ENERGIA E TERRITORIO

ITALIA NOSTRA PROMUOVE UNA SERIA POLITICA ENERGETICA BASATA SUL RISPARMIO. CONTRARIA AL NUCLEARE, ITALIA NOSTRA RITIENE CHE LE RINNOVABILI SIANO UTILI MA NON DEBBANO DEVASTARE IL PAESAGGIO. Per saperne di più clicca qui.

lunedì 2 luglio 2012

RINNOVO DELLE CARICHE SOCIALI: ANDREA LIBERATI ELETTO PRESIDENTE, CASSIO VICE E SANSONI SEGRETARO




Dopo quattro anni, l'assemblea di Italia Nostra di Terni ha proceduto stamane al rinnovo delle cariche sociali.
Gli iscritti della storica organizzazione nazionale hanno dunque individuato - all'unanimità - i nomi con cui portare avanti idee e progetti volti a salvaguardare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico anche a Terni.
Succede a Daniele Pica nel ruolo di Presidente il dottor Andrea Liberati, giornalista e animatore a Terni del progetti di recupero degli ipogei della basilica di San Valentino, con promettenti ritrovamenti e crescente interesse.
La vicepresidenza è assunta dal dottor Giuseppe Cassio, funzionario della Diocesi di Terni, storico dell'arte, autore di numerose pubblicazioni a carattere eminentemente culturale.
Segretario di Italia Nostra è l'avvocato civilista Marco Sansoni, attivo sul fronte anche legale relativamente ai delicati equilibri tra ambiente e produzione.
Liberati è netto: "Porteremo avanti un serrato dialogo con le Amministrazioni locali onde evitare il ripetersi di scelte improbabili nel centro storico così come nelle periferie, a iniziare dal c.d. cubo arancione del nuovo mercato - con il suo gigantesco scarrabile per rifiuti in bella vista sul Nera. Abbiamo poi già contestato la nave da crociera vicina al santuario di San Francesco, così come altre strutture del genere, irrispettose del contesto artistico-monumentale di una città - la nostra - i cui natali precedono quelli di Roma".
Come difendere l'ambiente? "Occorre tornare alle basi: facciamo di più per rendere presentabile la città, che è anzitutto sporca. Pensiamo dunque a un piano straordinario di recupero che veda anche la cittadinanza più attenta e partecipe. Gruppi di residenti potrebbero adottare brani di quartiere, così come si fa nelle più avanzate realtà dell'Occidente".
Secondo Liberati, occorrono da un lato interventi amministrativi più incisivi; dall'altro è necessario lottare per l'affermazione collettiva di sensibilità portatrici di futuro: "Purtroppo basta un rapido giro presso municipalità contigue per accorgersi che solo qui impera una certa sciatteria - da una cartellonistica sgraziata e penzolante a marciapiedi e strade emmenthal, da piste ciclabili ferme a 20 anni fa a un'attenzione non ancora sufficiente in tema di concentrazione di metalli pesanti nell'aria, senza tacere della pervicace volontà di insediare ancora una volta qui impianti di incenerimento a caratura regionaleNo, grazie, questo è il passato! I pascoli erbosi grazie a cui Terni può crescere sono rappresentati dalle attività green: attendiamo perciò che la svolta verde prospettata oggi dal Comune diventi realtà e si arricchisca con interventi concreti e decisivi. Affianchiamo dunque alle peculiarità anche artistiche della storia di Terni, grande ma ingiustamente marginalizzata, le nuove sensibilità: ne trarremo spunto per un'esistenza feconda e recupereremo il senso di meraviglia per un paesaggio di cui siamo figli e che rappresenta la nostra memoria. E' l'univo paesaggio che abbiamo: quello che resterà dentro ai nostri occhi per tutta la vita".

domenica 26 giugno 2011

"URBANISTICA FOTOVOLTAICA"



I due impianti di Maratta e Cesi rovinano per sempre il paesaggio. Dove sono finiti i Verdi, il Sole che Ride, Legambiente, la Sinistra Ecologista? A preparare panini con la porchetta ai Festival di Partito alla Passeggiata?
Constatare che a Terni, come nella conca narnese, in aree di assoluto pregio e visibilità in cui il PRG prevede obbligatoriamente "recupero del paesaggio e salvataggio dell'assetto agricolo", si vogliano "coltivare" distese di ettari di impianti fotovoltaici dà l'idea della sensibilità da capre che hanno alcuni amministratori.
Addirittura tutti sanno che il sistema adottato per guadagnare di più è quello di risparmiare sugli sfalci spandendo ettolitri di diserbanti per desertificare ettari di terreno per trent'anni e più, con effetti devastanti sulle falde acquifere già inquinate e non più utilizzabili per la captazione di acqua potabile.
Cosa dire poi della furbizia di tenere i due impianti al di sotto di 1 megawatt per soli 12 kilowatt per non dover incorrere nel rigore della VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale? Infatti si dichiarano 988,38 kilowatt per farla franca ma gli impianti, in vista l'uno dell'altro, sono due per quasi 2 megawatt.
Lunedi, in consiglio comunale, si completerà la farsa di un voto, peraltro inutile, avendo la Provincia ormai deciso tutto, in assenza del Comune di Terni che, su ordine dell'Assessore Malatesta, più adatto ad appiccare incendi che a spegnerli, ha appoggiato in conferenza di servizi, tali monumenti alla devastazione di quel poco di paesaggio che rimane nella Conca.
Dove sono i Verdi, il Sole che ride, gli ambientalisti di maniera, Legambiente, la Sinistra ecologista? Tacciono, salvo ricomparire un mese prima delle elezioni per prendere in giro i ternani e i narnesi. Pronti a preparare panini con porchetta al prossimo Festival dell'Unità alla Passeggiata e prendere contributi pubblici per inutili campagne di facciata. Evidentemente quando ci sono precisi interessi di mezzo si preferisce voltare la faccia altrove.
Purtroppo per i prossimi trent'anni tutti coloro che verranno a Terni o che per andare a Spoleto passeranno sul Raccordo Terni-Orte scuoteranno la testa nel vedere quanto miopi sono stati i ternani nel sostituire vigneti e campi di granoturco con ettari ed ettati di ferro e silicio. Perché a Sangemini è stato predisposto un Regolamento mentre a Terni si consente tutto a tutti?
Lasceremo ai nostri figli ed ai nostri nipoti un ambiente massacrato. Ben vengano tali impianti su capannoni industriali, sulle aree di parcheggio o su quelle marginali non contivabili ma nelle poche aree agricole di pregio è criminale far finta di nulla e tollerare che piccoli interessi di pochi prevalgano su quelli generali.
Tacciono anche l'Assessore al Turismo come quello all'Ambiente, evidentemente in tutt'altre faccende affaccendati.

ITALIA NOSTRA - Sezione di Terni

Terni, 25 giugno 2011

lunedì 31 gennaio 2011

NUOVO MERCATO COPERTO DI PLASTICA ARANCIONE: UN MOSTRO CHE ROMPE L'ARMONIA DEL CENTRO STORICO MENTRE IL SINDACO E' ASSENTE E LA SOPRINTENDENZA TACE



Vedere come nel centro storico di Terni si possa fare di tutto fa male a coloro che hanno il gusto del bello ed il senso della storia. A Largo Manni sembra abbia operato la stessa mano che fa svettare il transatlantico bianco rosso delle Orsoline. Una struttura industriale che potrebbe andar bene in un centro fieristico in periferia o in area a ciò vocata non di certo in uno dei Quartieri più antichi di Terni, celebrato dai quadri di Orneore Metelli e dalle poesie di Furio Miselli.
A Perugia sono anni ed anni che si discute di come ristrutturare il Mercato Coperto, qui a Terni in un baleno il primo dirigente comunale che capita si permette, nell’assenza totale di senso critico della giunta comunale, di collocare un capannone di colore arancio, quasi fluorescente, accanto a chiese antiche e a strutture medievali.
La torre della Bibliomediateca fu oggetto di un confronto cittadino anche duro ma, vivaddio, almeno se ne parlava. Oggi prevale nella politica la sciatteria e basta.
Tutti i cultori dei Carri di Maggio, della tradizione locale, della storia, dei capitani di ventura, hanno perso la voce o forse la coscienza?
Gli amanti dell’arte, le associazioni culturali si sono addormentate, oppure preferiscono barattare la libertà di giudizio con qualche elemosina di contributo? I docenti delle nostre scuole hanno perduto anche loro la favella, si sentono solo per manifestare per i contratti e gli scatti di anzianità?
Oggi prevale a Terni una certa sottile prepotenza che ritiene di fare e disfare ciò che vuole.
E’ anche grave che in questo Consiglio Comunale siano pochissime le voci che hanno il coraggio di dire la loro. Il resto, da destra a sinistra un appiattimento totale.
Chiediamo allora alla Soprintendenza ai Beni Monumentali dell’Umbria: possibile che non si impongano nei centri storici un minimo di regole? Un minimo di controlli? Se non altro, se non per passione, almeno per dovere d’ufficio!

ITALIA NOSTRA, Sezione di Terni

lunedì 27 dicembre 2010

UN TRANSATLANTICO BIANCOROSSO ACCANTO AL SANTUARIO DI SAN FRANCESCO


Non c'è bisogno di essere innamorati delle antiche vestigia di Terni per non rimanere allibiti di fronte alla mole costruita a ridosso del Chiostro e del Santuario di San Francesco. Un vero e proprio transatlantico, colorato in bianco e rosso, tanto per non farsi notare. Un pugno nell'occhio di una città che meriterebbe maggiore rispetto per i luoghi del proprio passato rimasti indenni dopo gli oltre cento bombardamenti, da quelli risalenti al secolo scorso a quelli plurisecolari.
Avevamo sollevato a suo tempo il problema ma oggi di fronte a questa montagna di cemento che sovrasta l'intero quartiere, che annulla i luoghi della conoscenza (Liceo Classico, Liceo Scientifico e Scuola Media Leonardo da Vinci), che irride quelli della storia e della fede (Santuario di San Francesco e Chiostro, vincolati) chiediamo a tutti i cittadini, agli uomini di scuola, agli studenti, se è giusto assistere in silenzio a quella che appare una inaudita prepotenza, una vera e propria speculazione edilizia in piena regola.
C'è chi si sbraccia, giurando magari sulla propria madre, che tutto è regolare e che quindi tutti debbono credergli sulla parola. Le leggi che conosciamo noi sono diverse. Forse ci illudiamo di vivere in una Repubblica seria dove il rispetto per gli altri è la regola. Conoscendo le normative di settore, avanziamo dubbi pesanti sulla possibilità che siano state piegate ad interessi di parte.
A Terni "l'urbanistica contrattata" e "l'urbanistica creativa" hanno segnato periodi delicati del recente passato e ne abbiamo viste di tutti i colori.
E' per questo che chiediamo alla Commissione di Vigilanza e Controllo che vigili e controlli, né si faccia intimorire da alcuno.
Siamo indignati che sia stato demolito l'Ex Convento, memoria storica di quattro generazioni di ternani, che si siano superate ampiamente le altezze rispetto al Chiostro ed al Santuario di San Francesco, ma anche che il muro medievale, facente parte sembra dell'antica cinta muraria cittadina sia stato demolito per far luogo al cemento armato.
Possibile che Comune e Soprintendenza abbiano tutto autorizzato a cuor leggero?
Il Dirigente della Soprintendenza allora incaricato, dopo pesanti vicende giudiziarie non è più in servizio. Ci sono state sviste?
I dubbi vanno chiariti nell'interesse di tutti, da quelli dell'impresa a quelli soprattutti dell'intera città.

Terni, 27 dicembre 2010.

ITALIA NOSTRA onlus
Sezione di Terni

venerdì 12 novembre 2010

NO A SPECULAZIONI EDILIZIE SULLA EX FORESTERIA DELLA TERNI. CHIEDIAMO ALLA SOPRINTENDENZA DI PORRE UN VINCOLO SPECIFICO. CHI C'E' DIETRO QUELLA PROVOCAZIONE?




Evidentemente i tempi che vive la nostra città sono talmente bui se un assessore dell’Amministrazione Comunale giunge a proporre la vendita della palazzina liberty di Corso Tacito, l’ex Foresteria della Terni, per fare ‘cassa’.
Terni sta perdendo valori, storia e cultura. In altri tempi nessuno si sarebbe mai permesso anche solo di ipotizzare una tale offesa alla memoria storica della città e si sarebbero levate durissime proteste. Oggi tutti tacciono.
Chi è il ventriloquo che suggerisce provocazioni? Pretendiamo chiarezza e trasparenza.
Quell’edificio fu acquistato con il nostro plauso, sia per evitare fin troppo facili speculazioni, sia perché, con il parco annesso ed i cedri ultrasecolari – cui la motosega ha risparmiato, per ora, la vita – rappresentava e rappresenta ben oltre un secolo di storia industriale e civile.
Non solo – e non dovremmo essere noi a ricordarlo – costituiva anche, nelle lotte operaie, il simbolo del potere padronale e dell’azionariato, rispetto alla forza lavoro che, con fasi alterne, ha conquistato dignità, rispetto e benessere. Il riappropriarsene, l’apertura del parco alla cittadinanza, il progetto di conferirgli – inserendovi il Pro-Rettorato e la segreteria studenti dell’Università – un valore aggiunto di riscossa, aveva ed ha un significato inequivocabile.
L’ex Foresteria rappresenta la concretizzazione di un sogno ed un modo di dare speranza al futuro che, mai come oggi, appare incerto. Era legato all’alta cultura e, appunto, allo sviluppo del Polo Universitario che, proprio negli anni ’90, si andava sviluppando.
Noi chiediamo alla Soprintendenza che venga posto un vincolo specifico sulla palazzina e sul parco affinché nuovi barbari non facciano ciò a cui assistiamo in centro: svendite, altre cubature, cemento su cemento.
Facciamo appello dunque a tutte le associazioni e tutti gli Enti che possono essere legati alla storia della città, alla storia industriale, alla tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, e facciamo appello a tutti i cittadini per supportare la nostra richiesta.
Triste è il futuro di una città che ha perso il senso dell’orientamento e sembra dimentica di dove viene e soprattutto non ha idea di dove andare.

Terni, 5 novembre 2010


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