ENERGIA E TERRITORIO

ITALIA NOSTRA PROMUOVE UNA SERIA POLITICA ENERGETICA BASATA SUL RISPARMIO. CONTRARIA AL NUCLEARE, ITALIA NOSTRA RITIENE CHE LE RINNOVABILI SIANO UTILI MA NON DEBBANO DEVASTARE IL PAESAGGIO. Per saperne di più clicca qui.

lunedì 12 aprile 2010

PALAZZINA E PARCO EX FORESTERIA: SERVE UN PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE

Non è la prima volta che segnaliamo lo stato di quasi totale abbandono in cui versa sia la palazzina che il parco dell’ex foresteria della Terni. E’ dal 2008 senza ottenere mai una risposta.
“Non sono passati molti anni da quando l’amministrazione comunale – scrivevamo – acquistò la Palazzina in Corso Tacito, sede per un secolo della Foresteria della Società Terni. Ospitò dirigenti, ministri, personaggi illustri. Era una zona riservatissima, chiusa alla città e ai suoi cittadini ‘normali’, sede del vero potere economico a Terni”.
Fu un’operazione apprezzata. Nelle intenzioni originarie, “avrebbe dovuto ospitare il cuore pulsante dell’Università a Terni, una segreteria studenti e vari servizi per gli universitari. Fu ripulita, venne realizzata una fontana con al centro la famosa statua in bronzo di Aurelio De Felice ‘Adolescente con ocarina’, piantate essenze pregiate, illuminata con paline in stile rispettoso dell’architettura dell’edificio”. Dopo poco più di un decennio: “ospita ancora parte della burocrazia comunale, la statua è emigrata altrove, la fontana è stata riempita di sassi, il verde è sciatto, i cancelli sono chiusi la sera perché l’illuminazione non ha avuto manutenzione”. “Vorremmo sapere – ci chiedevamo – perché l’Amministrazione Comunale ha deciso, di fatto, di trascurare un luogo di così grande importanza”.
Dal novembre 2008, nulla si è mosso ed oggi chiunque passeggi per corso tacito non può non notare lo stato di totale abbandono in cui versa la struttura. Di pochissimi giorni fa la notizia dell’abbattimento dei sette tigli quasi secolari e la promessa di un reimpianto di quattro tigli in autunno.
Ma questo basta? Possiamo continuare così? A Terni è necessario un vero e proprio programma per la gestione del verde. Il reimpianto di alberi non può seguire soltanto l’emergenza ma va programmato. Al di là degli aspetti paesaggistici e culturali, dal punto di vista ambientale non esiste un rapporto di uno ad uno, un virgulto nuovo piantato per un esemplare adulto tagliato, perché la massa delle chiome distrutte è cento volte superiore a quella di un albero che esce dal vivaio.
E’, inoltre, indispensabile un progetto per la riqualificazione complessiva dell’intero complesso dell’ex foresteria.

Terni, 12 aprile 2010.
Dott. Daniele Pica
Presidente Italia Nostra onlus – Sezione di Terni

venerdì 2 aprile 2010

ALLE PAROLE NON SEGUONO MAI I FATTI. L'ASSESSORE BENCIVENGA STRAVOLGE LA BOZZA DI RIFORMA DI ZTL E APU DI DICEMBRE


L’immagine di una città va preservata, lo sviluppo e l’attrattività conseguiti con la coerenza dei comportamenti e la concretezza delle azioni di governo. Nel corso di questi ultimi anni abbiamo spesso parlato della necessità di un progetto per il centro della nostra città, progetto che non può prescindere dall’organizzazione degli spazi tenendo conto delle esigenze del nuovo vivere, della chiusura al traffico veicolare, della necessità di avere infrastrutture necessarie a rendere questa indicazione realizzabile. Tutta questa elaborazione è mancata alla precedente Amministrazione Comunale e sembra mancare anche all’attuale.
La nuova bozza di riforma di Ztl e Apu proposta dall’Assessore Bencivenga è completamente diversa da quella presentata soltanto a dicembre e che aveva ottenuto il nostro plauso. Le differenze non sono formali ma sostanziali tanto da riuscire a stravolgere un impianto che fa già acqua da tutte le parti.
Se a dicembre l’Assessore Bencivenga dichiarava di voler interdire al traffico quelle che da anni vengono chiamate aree pedonali urbane (Apu) e di voler trasformare il centro in una vera isola pedonale oggi si arriva perfino a prevedere l’ingresso nella Ztl dei non residenti. Decisione questa che aumenterà il caos nel centro cittadino già invaso dalle automobili.
Resta incomprensibile la motivazione che dovrebbe spingere un cittadino a pagare cinque euro per attraversare il centro senza poter sostare ed ancor più incomprensibile il vantaggio che dovrebbero trarne i commercianti.
Riteniamo inoltre inefficaci i cosiddetti paletti pensati dall’A.C. come il “divieto assoluto di sosta, altrimenti salterebbero i parcheggi del centro e si scatenerebbe la protesta dei residenti”.
Ribadiamo pertanto la nostra contrarietà sottolineando che con il nuovo progetto di riforma di Ztl e Apu vengono del tutto disattese le giuste preoccupazioni della cittadinanza relativamente all’inquinamento ambientale che la vecchia versione aveva - seppur timidamente – abbozzato.

mercoledì 2 dicembre 2009

SIAMO LIETI CHE L'ASSESSORE BENCIVENGA VOGLIA CREARE DELLE VERE ISOLE PEDONALI, SPERIAMO CHE ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI

La bozza di riforma di Ztl e Apu non può non trovarci d’accordo anche perché conferma tutte le anomalie che, nel corso di questi anni, abbiamo più volte sollevato. Voler interdire al traffico quelle che da anni vengono chiamate aree pedonali urbane e di voler trasformare il centro in una vera isola pedonale sono provvedimenti che vanno verso la strada giusta e che potrebbero rappresentare le prime misure per tentare di limitare le cosiddette polveri sottili.
Vogliamo anche esprimere soddisfazione perché l’Assessore Bencivenga, in questo modo, ammette il fallimento totale delle politiche dei traffico e della mobilità urbana degli ultimi dieci anni e, indirettamente, conferma l’inattendibilità dei dati relativi all’indagine ‘Ecosistema Urbano’ presentati da Legambiente e, qualche giorno fa, tanto decantati. Da questa indagine la nostra città risulterebbe al terzo posto, tra tutte le città italiane che “superano la soglia di un metro quadro di isola pedonale per abitante”, ciò è assolutamente falso ed oggi è lo stesso assessore a confermarlo quando, finalmente, dichiara di voler far diventare il centro una vera isola pedonale trasformando le aree pedonali urbane in zone interdette al traffico.
L’immagine di una città va preservata, lo sviluppo e l’attrattavitià conseguiti con la coerenza dei comportamenti e la concretezza delle azioni di governo.
In questi anni abbiamo sentito un mucchio di parole, oggi speriamo che alle parole seguano i fatti.

Terni, 2 dicembre 2009
Daniele Pica

giovedì 26 novembre 2009

MAGGIOR RISPETTO PER LA STORIA DELLA CITTA': RECUPERI CONSERVATIVI O SPECULAZIONI EDILIZIE? LA SOPRINTENDENZA AI BENI MONUMENTALI BATTA UN COLPO

Passeggiando in centro, si notano cantieri che, fra i pochi palazzi antichi e di pregio scampati ai bombardamenti, affrontano con singolare fantasia, il tema del recupero conservativo. E’ indubbio che la molla che spinge ad investire sia il ritorno economico, pur tuttavia è indispensabile che le autorità preposte facciano il loro dovere tempestivamente, in modo da contemperare l’interesse privato e quello pubblico. Accade con una certa frequenza che prevalga solo il primo. Siamo convinti che non si possa snaturare quel poco di antico che è rimasto e che costituisce, dal punto di vista architettonico, la storia della città, ben prima che l’acciaio ne determinasse lo sviluppo dell’ultimo secolo e mezzo.
Italia Nostra anche negli anni passati ha criticato interventi alquanto singolari d’incremento di cubature e fortemente dissonanti con il contesto storico ed architettonico esistente. Oggi ci vediamo costretti a richiamare alle proprie responsabilità ed alle proprie funzioni Enti Locali ed Amministrazioni, di fronte a situazioni che appaiono obiettivamente inaccettabili.
In Via Paolo Garofoli, proprio sul retro di una facciata liberty realizzata a fine Ottocento con la costruzione di Corso Tacito, accanto al rigore settecentesco di Palazzo Espa, il cui ingresso è ancora ben preservato dall’avvenuto restauro conservativo, un cantiere rielabora nello stile Disneyland la vecchia facciata di Palazzo Bartocci.
Mentre il regolamento edilizio impedisce qualsiasi nuovo aggetto, improvvisamente spuntano come funghi otto nuovi leziosi balconi. Ricordano i calli di Venezia, nella versione americana di Las Vegas, ed appaiono obiettivamente fuori luogo in quel vicolo in cui gli abitanti dei due palazzi contrapposti, se vogliono salutarsi, possono quasi darsi la mano l’un l’altro.
Chiediamo al Sindaco: ma il regolamento edilizio e le distanze che impone esiste solo per i fessi? Se tutti i proprietari che abitano in centro storico realizzassero centinaia, migliaia di nuovo balconi, in Via Roma, in Corso tacito, in Corso Vecchio, mettendo il Comune di fronte al fatto compiuto cosa accadrebbe?
Un cantiere aperto, in pieno centro storico, può fare da mesi di tutto? Ed il primo controllo avviene solo dopo che tutto è già stato realizzato? La sensibilità culturale è di tutti e prescinde dal colore delle amministrazioni.
Italia Nostra impegna il Sindaco ad un esame attento della ennesima situazione di irregolarità fiduciosa che gli interessi generali prevalgano sulle furbizie di pochi.
Anche perché non è possibile chiudere impunemente terrazzi per fare nuove cubature, rialzare tetti ben oltre il consentito per realizzare nuovi appartamenti, aprire finestre dove il progetto non lo prevede, costruire, sopra i vecchi tetti, mausolei ingombranti che cambiano completamente il profilo e le vedute preesistenti.
Ci chiediamo e chiediamo al Sindaco, augurandoci che non spunti la solita sanatoria che, con quattro soldi, sistemi il tutto: è possibile a Terni con una semplice D.I.A. fare abusi, in pieno centro, in zona AAa che il PRG classifica “residenziale di conservazione assoluta”?

Terni, 26 novembre 2009

Il Presidente, Daniele Pica

martedì 18 agosto 2009

LE NUBI ACRI CONTINUANO AD INQUINARE. PROSEGUE L'INDIFFERENZA DI CHI DOVREBBE DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI

Chiunque volesse controllare può farlo benissimo. La nube biancastra che sale dall’AST, come una sorta dilungo dirigibile, nelle notti afose d’estate, non si disperde come quando c’è vento, ma si dirige lentamente verso il centro città. Alle 23,30 circa giunge su Corso Vecchio e Corso Tacito per il piacere di chi cerca di riposare ed è costretto a chiudersi in casa o andarsene in fretta e furia se non vuol riempire i polmoni di emissioni acri, che, fuoriuscite dai forni fusori, non sono di certo un toccasana per la salute dei ternani. Il tutto nell’indifferenza di chi governa e di chi dovrebbe controllare.
Chi dovrebbe indagare da dove vengono non scoprirebbe neanche un elefante scappato da un giardino zoologico, altrimenti dopo anni di denunce non continuerebbe ad imporsi il silenzio.
Chi dovrebbe porsi il problema della salute da difendere come bene primario fa finta di nulla perché il problema è scomodo ed è meglio occuparsi di chi sarà il prossimo direttore sanitario della ASL o di quale partito, di quelli ecologisti, ben s’intende, riuscirà a piazzare il prossimo Direttore Generale.
A Bettona la Procura della Repubblica ha accertato violazioni gravi delle normative sull’inquinamento ed ha emesso numerose ordinanze di arresto. Lì si trattava di liquami di allevamenti sversati nei corsi d’acqua e nei campi qui di aria da respirare, nulla di meno importante.
A Terni siamo figli di un Dio minore? Non chiediamo catastofi ma almeno il rispetto minimo dovuto.
E’ mai possibile che tutti quei cittadini che non si sono arresi e non intendono arrendersi debbano essere trattai come idioti?
Dobbiamo inalare per forza tutto ciò che l’Università di Perugia ha già accertato essere presente nelle polveri dell’unica centralina messa sotto monitoraggio, quella delle Grazie? Nichel ed altri metalli pesanti cancerogeni?
Italia Nostra ascolta la propria coscienza e ritiene che ormai non possano esistere eccezioni: occorre lavoro, occorre sviluppo, ma debbono essere compatibili con l’ambiente e con la difesa del bene primario della salute di tutti.
Ben vengano gli utili aziendali ma non facendo sconti sulla tutela della salute.
Prevenire è meglio che ampliare il Reparto di Oncologia dell’Ospedale.
Il nuovo sindaco che è anche medico nulla dice in proposito?
Ci auguriamo di ascoltare sull’argomento frasi sensate e diverse da quelle del suo predecessore.
Se non otterremo alla svelta risposte intendiamo andare avanti per strada maestra, con tutti coloro che lo vorranno.

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