ENERGIA E TERRITORIO

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domenica 6 ottobre 2013

I° CONGRESSO NAZIONALE MOBILITA' DOLCE: TERNI-MARMORE, RISORSA IGNORATA

LEGHIAMOLA ALLA CASCATA PER RICHIAMARE FLUSSI TURISTICI AGGIUNTIVI E SPECIALI.
Altrimenti sempre più faticoso sarà risalire verso L'Aquila, fino al prossimo 'ramo secco' da tagliare


Rappresentata in foto l'uscita del tunnel ferroviario di Monte Sant'Angelo, ultima delle sei gallerie - brevi e meno brevi - che uniscono Terni e Marmore. Facile predisporre un collegamento accessibile e pedonale, totalmente nel verde, da lì al vicino Belvedere superiore, incentivando la mobilità dolce anche per richiamare nuovi flussi turistici, valorizzando una ferrovia altrimenti scollegata dal circuito della Cascata. Intanto la Terni-L'Aquila-Sulmona, proprio nell'anno corrente, ha festeggiato i 130 anni dal suo completamento.
Il respiro affannoso e romantico di un trenino che sferraglia da Terni a Marmore: Lord Byron non ebbe il tempo di catturarlo. E se neanche noi riuscissimo a declamare in ottava rima la grande bellezza di certe immagini, saremo almeno in grado di salvare quel poco di mobilità dolce residua nel nostro territorio?
Dopo quanto accaduto due anni or sono, con la soppressione della Sulmona-Roccaraso-Carpinone e il mesto avvio del servizio sostitutivo su gomma, è il momento che le Istituzioni locali aggiungano nuovi significati e risorse ignorate come la Terni-L'Aquila. Lo facciano ognuna per quanto di propria competenza, senza indugi, prima della prossima devastante spending review. La fine dell'indimenticata Spoleto-Norcia, che ben poteva rappresentare l'autentica vocazione sostenibile della nostra regione, è tuttora un monito a ogni amministratore che si avvicini con dozzinalità a certi temi.
Al riguardo, non sfugge a nessuno come il tracciato della Terni-Marmore costituisca un potenziale attrattivo finora viceversa trascurato: come non vedere l'utilità di tale tratta sul fronte turistico, viste anche le superbe peculiarità paesaggistiche e architettoniche che essa offre?
Sarebbe sufficiente soltanto un collegamento accessibile e pedonale dal salto superiore della Cascata a una nuova, piccola fermata ferroviaria da realizzare subito dopo l'uscita del tunnel di Marmore, all'altezza di Vocabolo La Fossa. Suddetta fermata, in sé dai costi irrisori, è soluzione obbligata, non essendo infatti granché decoroso lo spettacolo urbanistico offerto a viaggiatori che scendessero presso la stazione storica del paese: l'irresponsabile cementificazione d'intorno la rende del tutto inadeguata.
Terni ha un'inservibile metropolitana di superficie, fatta bruciando milioni su milioni.
Abbiamo visto centinaia di progetti, talora veri sprechi di denaro europeo, statale e regionale; talaltra accattivanti e coerenti, e tuttavia ancora solo su carta, come il necessario collegamento ciclopedonale da Terni al Belvedere inferiore e poi magari fino ad Arrone e Ferentillo. Italia Nostra propone di unire funzionalmente questa ferrovia - dalle rare caratteristiche di ingegneria alpina - al Belvedere superiore della Cascata delle Marmore e, dunque, alla splendida terrazza sulla Valnerina cui dista meno di 200 metri. Possibile che, in tale direzione, non si riesca a sviluppare un'efficace sinergia tra gestori della Cascata, gestori degli snodi logistici, produttori, mondo turistico-ricettivo e politica - che tutto dovrebbe coordinare? Visionario pensare di richiamare flussi aggiuntivi, fatti di raffinate sensibilità, a beneficio del nostro comprensorio, valorizzando così una linea che, nonostante i recenti investimenti, rischia di finire comunque sotto la mannaia di futuri governanti, considerando l'inesistenza di una seria programmazione di medio-lungo termine nel nostro Paese? Perché, oltre alla severe lezioni del passato, sulla gestione di una strada ferrata davvero unica non impariamo umilmente, se non dagli svizzeri, almeno dalle eccellenze altoatesine?

Intanto, ogni domenica, sbuffando sempre più faticosamente, un trenino, dalla Conca, si inerpica tra ponti e tunnel in vista dell'Agro reatino. Solo due euro (!) per un viaggio fortemente evocativo, ricco di incanto, in contemplazione dell'armonia tra tecnica ferroviaria e creato. Eppure quel trenino resta miseramente vuoto: ancora per quanto? Nuovi segni di progresso attende la memoria di Curio Dentato, di Lord Byron e di tutti coloro che qui son nati, son passati, hanno vissuto. Hanno amato.

Terni, 4 ottobre 2013.

Andrea Liberati
Italia Nostra Terni

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