTI DEL NICHEL OLTRE LA NOSRMATIVA BENCHMARK: https://drive.google.com/file/d/0B5m1YJovWuKZWUhqd09XdW1Wck5WaE9KeWY4R21mOF9JYlpZ/edit?usp=sharing).

Terni, 24 dicembre 2013.

EMISSIONI IN ATMOSFERA DI NICHEL A TERNI: +36% RISPETTO AL 2012, A OTTOBRE GIA' SOPRA IL LIMITE INFERIORE ANNUALE. A breve altri dati, ben più clamorosi


Dentro l'ennesimo sforamento delle PM 10, sarebbe bene che Terni guardasse con maggiore profondità, analizzando anche il problema dei metalli pesanti: è tempo di contenere fermamente l'immissione del nichel nell'aria, prodotto in larghissima prevalenza dalle Acciaierie.
Soltanto dal 2007 le autorità di controllo umbre hanno avviato ufficialmente l'esame di alcuni metalli pesanti in atmosfera; tra questi il nichel, i cui composti per l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, sono cancerogeni di 'classe 1', oltre a comportare il rischio di altre patologie quali l'embolia polmonare, asma, bronchite cronica, specie per i più giovani.
Da sette anni i freddi numeri ARPA dicono che il nichel nell'aria di Terni è frequentemente attorno o sopra la prima soglia stabilita per la protezione della salute umana, quella di c.d. valutazione inferiore, pari a 10 µg/m3; sovente attorno alla soglia di valutazione superiore, pari a 14 µg/m3; talvolta superiore persino al limite di tollerabilità, corrispondente a 20 µg/m3.
Certo, da noi si fa acciaio, ma in assoluto si tratta di valori da 10 a 30 volte superiori a quelli che si registrano in altre località umbre oggetto di analoghi rilievi (Perugia, Foligno, Gubbio, Castello).
La centralina de Le Grazie è poi l'univo sito cittadino a disporre di strumentazione in grado di rilevare i metalli pesanti. Le Grazie unico sito - chissà perché.
Tale location, distante quasi 3.000 metri dagli impianti di produzione dell'acciaio, registra quest'anno una concentrazione di nichel pari a +36% rispetto allo stesso periodo 2012 (http://www.arpa.umbria.it/monitoraggi/aria/metalli.aspx), con una media gennaio-ottobre già oltre la soglia di valutazione inferiore: come si intende intervenire? Le Acciaierie stanno facendo la propria parte al riguardo? Quali investimenti hanno effettuato e stanno effettuando per il nichel, se da anni si continua a sforare? Quali controlli stanno eseguendo le pubbliche autorità al riguardo? Perché non implementare una rete di rilevamento tutt'attorno alle Acciaierie, anziché tenere una sola centralina a quasi tra km di distanza dai forni?
Ad esempio, nella città di Aosta, dove è attiva un'acciaieria, si è rilevata una concentrazione di nichel tanto più alta quanto più le centraline (prima tre, ora due) sono state collocate vicine all'industria. Sembrerebbe ovvio, ma per Terni si è scelta una strada diversa, prevedendo una sola centralina in un sito suppostamente adatto, perché dichiarato 'sottovento' rispetto ai camini siderurgici. Ma se l'area scelta fosse stata altra, parimenti antropizzata e ancor più vicina a essi?
Né di capisce perché la centralina di Prisciano, inattiva ormai da oltre un anno come a Maratta (!), non captasse il nichel sin dagli esordi, assieme a quella di Via Carrara; quanto tempo passerà ancora per attivarle, con standard di questo tipo?
La Provincia di Terni, lo stesso Comune e l'ARPA, sulla scorta dei primi dati del 2007, avrebbero dovuto attivarsi allora per caratterizzare i metalli presso tutte le centraline cittadine, inclusa Borgo Rivo col suo particolare problema dalla possibile dispersione di diossine prodotte dall'inceneritore.
Entro breve renderemo note informazioni ben più clamorose, inerenti l'esposizione dei bambini, ma anche di flora e fauna, ai microinquinanti, con effetti decisi sull'ecosistema.
Annunciamo sin d'ora che si tratta di dati fin qui mai emersi. Dati impressionanti, i più gravi di sempre: Terni è un caso ambientale nazionale dinanzi al quale urge l'intervento immediato delle Acciaierie e, in caso di eventuale inottemperanza, del Governo.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni

Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria


Monitoraggio aria nelle città italiane (fonte: Arpa Valle d'Aosta)
Se non fosse per Aosta, il poco lusinghiero primato nazionale delle concentrazioni di nichel nell'aria lo avrebbe Terni, che già nel 2012 ha registrato una media giornaliera di 12,0 µg/m3, superiore a Vicenza e Milano.
E' però credibile che Aosta sia avvelenata dal nichel più di Terni?
Siamo sicuri che la nostra rete di monitoraggio nichel non presenti palesi falle - certamente Prisciano e dunque Terni Est, ma anche Terni centro?
Siamo sicuri che Le Grazie - sito e centralina - rilevi correttamente il nichel?

Ecco infatti cosa dice l'ARPA della Valleé a proposito delle sue stesse centraline nel documento FLU_EM_A02 sulle emissioni della Cogne Acciai Speciali:
"Nel 2012 è stata sostituita la strumentazione di campionamento dedicata alla determinazione dei metalli nel PM10. La strumentazione utilizzata nel periodo precedente era affetta da una bassa efficienza di captazione delle polveri che comportava una sottostima nella determinazione di alcuni metalli, mentre il sistema di campionamento di nuova tipologia garantisce misure di metalli più accurate. Questo è stato appurato a seguito di una serie di misure di interconfronto in parallelo tra i due sistemi di campionamento (quello vecchio adottato fino al 2011 e quello di nuova tipologia adottato a partire dal 2012), che ha permesso di determinare il rapporto tra le concentrazioni delle differenti specie metalliche misurate con i due sistemi di campionamento e di rideterminare i valori della concentrazione media annuale dei metalli, ed in particolare di nichel, misurati nella stazione urbana di Aosta - Piazza Plouves con la strumentazione usata precedentemente. In tal modo è stato possibile ricostruire la serie storica dei metalli del periodo 2007-2012" (il grassetto è nostro; fonte: http://www.arpa.vda.it/index.php?option=com_flexicontent&view=items&cid=995&id=1606:limpatto-delle-emissioni-della-cogne-acciai-speciali-sullaria-ambiente-di-aosta-fluema02&Itemid=288)-

Terni, 23 dicembre 2013.

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