ENERGIA E TERRITORIO

ITALIA NOSTRA PROMUOVE UNA SERIA POLITICA ENERGETICA BASATA SUL RISPARMIO. CONTRARIA AL NUCLEARE, ITALIA NOSTRA RITIENE CHE LE RINNOVABILI SIANO UTILI MA NON DEBBANO DEVASTARE IL PAESAGGIO. Per saperne di più clicca qui.
Visualizzazione post con etichetta Regione Umbria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Regione Umbria. Mostra tutti i post

venerdì 12 settembre 2014

[TERNI] IDROELETTRICO: DECINE DI MILIONI DI CANONI FINITI A PERUGIA. QUANTA RICCHEZZA NE E' TORNATA IN CONCA? ZERO?



Se fosse un film, sarebbe 'La stangata': chi la subisce è naturalmente Terni. Certo, un caso. L'ennesimo, ma pur sempre un caso.
Italia Nostra intende far luce sulle decine e decine di milioni di euro che sappiamo esser stati inviati alla Regione da Endesa ed E.On negli ultimi dieci anni a titolo di canoni di concessione per lo sfruttamento idroelettrico: quanto ne sarebbe tornato su Terni sotto forma di tangibili 'compensazioni ambientali', come di regola accade altrove?
Sono già in molti ad assicurare 'nemmeno un cent'.
Se così realmente fosse -e attendiamo al riguardo una puntuale risposta alla nostra PEC spedita lo scorso sabato notte, 6 settembre- sarebbe una grave vergogna che bisognerebbe spiegare anzitutto ai residenti di Terni.
In questa provincia infatti insistono gli impianti idroelettrici più importanti dell'Umbria e tra i più grandi del Centro Italia, per circa 1 Twh annuo di produzione: cosa ne ricaverebbe Terni?
Sembra che, nel 2001, dopo aver ceduto a stranieri di fatto la stessa Cascata delle Marmore, 'temporizzata' da 85 anni con l'elemosina delle ore (bene capire se sia stata pure diminuita la portata a fronte dell'aumento orario accordato dal concessionario di turno: già partita la PEC alla Provincia), staremmo regalando anche il nostro 'tesoretto' -i proventi delle concessioni- ad altri Ma perché?
Italia Nostra sfida la Regione dell'Umbria a dimostrare il contrario.
Tale tesoretto annuo è pertanto destinato a crescere enormemente in futuro, contribuendo a cambiare in meglio il volto di Terni. Presto spiegheremo perché.
Non solo: un ulteriore progetto di potenziamento della rete idroelettrica è stato presentato quasi tre anni fa, per una potenza installata di circa 200 MW aggiuntivi.
Ora, al di là del merito tecnico, a fronte di altri possibili giganteschi introiti per i concessionari, cosa ne guadagnerebbe concretamente Terni? Si pensa di proseguire con grandi svendite e corrispondenti elemosine?
Qualche amministratore locale è in grado di interpretare correttamente l'espressione 'accordi compensativi'?

Segue copia della prima richiesta di accesso agli atti via PEC, spedita il 6 settembre, ore 23.15, alla Giunta Regionale dell'Umbria e alla Direzione Ambiente regionale (alla Provincia di Terni per conoscenza);
segue copia della seconda e diversa richiesta di accesso agli atti via PEC, spedita il 7 settembre, ore 00.33, alla sola Provincia di Terni.
****
ALLA REGIONE
Con la presente la sottoscritta associazione chiede ai sensi del nuovo D.Lgs. 33/2013, attuativo della legge 190/2012:
1) di ricevere i dati riguardanti l'ammontare economico globale versato alla Regione Umbria negli anni 2003-2013 dalle società pubbliche e private a titolo di canoni di concessione idroelettrica, differenziando tali introiti per provincia di competenza (Perugia-Terni) e per appartenenza o meno a grandi derivazioni idroelettriche;
2) di ricevere i dati riguardanti l'ammontare economico globale versato alla Regione Umbria negli anni 2003-2013 dalle società ENDESA e poi E.ON a titolo di canoni di concessione idroelettrica (provincia di Terni), esplicitando inoltre l'ammontare pagato dalle stesse per la sola concessione 'Galleto' (Terni) negli anni 2003-2013;
3) di sapere se e in quali puntuali termini economici -anno per anno, dal 2003 al 2013- gli importi di cui al punto 1) siano stati successivamente riassegnati sui territori delle province di Perugia e Terni;
4) copia del progetto della società E.ON relativo al potenziale nuovo bacino idroelettrico individuato dalla stessa tra Marmore, Miranda e i Prati di Stroncone (Terni), chiarendo infine lo stato di avanzamento della proposta medesima qualora fosse stato avviato un qualsiasi iter burocratico al riguardo.
Cordialmente

Andrea Liberati
Italia Nostra

****
ALLA PROVINCIA
Con la presente la sottoscritta associazione chiede ai sensi del nuovo D.Lgs. 33/2013, attuativo della legge 190/2012:
1) di ricevere i vigenti disciplinari di concessione riguardanti le grandi derivazioni idroelettriche presenti in provincia di Terni, nonché eventuali accordi e/o patti aggiuntivi esistenti tra Provincia di Terni e la società E.On anche con riferimento a c.d. compensazioni ambientali previste su Piediluco e zona di Corbara;
2) di chiarire, dati alla mano, se all'aumento delle ore di apertura della Cascata delle Marmore, avvenuto negli anni 2000-2010, sia corrisposta una diminuzione della portata della medesima da parte di Endesa/E.On, eventualmente conosciuta dalle Autorità locali;
3) se, per Piediluco, le Giunte provinciali di Terni abbiano mai ordinato agli uffici -almeno negli ultimi dieci anni- una propria e puntuale valutazione e ricognizione del danno ambientale/materiale cagionato ai beni immobili dei residenti dalle variazioni di livello idrografico.
(...)
Cordialmente

Andrea Liberati
Italia Nostra

domenica 15 dicembre 2013

[TERNI] SUL TEATRO VERDI: IL PENSIERO DI ITALIA NOSTRA


La querelle sul teatro Verdi a nostro avviso ha fatto emergere ancora una volta un problema più complesso e cioè quello che riflette oggettivamente e in modo lampante la crisi culturale che investe il Paese e in modo particolare la nostra città.
La vicenda del Verdi è un'occasione imperdibile per avviare un percorso nuovo, fatto di ragionevole pluralità e di confronto critico sui valori culturali della nostra terra al di sopra di ogni dimensione politica. Dico questo perché il progetto per il nuovo Verdi, in nuce la "cattedrale" laica della cultura, non può essere trattato con superficialità perché coinvolge i secoli a venire: pertanto oggi siamo chiamati a fare qualcosa di più grande di un progetto di riqualificazione.
La progettazione del nuovo Verdi deve spronarci a conoscere la nostra terra, deve invitarci a scavare più a fondo in modo da trovare le radici del grande albero da cui siamo nati. Dobbiamo fuggire dalla tentazione di trattare con superficialità quanto ci è stato affidato solo perché - apparentemente - crediamo che l'albero - ossia la città culturale - non dia più buoni frutti. I nostri nonni ci insegnano che prima di raccogliere è necessario coltivare, prendersi cura, aspettare. Ora penso che la stessa cosa valga per il grande albero chiamato "città" i cui frutti sono ponderati alla qualità del lavoro; su questo aspetto penso che il Verdi giochi un ruolo fondamentale.
Luigi Poletti venne chiamato anche nella nostra città per costruire un "tempio" della cultura e la città lo volle sufficientemente adatto ad esprimere l'ambizione di un fermento sociale lungimirante e prestigioso. Oggi come allora la scommessa è stimolante e da sola ci fa capire che non occorre "un" teatro per Terni ma è indispensabile ri-progettare "il" teatro della città che possa legittimamente ascriversi alla lista dei beni culturali futuri.
E allora, come immaginiamo la morfologia del nuovo teatro? Sicuramente all'italiana. Ce lo impone la monumentale facciata che rappresenta tipologicamente l'ingresso tradizionale di un tempio classico. Chi entrerà nel nuovo Verdi allora dovrà immediatamente percepire di trovarsi in un teatro e solo così non proverà disagio se lo spazio che lo avvolge corrisponde all'idea che si era fatta entrando (cosa che avverrebbe invece se pensassimo ad uno spazio improprio come quello odierno che non ha nulla a che fare con un teatro). Certo, se non avessimo avuto la facciata questo criterio sarebbe stato meno vincolante. Chiarita dunque l'esigenza di ri-costruire "il" teatro come luogo di forte identità cittadina non possiamo che porci come punto di riferimento il teatro all'italiana. Tale non può che essere la nostra linea in virtù del fatto che il teatro all'italiana nasce come recupero delle piante dei teatri greci e romani e, quindi si allaccia perfettamente alla facciata superstite. C'è pertanto una forte connotazione simbolica nel ripristino di un monumento come il Verdi distrutto da una sfortunata serie di "errori" umani molto più dannosi di quelli provocati dalla bomba. Ma non dobbiamo nemmeno ripeterli.
Il progetto pertanto deve partire da quanto conservato, che esige un'unica direzione tipologica. 
Un suggerimento: la definizione di un tavolo di regia per il Teatro Verdi con la presenza di membri delle forze di maggioranza e di minoranza del Consiglio comunale, provinciale, Regionale e del Parlamento, nonché un delegato della direzione generale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero Beni e Attività culturali, con una commissione che studi le vicende storiche dell'edificio e individui le linee tecniche e artistiche utili per la scelta del soggetto vincitore del necessario bando di gara da esperire attorno a proposte calate nell'hodie, rappresentando una porta alla creatività contemporanea nel rispetto del passato e della cultura teatrale a Terni.
Qui si deve giocare l'ambizione dei ternani: cominciare dal teatro per ripartire dalla cultura.

Giuseppe Cassio
vicepresidente Italia Nostra Terni

Terni, 15 dicembre 2013.

Condividi su facebook