ENERGIA E TERRITORIO

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domenica 17 agosto 2014

[AMBIENTE] MENO DI DUE KM TRA LA CASCATA DELLE MARMORE E QUELLA DI SCORIE E VELENI: ECCO LE PRIME IMMAGINI DELLA TERZA DISCARICA PRETESA DA THYSSEN KRUPP, LAVORI IN CORSO CON ALCUNE ANOMALIE

Allargamento verso la Cascata delle Marmore in corso


Dissodato il terreno per la terza discarica

Impermeabilizzazione rattoppata

Scorie tra gli ulivi

Scorie incappucciate
Scarico discarica Valle color verde

Velocissimi a comunicare centinaia di licenziamenti, distruggendo il nostro tessuto sociale, ma persino più rapidi nel devastare l’ambiente. A Thyssen Krupp sembra ben poco importare della Valnerina e del sito naturalistico mondiale della Cascata delle Marmore: parlano da sole le prime immagini dei devastanti lavori in corso per costruire l’ennesima discarica TK, a nemmeno due chilometri dalle magnifiche acque cantate nei Grand Tour.
Sbancamenti pesantissimi, decine e decine di alberi abbattuti –si confronti l’oggi con le foto satellitari di Google Maps- tessuti di capping rammendati, pozzetti ove confluiscono preoccupanti liquidi verdastri, probabile percolato, un piezometro proprio laddove si prepara questa terza velenosa ‘montagna’ di rifiuti siderurgici, un cartello di cantiere senza descrizione alcuna, senza che siano stati fin qui minimamente risolti i gravissimi problemi determinati dalle altre due discariche (Pentima-Valle): in un simile caos si realizza il nuovo immondezzaio, dopo aver già disseminato mezza città con decine di milioni di tonnellate di scorie. Eppure il ciclo dello scarto industriale potrebbe essere chiuso ben diversamente, se solo l’azienda volesse investirci due lire. Invece è facile così, vero Thyssen Krupp?
Ai tedeschi, dunque, il profitto assoluto, possibile grazie al dumping ambientale accordato dalle autorità locali, a partire dalla donabbondesca e connivente presidenza della Provincia di Terni, competente per materia; agli italiani, segnatamente ai ternani, altri 100 anni di scorie al cromo, nichel, etc., riducendo definitivamente in cenere grandissimi appezzamenti, con prevedibili crescenti problemi sanitari, oltre al danno economico che fatalmente registreranno operatori turistici ed enogastronomici.

Il tutto in piena zona SIN, proprio laddove sarebbe dovuta partire la bonifica. Ma qui non si risana alcunché, sebbene i sensori registrino da tempo tassi elevati di metalli pesanti e di altri inquinanti nelle acque superficiali e profonde. E non esiste, nemmeno in sede governativa, uno studio idrogeologico certo e condiviso, mentre la stampa ci informa da anni su numerose indagini e processi relativi, guarda caso, alla malagestione di tali discariche. I campanelli di allarme sono risuonati tutti, ma si persevera nell’incoscienza, fino al naufragio collettivo prossimo venturo: di tutto questo e di altro saranno ancora una volta e senza indugi informati sia la locale Procura della Repubblica che il Ministero dell’Ambiente

 Italia Nostra Terni                        WWF Umbria
                                         Andrea Liberati                      Giuseppe Rinaldi



Terni, 13 agosto 2014

domenica 9 marzo 2014

SI ALL'AREA DI CRISI COMPLESSA, MA SOLO SE CONGIUNTA AL RISANAMENTO AMBIENTALE: BONIFICA COME NUOVA OCCASIONE DI SVILUPPO. INTANTO SU CHANGE.ORG 10.000 FIRME/24H: SI PUBBLICHINO I DATI PRECISI DEI CONTAMINANTI



Da qualche mese attori istituzionali locali e rappresentanti delle parti sociali parlano della possibilità o meno di richiedere al Governo lo stato di crisi complessa per il nostro territorio.
Il nostro particolare punto di vista consente di apprezzare tale proposta solo alla luce di un patto ancor più largo, che preveda l'urgente risanamento ambientale della Conca Ternana, a partire dal SIN 'Terni-Papigno', aree a rischio e di cui lo Stato medesimo impone un'urgente bonifica.
D'altronde, sebbene misconosciuta, la sanatio è un'opzione obbligata per la futuribile area di crisi complessa, soprattutto alla luce della richiesta già espressa nella c.d. 'Carta di Mantova' (ottobre 2013) dai 57 sindaci della rete SIN.
Costoro hanno infatti domandato al Governo il riconoscimento dello stato di 'crisi ambientale e sanitaria' per i loro SIN: è pertanto evidente come le crisi di Terni - complessa e ambientale/sanitaria - viaggino in parallelo. Il dibattito ne tenga conto.

E' d'altra parte necessario che, pur nel rispetto delle leggi vigenti e delle normative europee sulla concorrenza, lo Stato sia responsabilizzato, pro quota: quelle aree sono state nelle sue mani dagli anni '30 fino alla privatizzazione del 1994. Sarebbe un principio di diritto naturale, oltreché di buon senso, riconoscere il notevole contributo pubblico all'inquinamento, con espresso riferimento alla quantità impressionante di scorie e altro materiale fin lì accumulate dalla Terni 'di Stato' nelle colline a sud-est della città. Occorrono ora ingentissime risorse per la bonifica, leva di nuovo sviluppo e occupazione. Il Governo deve dunque fare la sua parte, così come i tedeschi di AST-TK, comunque costretti dalla logica degli eventi a investire sulla filiera del recupero scorie e a rinunciare all'assurda espansione verso la Cascata delle Marmore di discariche ormai sature.
E' poi necessario informare, informare, informare. Perché le Istituzioni non inviano una lettera informativa ai residenti su cosa sia un SIN? Su cosa significhi viverci dentro? Sul perché ne sia prevista la bonifica? I cittadini non sanno. Non va bene.
Ecco il senso della nostra richiesta alla presidente Marini affinché si pubblichino tutti i dati relativi alle concentrazioni di diossine e metalli pesanti negli alimenti.
Stamattina intanto, su Rai Radio Uno, nel corso della trasmissione 'Prima di tutto', la giornalista Elena Paba ha informato che, da carte ufficiali in suo possesso e relative al monitoraggio 2013 a Terni, è emerso che quattro prelievi di uova di galline su 22 erano inquinati sopra la soglia di massima tollerabilità: occorre perciò poter leggere meglio i numeri, costruire uno storico disaggregato dei dati, capire dove siano stati precisamente effettuati i prelievi, così da interpretare le tendenze in atto e adottare misure volte al contenimento dei contaminanti negli alimenti.
In trasparenza: sono già oltre 10.000 persone ad averlo chiesto in sole 24 ore con change.org, nota piattaforma internazionale di petizione on line. E la raccolta delle sottoscrizioni prosegue.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

domenica 2 marzo 2014

GALLERIA TESCINO, BENE CHE SIA TECNIS A PAGARE, MA ORA GUARDIAMO ALLA DISCARICA: SE NE FISSI LA DATA DI CHIUSURA E POI VIA ALLA BONIFICA


Le carte della Conferenza dei Servizi decisoria del 2000 parlano chiaramente: una pluralità di soggetti politico-istituzionali approvò all'unanimità (!) il tracciato dell'attuale Terni-Rieti. Nessuno di costoro può tirarsene fuori.
Per spendere il meno possibile, per far presto, si ricercò il percorso più corto, nonostante ci fosse in mezzo la discarica. Quei progetti - preliminare, definitivo ed esecutivo - furono dunque conosciuti e accettati da tutti, una sfilza di ingegneri e di amministratori, da quelli del Comune di Terni a quelli della Regione fino al Ministero dell'Ambiente.

La galleria 'Tescino' doveva d'altra parte essere un 'tubo chiuso', ma, se è vero che Tecnis ha effettuato un'impermeabilizzazione non a regola d'arte, diversamente da quanto richiesto nel contratto della stazione appaltante Anas, è altrettanto vero che la stessa discarica AST-TK non sembra del tutto impermeabilizzata: ora concentreremo le nostre attenzioni proprio su quest'area, considerando che, mentre sul pur non facile ripristino funzionale della galleria Tescino non ci saranno oneri a carico dello Stato, ma pagherà il costruttore Tecnis, doverosamente diffidato da Anas, sul destino di questa bomba ecologica, rappresentata dalla discarica, fonte di tutte le nostre preoccupazioni, prosegue un fragoroso silenzio, nè si capisce a carico di chi saranno le relative spese - quando mai la bonifica partirà: Regione, Provincia, Comune e AST dovrebbero invece fissarne la data di chiusura per poi procedere al doveroso risanamento, di concerto col Ministero dell'Ambiente. La pazienza di cittadini e associazioni è al limite.

Certamente risuonano come una presa in giro alcune parole pronunciate allora, in sede di Conferenza dei Servizi. Giustamente si sollecitava un rapido collegamento tra Terni Est e il piazzale merci AST: ebbene, 14 (quattordici) anni dopo non c'è niente! Non si sono nemmeno conclusi gli espropri, come emerso pochi giorni fa, mentre 500 TIR al giorno ingolfano la città e mettono in pericolo pedoni e automobilisti.

In conclusione, ex malo bonum, citando S. Agostino: il caso 'Tescino' fornisce il destro per aggredire finalmente alcune grosse criticità della Conca. Ne torneremo presto a parlare.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

Terni, 1 marzo 2014.

giovedì 13 febbraio 2014

DEPOSIZIONI PRISCIANO: RICHIESTA AMPLIAMENTO DELLA RETE DI MONITORAGGIO INDUSTRIALE

ARPA UMBRIA
Dipartimento Provinciale di Terni
DIREZIONE
Dott. Ing. Adriano Rossi
SEDE

Oggetto: deposizioni Prisciamo e alto livello di concentrazione di nichel, cromo, arsenico nei suoli. Necessario ampliamento della rete di monitoraggio industriale. Richiesta di copertura di alcuni siti sensibili.

Con la presente le sottoscritte associazioni rappresentano alla S.V. la necessità dell'ampliamento della rete di monitoraggio industriale in Terni, con particolare riferimento alle c.d. deposizioni.
In particolare, alla luce dell'alto livello di concentrazione di metalli pesanti registratosi presso il quartiere di Prisciano, gli scriventi richiedono la copertura di zone particolarmente sensibili quali:
  1. l'Istituto Comprensivo di Scuola Statale dell'Infanzia primaria e secondaria di I° grado "G. Oberdan";
  2. il parco Rosselli;
  3. il Polo Didattico-Scientifico universitario di Pentima;
  4. sul tetto delle Acciaierie AST-TK, onde misurare l'impatto ambientale delle c.d. emissioni diffuse, sul modello di quanto già effettuato dall'ARPA della Val d'Aosta, eventualmente anche calibrando la collocazione a fini di valutazione del grado di esposizione dei dipendenti dello stabilimento.
Si chiede altresì di videosorvegliare le aree di collocazione dei deposimetri, onde assicurare massima certezza nella raccolta dati.

Ringraziando per i servizi sinora svolti, si invita nondimeno ARPA Umbria a moltiplicare gli sforzi - anche in termini di risorse impiegate sul territorio - a beneficio della più attenta analisi della situazione ambientale della città di Terni, notoriamente bisognosa di massima attenzione su tale fronte.
Gli scriventi segnalano infine l'opportunità che un simile monitoraggio venga infine reso obbligatorio in sede di rilascio AIA, a totale o parziale carico dell'istante, evitando accuratamente possibili conflitti di interesse e ferme restando supervisione e gestione da parte di ARPA Umbria.
Nell'attesa di un concreto riscontro, si inviano cordiali saluti.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Amos Macinanti, WWF Umbria

Terni, 13 febbraio 2014.

dott. Andrea Liberati 348.360.11.35
dott. Amos Macinanti 338.86.48.712

martedì 4 febbraio 2014

[TERNI] QUARTIERE DI PRISCIANO, PARCO GIOCHI IN ZONA FORTEMENTE CONTAMINATA DA NICHEL E CROMO: IL SINDACO INTERVENGA SUBITO

Dintorni area parco giochi di Prisciano - razzolio di avicoli
Dintorni area parco giochi di Prisciano - razzolio di avicoli
Centralina di Prisciano (deposimetri in basso)
Parco giochi di Prisciano
Parco giochi di Prisciano
Salute in polvere
Nell'attesa che il primo cittadino di Terni assuma le iniziative necessarie per porre in sicurezza i suoli contaminati da nichel, cromo e arsenico, sottoponiamo all'Amministrazione comunale il caso del parco giochi per bambini collocato in area contigua (quindici metri c.a) a quella di rilevamento ufficiale ove ARPA Umbria ha constatato la presenza di livelli altissimi di metalli pesanti nelle deposizioni.
E' purtroppo prevedibile che i nostri piccoli, in buona parte del quartiere di Prisciano - e non solo - siano sottoposti da anni a concentrazioni elevatissime di elementi di natura altamente pericolosa. I più piccini oltretutto usano non di rado toccare e raccogliere la terra: ebbene sappiamo che tale comportamento, in un luogo simile, può trasformarsi in una rischiosa abitudine.
Ecco perché oggi chiediamo ufficialmente al sindaco di provvedere con urgenza, coinvolgendo però in subordine anche il prefetto: qualora il Comune non adottasse in tempo rapidi le misure più adatte, rimuovendo da subito il summenzionato spazio attrezzato per bambini, delimitando l'area di contaminazione dei metalli pesanti e vietando le relative coltivazioni e allevamenti su terreni e orti urbani interessati da tali fenomeni, incalzeremo direttamente il rappresentante del Governo perché, nell'ambito delle ampie prerogative che la legge gli attribuisce, sia questi a surrogare l'eventuale imprudente inerzia degli Enti locali.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

lunedì 27 gennaio 2014

[TERNI] NICHEL E CROMO A TERRA, VALORI ABNORMI: INTERDIRE LA COLTIVAZIONE ALIMENTARE DEI TERRENI DI PRISCIANO E ATTORNO ALLA DISCARICA.


NICHEL E CROMO A TERRA, VALORI ABNORMI:
INTERDIRE LA COLTIVAZIONE ALIMENTARE DEI TERRENI DI PRISCIANO E ATTORNO ALLA DISCARICA. INDIVIDUARE UN SITO ALTERNATIVO A 'VALLE' INTERNAMENTE AL SITO DELLE ACCIAIERIE

Gli abnormi valori di nichel e cromo a terra, registrati in alcune zone del ternano grazie alle deposizioni certificate dall'ARPA e diffuse a fine dicembre 2013, vanno valutati molto attentamente dalle Autorità locali. Nichel e cromo rappresentano tipici marker dell'inquinamento da produzione siderurgica.
Abbiamo segnalato come, in particolare su Prisciano, nel corso dell'anno 2013 siano state rilevate concentrazioni di nichel mediamente circa dieci volte superiori a quelle previste dalla legge tedesca, riferimento internazionale rilevante anche per le ARPA italiana, con picchi mensili anche di 23 volte eccedenti la soglia della normativa benchmark.
E' trascorso un mese, ma la nostra denuncia non pare aver sortito effetto alcuno. Il sindaco, nella sua qualità di ufficiale sanitario, sta riflettendo su come mettere in sicurezza i cittadini?
Un primo strumento, dopo l'immediata perimetrazione dell'area di potenziale pericolo da parte di ARPA, potrebbe essere l'emanazione di un'ordinanza con cui interdire la coltivazione alimentare presso tutti i terreni, gli orti circostanti le Acciaierie, a iniziare da Prisciano. Non solo. Occorrerebbe provvedere del pari anche sui lotti prossimi alla discarica di Valle, la cui necessaria bonifica, dopo ben 15 anni, incomprensibilmente non riesce a partire.
Al riguardo è bene che le Acciaierie di Terni, all'interno del proprio sito produttivo, individuino con urgenza nuovi spazi per lo smaltimento dei rifiuti di lavorazione (c.a. 500.000 t/anno), vista la plateale nocività e costipazione dell'area attualmente utilizzata. Una nuova area, invece, da realizzare senza indugi e nel più rigoroso rispetto delle normative vigenti, prevedendo doverosamente il recupero industriale delle scorie, trasformandole in fattori in grado di conseguire importanti economie per l'azienda, ma anche utili benefici per l'ambiente e il paesaggio, coniugando in un meccanismo fortemente virtuoso le ragioni della salute e del lavoro nella Conca ternana.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

Terni, 27 gennaio 2014.

venerdì 10 gennaio 2014

TERNI-RIETI: PESANTI INFILTRAZIONI, CHIUDE LA GALLERIA TESCINO, COME ERA PREVEDIBILE. ANAS RENDA NOTA L'ANALISI DELLE ACQUE, IL COMUNE CHIARISCA PERCHE' LO SVINCOLO TERNI EST E' MONCO


Invitiamo Anas Umbria a rendere pubblici i risultati dell'analisi delle acque che ruscellando dentro la galleria Tescino - che temporaneamente chiude, come previsto - onde non solo ridimensionare i sospetti attorno alla loro pericolosità, vista la discarica sovrastante, ma anche per assicurarci che l'intervento programmato nei prossimi giorni non sia tale da doversi poi ripetere in un futuro prossimo: ad esempio, acque cromate sarebbero in grado di farsi largo altrove di nuovo, oltre a costituire un pericolo per gli stessi lavoratori del tunnel.
La chiusura della strada mostra anche quanto sia grave la mancata esecuzione dello svincolo-bretella di collegamento Terni Est - piazzale merci AST - Viale Breda, che peraltro le Acciaierie avrebbero anche cofinanziato: così si torna a ingolfare la città di TIR e autoveicoli che, diretti in Valnerina o nel reatino, vengono invitati a uscire a Terni Ovest, passando di fatto per Viale dello Stadio-Via Lungonera o Turati.
Circa 500 TIR al giorno che attraversano Via Bramante e Borgo Bovio, con grandi rischi per pedoni e automobilisti, mentre l'inquinamento non accenna a scendere.
Lo svincolo di Terni Est avrebbe risolto molti problemi e invece è rimasto lì, come una cosa lasciata in un angolo dimenticata, direbbe il poeta. Il Comune solleciti subito Anas Umbria a realizzarlo e chiarisca perché, a Terni-Rieti pressoché conclusa, manca ancora quest'opera, tanto fondamentale per AST così come per la qualità della vita di tutti i residenti.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

Terni, 10 gennaio 2014.

venerdì 3 gennaio 2014

TUNNEL 'TESCINO' TERNI-RIETI, NUMEROSE INFILTRAZIONI DALLA VOLTA DI UN'OPERA NUOVISSIMA: E' PERCOLATO DELLA DISCARICA? PERCHE' NESSUNA BONIFICA DOPO MOLTI ANNI? STRADA A RISCHIO CHIUSURA?






Cattivi presagi dalle pesanti infiltrazioni che, in più punti, solcano il cemento della galleria 'Tescino' della superstrada Terni-Rieti, addirittura con un getto che, a circa 550 mt dall'imbocco sud e in precisa quanto sinistra corrispondenza con la sovrastante discarica, precipita dalla volta del tunnel sui veicoli in transito, ruscellando tra le corsie. Basta percorrere la galleria per rendersi conto della gravità della situazione.

Come noto, si tratta di un'opera di 1.500 metri, costata molti milioni, aperta al traffico appena due anni or sono: essa rappresenta la prima tappa di un itinerario di alto valore simbolico - perché, specie con l'inaugurazione di pochi giorni fa, rompe l'atavico isolamento tra i territori di Terni e Rieti - utile anche in termini molto concreti, considerando che rende la Valnerina fruibile ai turisti evitando di ingolfare le anguste strade della città di Terni.
Chi, però, conosce la storia di questa galleria - quella dei laghetti di veleni, delle acque al cromo esavalente affiorati anni fa durante lo scavo - è particolarmente preoccupato di quanto accade oggi. Alcuni osservatori ritengono infatti che, dalla discarica, il percolato si stia facendo implacabilmente strada. Se così fosse, saremmo dinanzi a un refluo in grado di corrodere progressivamente lo stesso calcestruzzo del tunnel. E la situazione potrebbe richiedere persino un risanamento strutturale onde evitare più gravi conseguenze, risanamento che stavolta dovrebbe spingere le Autorità a decontaminare davvero la sovrastante discarica, una bomba chimica che, lo ricordiamo, è inclusa da tempo tra i Siti di interesse nazionale (SIN) per le bonifiche individuati su Terni dal Ministero per l'Ambiente, unitamente alle aree industriali dismesse di Papigno e Gruber-Centurini.
La vicende andrebbe poi inquadrata nel contesto locale, dove problemi analoghi sono stati e sono tuttora minimizzati da talune Istituzioni pubbliche. Bene ricordare il pregresso: dopo la scoperta nel 2008 di una falda contaminata dal cromo esavalente, emersa durante gli scavi del suddetto tunnel e riversata impropriamente nel Tescino, si registrò l'intervento della Procura della Repubblica di Terni. Vennero installati due impianti di trattamento, sistemi di filtraggio che poi, in soli 10 mesi, processarono ben 98.000 metri cubi di acqua 'cromata', altrimenti dispersi in modo assai diverso.
Si sta oggi ripetendo un fenomeno simile? Fu eseguito quanto tecnicamente possibile per evitare lo sversamento di percolato in galleria? Quali condizioni di sicurezza garantisce la discarica ai lavoratori e all'ambiente? Quali volumi di percolato sta trattenendo il cemento? C'è il rischio di intaccare acque sotterranee? Esistono rischi per la salute pubblica e per la sicurezza stradale nel tunnel?

E' evidente che, qualora tutto fosse confermato, AST-Thyssen Krupp, soggetto proprietario e gestore della discarica, dovrà agire senza indugi, considerando che si tratta di rifiuti da captare e smaltire secondo precise disposizioni di legge. Il percolato, ad esempio, non potrebbe finire a terra, né nella pubblica fognatura. Bene che ARPA, se non l'abbia già fatto, avvii subito i monitoraggi del caso, come già avvenuto in passato.

Terni, 3 gennaio 2014.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni
Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

giovedì 26 dicembre 2013

AMBIENTE. ECCO I DATI ARPA MAI EMERSI. TERNI, CASO NAZIONALE: NICHEL SOPRA ANCHE DI 23 VOLTE RISPETTO A NORMATIVE EUROPEE, ARSENICO IN CRESCITA A PRISCIANO, CROMO ALLE STELLE. L'ACCIAIERIA METTA IN SICUREZZA GLI IMPIANTI O INTERVENGA IL GOVERNO,


Italia Nostra e WWF chiedono l'intervento immediato delle Acciaierie e, in subordine, del Governo a seguito dell'emergere di nuovi clamorosi dati sull'inquinamento da nichel, arsenico e cromo.
A seguito di una nostra inchiesta, da ARPA Umbria spuntano infatti informazioni di eccezionale gravità sulle cosiddette deposizioni atmosferiche. Terni è purtroppo una città da risanare pesantemente e non sarà alcuna temeraria retorica negazionista dei politici locali a smentirlo.
Le deposizioni sono rilevamenti effettuati a pochi cm dal suolo. Diversamente dal monitoraggio atmosferico, usualmente realizzato a circa mt. 3 di altezza, riguardano anzitutto gli effetti dei microinquinanti sui bambini, ma anche su flora e fauna, con effetti decisivi sull'ecosistema.
Si tratta di dati mai emersi: ebbene, il nichel totalmente è fuori controllo. Picchi anche 23 volte superiori rispetto a quanto previsto da normative europee, come accade a Prischiano; fino a 6 volte a Borgo Rivo; fino a 5 volte in centro, nella vecchia stazione di Via Verga, ora dismessa.
Non solo: le concentrazioni del nichel sono aumentate dal 2011 al 2013, arco temporale in cui sono stati effettuati i rilievi, specie a Prisciano, che nel maggio dell'anno corrente ha registrato oltre 350 µg/m2 contro i 15 µg/m2 imposti dalla normativa benchmark in Europa, quella tedesca (TA Luft, 2002), ripresa da altri Stati anche confinanti, dagli studi ARPA delle Regioni italiane (Veneto, http://www.arpa.veneto.it/arpav/chi-e-arpav/file-e-allegati/dap-treviso/cementi-rossi/modellistica_qa_adms.pdf p. 22, nota nichel, Val d'Aosta, etc.), parametrata a studi euro-americani e a ricerche OMS.
Siamo probabilmente la prima città d'Italia per concentrazioni di nichel nelle deposizioni. L'intera Terni, Borgo Rivo inclusa, secondo questi clamorosi dati, è interessata da un fenomeno pressocché sempre sopra il limite di precauzione, con differenze presuntivamente dovute solo alla distanza dagli impianti: c'è da chiedersi se la classe dirigente regionale, politica, industriale e sindacale, fosse già a conoscenza di queste informazioni. Ne comprenderà adesso la gravità?
Occorre ora riflettere su come difendere i cittadini ternani, i bambini, ma, non dimentichiamolo, in primis, i dipendenti delle Acciaierie, esposti presumibilmente più di altri a inquinanti di nocività '1' secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).
C'è purtroppo altro: in crescita anche l'arsenico. OMS e Germania impongono un limite non superiore a 4 µg/m2. A Prisciano si è passati da una media 0,7 nel 2011(periodo ago-dic) all'1,6 del 2012 per finire con 4,9 µg/mnel 2013 (parziale).
E il cromo? Siamo 450 volte sopra il dato di Perugia e 150 volte Gubbio, ma da noi il cromo è utilizzato nella produzione dell'inox, con picchi a Prischiano oltre i 2500 µg/m2 (http://www.arpa.umbria.it/resources/docs/Qualita%20aria%20in%20Umbria%20anno%202012.pdf, p.61). E' presumibile che i lavoratori e quella parte della città siano stati sottoposti a un'esposizione acuta e prolungata.
Ovunque in Europa, e tanto più in Germania, la tutela dell'ambiente è un dovere irrinunciabile.
Alle Acciaierie si ascrive pertanto la responsabilità di mettere subito in sicurezza gli impianti. Qualora non emergesse una chiara volontà e un cronoprogramma certo in merito, bene che il Governo prenda atto e agisca, magari prima che sia l'Unione Europea a intervenire. La politica ha il dovere di affrontare con la massima urgenza un tema drammatico e cruciale per il nostro futuro.
(ALLEGATO, AL LINK SUCCESSIVO, TUTTI I SUPERAMENTI DEL NICHEL OLTRE LA NOSRMATIVA BENCHMARK: https://drive.google.com/file/d/0B5m1YJovWuKZWUhqd09XdW1Wck5WaE9KeWY4R21mOF9JYlpZ/edit?usp=sharing).

Terni, 24 dicembre 2013.

EMISSIONI IN ATMOSFERA DI NICHEL A TERNI: +36% RISPETTO AL 2012, A OTTOBRE GIA' SOPRA IL LIMITE INFERIORE ANNUALE. A breve altri dati, ben più clamorosi


Dentro l'ennesimo sforamento delle PM 10, sarebbe bene che Terni guardasse con maggiore profondità, analizzando anche il problema dei metalli pesanti: è tempo di contenere fermamente l'immissione del nichel nell'aria, prodotto in larghissima prevalenza dalle Acciaierie.
Soltanto dal 2007 le autorità di controllo umbre hanno avviato ufficialmente l'esame di alcuni metalli pesanti in atmosfera; tra questi il nichel, i cui composti per l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, sono cancerogeni di 'classe 1', oltre a comportare il rischio di altre patologie quali l'embolia polmonare, asma, bronchite cronica, specie per i più giovani.
Da sette anni i freddi numeri ARPA dicono che il nichel nell'aria di Terni è frequentemente attorno o sopra la prima soglia stabilita per la protezione della salute umana, quella di c.d. valutazione inferiore, pari a 10 µg/m3; sovente attorno alla soglia di valutazione superiore, pari a 14 µg/m3; talvolta superiore persino al limite di tollerabilità, corrispondente a 20 µg/m3.
Certo, da noi si fa acciaio, ma in assoluto si tratta di valori da 10 a 30 volte superiori a quelli che si registrano in altre località umbre oggetto di analoghi rilievi (Perugia, Foligno, Gubbio, Castello).
La centralina de Le Grazie è poi l'univo sito cittadino a disporre di strumentazione in grado di rilevare i metalli pesanti. Le Grazie unico sito - chissà perché.
Tale location, distante quasi 3.000 metri dagli impianti di produzione dell'acciaio, registra quest'anno una concentrazione di nichel pari a +36% rispetto allo stesso periodo 2012 (http://www.arpa.umbria.it/monitoraggi/aria/metalli.aspx), con una media gennaio-ottobre già oltre la soglia di valutazione inferiore: come si intende intervenire? Le Acciaierie stanno facendo la propria parte al riguardo? Quali investimenti hanno effettuato e stanno effettuando per il nichel, se da anni si continua a sforare? Quali controlli stanno eseguendo le pubbliche autorità al riguardo? Perché non implementare una rete di rilevamento tutt'attorno alle Acciaierie, anziché tenere una sola centralina a quasi tra km di distanza dai forni?
Ad esempio, nella città di Aosta, dove è attiva un'acciaieria, si è rilevata una concentrazione di nichel tanto più alta quanto più le centraline (prima tre, ora due) sono state collocate vicine all'industria. Sembrerebbe ovvio, ma per Terni si è scelta una strada diversa, prevedendo una sola centralina in un sito suppostamente adatto, perché dichiarato 'sottovento' rispetto ai camini siderurgici. Ma se l'area scelta fosse stata altra, parimenti antropizzata e ancor più vicina a essi?
Né di capisce perché la centralina di Prisciano, inattiva ormai da oltre un anno come a Maratta (!), non captasse il nichel sin dagli esordi, assieme a quella di Via Carrara; quanto tempo passerà ancora per attivarle, con standard di questo tipo?
La Provincia di Terni, lo stesso Comune e l'ARPA, sulla scorta dei primi dati del 2007, avrebbero dovuto attivarsi allora per caratterizzare i metalli presso tutte le centraline cittadine, inclusa Borgo Rivo col suo particolare problema dalla possibile dispersione di diossine prodotte dall'inceneritore.
Entro breve renderemo note informazioni ben più clamorose, inerenti l'esposizione dei bambini, ma anche di flora e fauna, ai microinquinanti, con effetti decisi sull'ecosistema.
Annunciamo sin d'ora che si tratta di dati fin qui mai emersi. Dati impressionanti, i più gravi di sempre: Terni è un caso ambientale nazionale dinanzi al quale urge l'intervento immediato delle Acciaierie e, in caso di eventuale inottemperanza, del Governo.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni

Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria


Monitoraggio aria nelle città italiane (fonte: Arpa Valle d'Aosta)
Se non fosse per Aosta, il poco lusinghiero primato nazionale delle concentrazioni di nichel nell'aria lo avrebbe Terni, che già nel 2012 ha registrato una media giornaliera di 12,0 µg/m3, superiore a Vicenza e Milano.
E' però credibile che Aosta sia avvelenata dal nichel più di Terni?
Siamo sicuri che la nostra rete di monitoraggio nichel non presenti palesi falle - certamente Prisciano e dunque Terni Est, ma anche Terni centro?
Siamo sicuri che Le Grazie - sito e centralina - rilevi correttamente il nichel?

Ecco infatti cosa dice l'ARPA della Valleé a proposito delle sue stesse centraline nel documento FLU_EM_A02 sulle emissioni della Cogne Acciai Speciali:
"Nel 2012 è stata sostituita la strumentazione di campionamento dedicata alla determinazione dei metalli nel PM10. La strumentazione utilizzata nel periodo precedente era affetta da una bassa efficienza di captazione delle polveri che comportava una sottostima nella determinazione di alcuni metalli, mentre il sistema di campionamento di nuova tipologia garantisce misure di metalli più accurate. Questo è stato appurato a seguito di una serie di misure di interconfronto in parallelo tra i due sistemi di campionamento (quello vecchio adottato fino al 2011 e quello di nuova tipologia adottato a partire dal 2012), che ha permesso di determinare il rapporto tra le concentrazioni delle differenti specie metalliche misurate con i due sistemi di campionamento e di rideterminare i valori della concentrazione media annuale dei metalli, ed in particolare di nichel, misurati nella stazione urbana di Aosta - Piazza Plouves con la strumentazione usata precedentemente. In tal modo è stato possibile ricostruire la serie storica dei metalli del periodo 2007-2012" (il grassetto è nostro; fonte: http://www.arpa.vda.it/index.php?option=com_flexicontent&view=items&cid=995&id=1606:limpatto-delle-emissioni-della-cogne-acciai-speciali-sullaria-ambiente-di-aosta-fluema02&Itemid=288)-

Terni, 23 dicembre 2013.

lunedì 5 agosto 2013

RESTAURO FONTANA DI PIAZZA TACITO: LA FONDAZIONE CARIT PUBBLICHI I DOCUMENTI DELL'APPALTO DI SUA COMPETENZA


Italia Nostra e WWF chiedono alla Fondazione CARIT di chiarire i termini dell'appalto per il restauro conservativo della Fontana di piazza Tacito, a nemmeno 20 anni dalla precedente riqualificazione.
Presidente e vicepresidente del Consiglio di amministrazione, Mario Fornaci e Francesco Quadraccia, converranno senz'altro che i tempi impongono non soltanto la massima trasparenza, ma anche l'adozione dello standard procedurale più congruo possibile.
Nonostante le Fondazioni bancarie non siano equiparate a soggetti di diritto pubblico, esse rappresentano un alto interesse collettivo e sono comunque assoggettabili a procedure di evidenza pubblica in particolare circostante stabilite dal Codice degli Appalti.
La Fontana: si tratta di uno dei più importanti simboli della città e dell'Umbria. E' un bene di rango culturale. Per il suo ripristino c'è poi un rilevante contributo pubblico - Comune/ASM. Non appare immaginabile assumersi il rischio di 'fare figli e figliastri' con le imprese, invitandone alcune ed escludendone altre, su questo come per altri casi. Si cambi metodo. Sono dunque molte le ragioni per le quali, ancorché non imposta dalla legge, sarebbe giusto comunque indire una gara a evidenza pubblica, pure come libera scelta di autolimitazione da parte della Fondazione. 
Si potrebbe cogliere l'occasione per offrire un segnale nuovo alla città; in sé già stremata dalla crisi economica e di legalità esplose su vasti fronti, come dimostrano le cronache degli ultimi mesi diffuse persone su stampa e tv nazionali, frutto del logoramento della sfera morale di un brano importante della classe dirigente non solo locale, mentre la pubblica opinione osserva sempre più basita quel che accade.
Fornaci e Quadraccia, nella loro qualità di membri apicali del Consiglio di amministrazione della Fondazione CARIT, dispongano pertanto senza indugi la pubblicazione degli atti di questo appalto, chiarendo quante e quali imprese siano usualmente invitate a partecipare: le ragioni della loro convocazione così come dell'altrui esclusione; i parametri stabiliti anche in termini di eventuali conflitti di interesse e di possibili interferenze; le garanzie qualitative ottenute e le economicità conseguibili; quant'altro utile a rafforzare l'immagine della Fondazione.
Il tutto, d'ora in poi, sia reso accessibile on line, nel sito istituzionale, dando così alla città l'opportunità di verifiche certe, nel solco delle best practices di stampo europeo, senza che debbano essere i cittadini-soci a dover chiedere informazioni specifiche in merito.
Molte fondazioni bancarie hanno preferito per lunghi anni riparare dietro un'incomprensibile cortina fumogena la loro attività di stazione appaltante: ecco allora che Terni potrà rappresentare quell'eccezione che tornerà utile non solo per l'oggi, ma in vista della riforma legislativa di un meccanismo di finanziamento di progetti sul territorio comunemente valutato come opaco e sorpassato.


venerdì 19 luglio 2013

FONTANA DI PIAZZA TACITO, TERZO RESTAURO IN 50 ANNI: LA FONDAZIONE NON SIA UN BANCOMAT MA ACCERTI LO STATO DEI BENI RESTAURATI

FONTANA DI PIAZZA TACITO, TERZO RESTAURO IN 50 ANNI:
LA FONDAZIONE CARIT NON SIA UN BANCOMAT,
MA ACCERTI SISTEMATICAMENTE LO STATO DEI BENI RESTAURATI,
DENUNCIANDO SENZA INDUGI GLI ATTACCHI AL PATRIMONIO CULTURALE



Il restauro della Fontana - il terzo in 50 anni - non può non essere accolto con soddisfazione da parte di ogni cittadino ternano. Occorre tuttavia che alcuni dei protagonisti del futuro recupero si fermino un attimo a riflettere bene su quanto accaduto.
L'ultimo restauro sostenuto dalla Fondazione risale infatti al 1996.
Mentre l'intervento degli anni '50 è durato quasi un quarantennio, quello del '96 risultava compromesso già poco dopo il 2005. Al riguardo, in molti hanno sottolineato la totale assenza di una manutenzione corretta: negli ultimi anni non si ricordano, però, pubbliche quanto necessarie prese di posizione da parte della Fondazione Carit medesima che tanto aveva contribuito a quel ripristino.
E' bene pro futuro che, a seguito di operazioni di restauro, le risorse stanziate dalla Fondazione costituiscano il presupposto della più ampia responsabilità del board: che significa? Significa denunciare senza indugi alle competenti Autorità ogni iniziativa volta a danneggiare un bene risanato con i denari di tutti, dei nostri padri e di chi verrà dopo di noi. E' successo? Non pochi iniziano a interrogarsi su come venda selezionata la classe dirigente di una fondazione bancaria. E' mera emanazione della politica locale? Quali requisiti sono richiesti per far parte di un organismo così delicato?
Non è tollerabile che la Fondazione sia chiamata a stanziare dopo 10/15 anni risorse ingenti per un patrimonio che essa stessa è deputata a difendere con modalità ovviamente anche diverse da quelle di una generosa dazione di danaro, ad esempio segnalando doverosamente alle Soprintendenze dell'Umbria, con cui da sempre collabora, tutti gli eventi che squalificano e annullano le eseguite azioni di conservazione. 
Forse, così facendo, la Fontana sarebbe stata ancora integra e la Fondazione avrebbe potuto perciò destinare importanti risorse ad altro nobile fine.
Analogo ragionamento si può estendere: se la Fondazione avesse fatto valere in ogni sede la propria forza e il proprio antico carisma, diversamente forse sarebbe finita anche la storia di certe facoltà universitarie del cosiddetto Polo di Terni, per anni profumatamente mantenute in assenza di un convincente disegno strutturale, tanto che sono state presto cancellate senza che si levasse almeno un'accorata protesta da parte di coloro che le avevano finanziate.
Non siamo dinanzi a 'incombenze' da cui ci si possa sottrarre, sostenendo magari che lo statuto non le preveda; si tratta di qualcosa che infatti risale alle nostre radici culturali, a quel che gli antichi greci chiamavano 'agrapta nomina', le leggi non scritte, come il sentirsi massimamente responsabili a ogni livello - morale, civile, professionale - di beni pubblici dei quali si è istituzionalmente preposti alla difesa non tanto in quanto soci di una pur stimabile Fondazione bancaria, ma anzitutto come membri e dirigenti della comunità locale. Come donne (non ve ne sono nel board!) e uomini liberi.
Interventi come quelli sulla Fontana oggi, come sull'Università ieri, sarebbero encomiabili soltanto se accompagnati da quotidiane attenzioni verso quei beni, in tal modo concretamente protetti per gli anni a venire. Altrimenti si precipita nella beneficienza spicciola, col rischio di gettare soldi al vento.

Andrea Liberati
Italia Nostra onlus, Sezione di Terni

Giuseppe Rinaldi 
Segretario WWF Umbria

Terni, 17 luglio 2013.

venerdì 26 aprile 2013

ZTL TERNI: MINI-TICKET EUROPEO DI ACCESSO PROPORZIONATO ALLE EMISSIONI, ORARIO ESTESO 13-24, RIDUZIONE COSTI PERMESSI PER I 'VIRTUOSI'


Siamo favorevoli a una revisione ragionata della Zona a Traffico Limitato di Terni.
Chiediamo però che quest'occasione comporti alcune modifiche di sistema al regolamento ZTL, così da ridurre la pressione veicolare complessiva sul centro storico e sull'ambito circostante, salvaguardando l'ambiente congiuntamente alla sicurezza stradale, tutelando pragmaticamente gli interessi di residenti e commercianti.
Tali finalità dovrebbero esprimersi in una cornice culturale più vicina a quella europea, prevedendo un mini-ticket di ingresso come a Bologna e in un numero crescente di città italiane e continentali; costi minimi, ma proporzionati ai livelli emissivi prodotti dai veicoli. Lo stesso ragionamento, esteso ai residenti, implichera una scontistica ai detentori a basso impatto. 
Queste le nostre proposte:
  1. i possessori di veicoli che, dall'esterno, vorranno accedere alla ZTL negli orari di prevista apertura (13-24), dovranno pagare - anche on line o via sms - una tariffa pari a € 3 per il solo transito, senza poter sostare. Tali veicoli dovranno essere obbligatoriamente di categoria emissiva Euro 3/4/5/6. Se diesel, minimo Euro 3 dotati di FAP (filtro antiparticolato);
  2. i possessori di veicoli di cui al punto 1), se alimentati a metano e gpl, di standard emissivo Euro 3/4/5/6, pagheranno per il solo transito € 1, senza poter sostare;
  3. i possessori di veicoli elettrici e ibridi elettrici sono esentati da qualsiasi forma di pagamenti, residenti o meno che siano, previa richiesta di ingresso on line o via sms;
  4. negli orari indicati per l'accesso dei non residenti di cui al punto 1), 2) e 3), questi potranno esclusivamente attraversare Via I Maggio e Via Faustini, nonché la direttrice Ponte Romano-Piazza Dalmazia, rimanendo loro inibita la percorrenza dell'asse Via Cavour-Via Garibaldi e di tutte le altre vie;
  5. i detentori di un veicolo Euro 3/4/5/6 potranno ottenere un permesso temporaneo giornaliero ZTL a un prezzo doppio rispetto alle somme previste al punto 1) e 2), esclusi gli autocarri, esentati dal pagamento; oggi tali permessi sono gratuiti;
  6. i detentori di un veicolo Euro 1/2 potranno ottenere un permesso temporaneo giornaliero ZTL al costo di € 10, esclusi gli autocarri, esentati dal pagamento; oggi tali permessi sono gratuiti;
  7. i veicoli dei residenti alimentati a metano, gpl, di standard emissivo Euro 3/4/5/6, godranno di uno sconto del 40% sul costo del permesso annuale ZTL;
  8. per i veicoli di residenti e non residenti di categoria Euro 0/1 (senza catalizzatore o immatricolati fino al 1996) si dovrà progressivamente prevedere l'uscita dalla ZTL; in futuro non potranno nemmeno entrare all'interno dell'anello c.d. della Strada dei Quartieri;
  9. l'attraversamento veicolare di Corso Tacito (altezza libreria Alterocca) dovrà essere reso a senso unico o, se del caso, stabilmente interdetto, fuorché ai mezzi pubblici;
  10. Piazza San Francesco e Via Fratti - già aree pedonali - dovranno essere concretamente preservate, inibendo traffico e sosta di tutti i veicoli, con la predisposizione di appositi dissuasori, diversamente da quanto accade oggi;
  11. dovrà essere totalmente pedonalizzato Largo Elia Rossi Passavanti, inibendone l'accesso ai veicoli provenienti da Piazza del Mercato, diversamente da quel che accade oggi;
  12. dovrà essere riesaminato il flusso veicolare sull'asse Via Battisti-Via Mazzini, incrementando la fruibilità di Viale Fonderia, oggi sottoutilizzata.
Tutte le somme introitate attraverso il nuovo regolamento ZTL dovranno essere esclusivamente destinate all'abbattimento delle barriere architettoniche, al potenziamento delle piste ciclabili, alla manutenzione delle aree verdi cittadine, alle iniziative utili a fronteggiare il degrado del centro storico, nonché a serie politiche di incentivo della mobilità alternativa.

Andrea Liberati, Italia Nostra Terni

Giuseppe Rinaldi, WWF Umbria

Terni, 25 aprile 2013.




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