ENERGIA E TERRITORIO

ITALIA NOSTRA PROMUOVE UNA SERIA POLITICA ENERGETICA BASATA SUL RISPARMIO. CONTRARIA AL NUCLEARE, ITALIA NOSTRA RITIENE CHE LE RINNOVABILI SIANO UTILI MA NON DEBBANO DEVASTARE IL PAESAGGIO. Per saperne di più clicca qui.

domenica 15 giugno 2008

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL: L' INTERVENTO DI ITALIA NOSTRA AL CONVEGNO ORGANIZZATO DAL VESCOVO


PREAMBOLO:
Buonasera a tutti, sono Daniele Pica, presidente della sezione di Terni di Italia Nostra. Ringrazio innanzitutto Mons. Paglia per aver organizzato questo momento di riflessione collettiva dando voce a tutte le forze attive di questa città, che sta vivendo da troppi anni una crisi paralizzante. Il campo d’azione di Italia Nostra è quello della salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale, fronti sui quali le cose nella nostra città vanno peggiorando in maniera irreversibile da troppi anni.

LA SITUAZIONE AMBIENTALE:
La situazione ambientale è sotto gli occhi di tutti:
1) viviamo in un territorio in cui insistono: un polo siderurgico tra i più grandi in Europa, tre inceneritori, diverse industrie chimiche ed un impianto a metano da 100MW dell’Edison; tutto questo in una conca dove l’aria è stagnante e vivono oltre 110 mila persone
2) L’aria è irrespirabile, misteriosi odori notturni infestano le vie del centro, ci sono amministratori indagati per disastro ambientale, mentre operai che hanno lavorato all’inceneritore muoiono a 50 anni di tumore ai polmoni, patologia che si va diffondendo in maniera preoccupante in città, infine, zone come Pisciano vivono sommerse dalle polveri causate dalle scorie di lavorazione dell’Ast che dovrà risarcire 6 famiglie del posto con 136 mila euro.
3) Tutto questo avviene in una città in cui gli amministratori hanno acconsentito a far bruciare a Terni rifiuti provenienti da tutta Italia e dove non avvengono con la dovuta sistematicità i controlli sui camini industriali.

LA SITUAZIONE CULTURALE:
Nemmeno sul fronte della salvaguardia del patrimonio storico cittadino le cose vanno meglio:
1) Edifici antichi come Palazzo Carrara giacciono nel totale abbandono, lo stesso dicasi per le antiche mura cittadine, le torri medievali come quella di Vico Possenti, ridotta a discarica e la preziosa Rocca dell’Albornoz a Piediluco, che non solo versa in condizioni pietose, ma è addirittura mancante di un’adeguata strada d’accesso.
2) Tutto questo avviene mentre si bruciano 40 mila euro dai fondi di riserva comunali, per finanziare una mostra a Pechino sui cambiamenti della città cinese.

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL:
La principale causa di questo declino che si sta trasformando in deriva, non la ravvisiamo soltanto in una classe dirigente inadeguata, ma anche nella mancanza di una visione condivisa di che cosa sia il progresso per la nostra città. Con il metro del progresso, infatti, non possiamo misurare soltanto la capacità di una società di produrre beni, ma anche la sua evoluzione verso una qualità della vita migliore. A tal fine, l’unica strada per uscire dal tunnel è quella di coniugare lo sviluppo economico con la conservazione del patrimonio ambientale e storico.

2 CONTRIBUTI PER UN’AGENDA CONDIVISA:
Anche Italia Nostra, vuole dare il suo contributo per un’agenda condivisa, segnalando due punti sui quali focalizzare l’attenzione:
1) RISOLVERE LA QUESTIONE ENERGETICA IN MANIERA “SOSTENIBILE”: Non attraverso la costruzione di una centrale da 100 MW sul territorio comunale fortemente antropizzato ed oberato dalle emissioni di industrie ed inceneritori, ma ripartendo dalle soluzioni trovate con il patto di territorio ed impegnandoci tutti a (politici, imprenditori ed associazioni) a “fare sistema” per far tornare nel 2010 la centrale di Galleto nelle mani dell’Ast
2) UN PIANO DI INVESTIMENTI PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO STORICO CITTADINO: Che parta dalla ristrutturazione degli edifici storici e si evolva verso una loro destinazione d’uso consona alla storia che rappresentano, al fine di renderli fruibili per manifestazioni culturali di alto livello, che siano attrattive per i flussi turistici che solo sporadicamente lambiscono il nostro territorio.

Per quanto riguarda le cose da lasciarci alle spalle chiediamo una sola cosa: che si smetta di pensare che lo sviluppo della nostra città sia indipendente dalla salute dei cittadini.

giovedì 12 giugno 2008

NUOVA CENTRALE FUORI DALLA CONCA : LEGAMBIENTE E’ CORRESPONSABILE DELLA CRISI ENERGETICA


La nostra storia non consente lezioni da Associazioni politicizzate come Legambiente. Chi ha deciso di mettersi al servizio di un partito, abbia il coraggio di dirlo chiaramente, senza ambiguità.
Italia Nostra respinge la paternale del presidente locale di Legambiente, Andrea Liberati, il quale, attraverso una serie di sofismi, finisce per sostenere la costruzione della nuova centrale AST (ma come si farà poi a negare anche l’altra alla SGL Carbon, per la gioia dei polmoni dei narnesi?) proprio nella Conca Ternana laddove vivono 140.000 persone e l’aria è ferma, anziché in un’area esterna vocata industrialmente e poco antropizzata.
Legambiente, pilatescamente, porta acqua al mulino di chi preferisce lavarsi le mani di tale situazione. Ma, al contrario, l’aria della Conca, dopo i tre inceneritori su cui non si ricordano battaglie campali di Legambiente, va alleggerita almeno di una parte dei milioni di tonnellate di CO2 che escono dai tantissimi camini (che l’ARPA controlla ogni 30 anni!) e che ristagnano unitamente agli inquinanti ancor più pericolosi.
Sarebbe limitante definire Italia Nostra un’associazione ambientalista. Il nostro compito non si esaurisce nel salvare dall’abbandono e dal degrado monumenti antichi, bellezze naturali o opere dell'ingegno; Italia Nostra persegue un nuovo modello di sviluppo sostenibile, capace di fornire risposte in termini di qualità del vivere non disgiunto dalla promozione dello sviluppo e dell’occupazione.
Chi, come Andrea Liberati, attacca le altre associazioni e spacca il fronte, si accomodi ma spieghi anche dove militano l’ex Presidente nazionale di Legambiente e l’ex Direttore Generale. E spieghi anche di quali contributi pubblici si vale Legambiente a tutti i livelli. Italia Nostra non prende e non prenderà un euro da nessuno!
Non per nulla, grazie alle classifiche di Legambiente, il sindaco di Terni, già Attila d’Oro WWF, si è vantato del fatto che Terni godrebbe un’aria più salubre di quella di Rimini!
I nostri rallegramenti per l’affidabilità e la serietà delle diagnosi: anziché andare sulla riviera romagnola, sarà Andrea Liberati ad ospitare i riminesi nel triangolo delle Bermuda (ASM-Printer-Terni Ena)!

domenica 8 giugno 2008

PROBLEMA ENERGETICO AST: TERNI HA GIA’ DATO


Dopo anni di profitti importanti per Thyssen-Krupp, realizzati grazie all’esplosione della domanda di acciaio inossidabile in Europa, è arrivata una congiuntura economica negativa, con l’aumento esponenziale dei prezzi del rottame e del cromo, che in un paese come l’Italia, gravato da un costo dell’energia più alto del 50% rispetto al resto del Continente, colpisce in maniera pesante la fabbrica di Viale Brin. Con queste premesse è facile paventare la chiusura di alcuni impianti, con l’incubo di tornare ai giorni bui della vertenza sul magnetico.
E’ trascorso quasi un lustro dalla crisi del 2004, ma per la politica è come se non fosse passato nemmeno un giorno: la classe dirigente locale nulla ha fatto per evitare il ripetersi di quella crisi, nella convinzione che l’AST potesse rifornirsi sul mercato estero, come ha sostenuto, sbagliando, il sindaco di Terni anche recentemente.
Oggi che la Commissione Europea pone seriamente in discussione il perpetuarsi di presunti “aiuti di Stato” all’AST e ad altre aziende del bacino industriale locale, è evidente che il problema energia deve essere risolto in maniera definitiva, salvaguardando competitività del territorio e salute dei cittadini. Questo è il vero nocciolo del problema: una matassa all’apparenza inestricabile che ha condotto la classe politica regionale e locale ad una guerra per stabilire se realizzare una centrale a turbogas sul territorio del comune di Terni o su quello di Narni.
Mentre su Treie di Narni, territorio poco antropizzato, esistevano accordi sottoscritti da tutti gli attori istituzionali, oggi si è tornati indietro e si vorrebbe insediare la centrale nell’area densamente abitata di Terni che, oltretutto, già ospita un impianto a metano di pari potenza rispetto a quella ipotizzata (Edison, 100 Mw), tre termovalorizzatori per quasi 20 Mw, nonché industrie chimiche e la stessa Ast: scegliere di installare nella Conca una nuova centrale da 100 Mw sarebbe una decisione pesantissima per i delicati equilibri esistenti, visto che, negli ultimi tre anni, le emissioni di CO2 dei soli impianti Terni En.A. ed Edison hanno sfiorato 1.500.000 di tonnellate. Terni ha già dato: e chi perde la salute non può nemmeno lavorare.
Prima di autorizzare un solo megawatt in più nella Conca, Provincia e Regione stabiliscano la fonte dei misteriosi odori notturni che appestano la città di Terni; provvedano ad effettuare controlli sistematici ai camini, un fatto che, in quell’Europa spesso citata a sproposito, è da tempo realtà. Si inizi da qui, senza dimenticare che il disastro ambientale cagionato nel triangolo delle Bermude locale -il polo di incenerimento di Maratta- non è sicuramente piovuto dal cielo.

lunedì 5 maggio 2008

Lettera aperta alla città

DIAMO UNA SCOSSA ALLA NOSTRA CITTA’

Care amiche e cari amici,

Negli ultimi due anni, a causa di crescenti difficoltà organizzative e finanziarie, l’attività della sezione ha perso l’incisività che l’aveva caratterizzata nel corso della sua storia. Per dare nuova forza ed energia all’azione di Italia Nostra a Terni, io ed un gruppo di amici abbiamo deciso di prendere in mano le redini dell’associazione, con l’ambizioso obbiettivo di farla risorgere.
La nostra azione sarà imperniata su due fronti: la salvaguardia dell’ambiente e la tutela del patrimonio culturale ed artistico della nostra città. Campi d’azione legati tra loro in maniera indissolubile, perché entrambi sono il risultato del progresso di una popolazione. Con il metro del progresso, non possiamo misurare soltanto la capacità di una società di produrre beni, ma anche la sua evoluzione verso una qualità della vita migliore. I ternani di domani, non ricorderanno la nostra generazione soltanto per la quantità di acciaio che avremo prodotto, ma anche per l’aria che faremo loro respirare, per la qualità dei parchi in cui potranno camminare, per le condizioni dei fiumi da cui attingeranno l’acqua da bere e per lo stato di conservazione dei monumenti che ci hanno lasciato i nostri antenati. Se ammorberemo l’atmosfera con i fumi dei nostri inceneritori, se lasceremo i giardini come Cardeto in uno stato di avvilente abbandono, se trasformeremo il Nera in una fogna a cielo aperto e ridurremo edifici antichi come Palazzo Carrara al rango di discariche, verremo giudicati come una generazione fallita. Eppure, Terni sembra addormentata, non si rende conto della bellezza che perde ogni giorno. Per questo noi crediamo che sia l’ora di dare una scossa alla nostra città, di costringerla a rendersi conto che l’unica strada per il progresso è quella di coniugare lo sviluppo economico con la conservazione del patrimonio ambientale e storico. Noi siamo qui per lanciare una sfida a tutti i ternani: vogliamo fare in modo che i nostri figli un giorno possano essere orgogliosi di vivere a Terni.
Per vincere questa sfida, abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto, di tutte le vostre idee e di tutte le vostre competenze. La filosofia d’azione che ispirerà la nuova Italia Nostra sarà fondata sull’apertura al contributo di tutti gli iscritti, per fare questo tutte le nostre riunioni saranno aperte alla partecipazione dei soci, inoltre, attraverso il blog tutti potranno conoscere le nostre attività, lasciare i loro suggerimenti e denunciare situazioni di degrado presenti in città, noi ci impegniamo a rispondervi subito!

UNISCITI A NOI, TUTTI INSIEME POSSIAMO RENDERE TERNI UN POSTO MIGLIORE

venerdì 2 maggio 2008

Le nostre proposte per migliorare il piano di raccolta differenziata


Gentilissimo Ing. Tirinzi,

in merito al piano di raccolta differenziata presentato dall’Asm e dal Comune di Terni alle associazioni nell’incontro del 10 aprile, Italia Nostra condivide appieno le finalità del progetto messo in campo, anche se ritiene che sarebbe stato opportuno utilizzare un approccio più prudente nella fase di programmazione. Questo perché il passaggio dalla raccolta stradale dei rifiuti alla raccolta porta a porta presuppone un cambiamento radicale nella cultura dei cittadini, che necessita di tempo per essere assimilato; perciò avremmo preferito che almeno la campagna d’informazione fosse partita diversi mesi fa e che ad essa seguisse una sperimentazione su scala ridotta (così hanno fatto ad Asti ed in altre città). Comunque, ci auguriamo che vengano rispettati tutti i punti del crono-programma nei tempi stabiliti, altrimenti si andrebbe incontro a risultati disastrosi, che ricadrebbere sulle spalle (e sulle tasche) dei cittadini.
Perciò, riteniamo condizione imprescindibile, per dare il nostro contributo alla riuscita del progetto, che Italia Nostra possa controllare da vicino l’attuazione del programma, vigilando sul raggiungimento degli obbiettivi e sul rispetto degli impegni presi da parte di tutti i soggetti in campo. A tale scopo, riteniamo necessaria la costituzione di un comitato delle associazioni, che venga costantemente informato sull’evoluzione del piano di raccolta differenziata e consultato su eventuali variazioni al progetto originario, che dovessero rendersi necessarie in corso d’opera.
Allo stato attuale, al fine di contribuire al miglioramento del progetto, possiamo suggerirvi quattro proposte:

1) RIDURRE I RIFIUTI ALLA FONTE: è la strategia migliore per diminuire il quantitativo di rifiuti da mandare in discarica. A tale scopo, sarebbe anzitutto necessario stipulare un accordo con la grande distribuzione e le associazioni dei commercianti, finalizzato a: limitare l’uso di imballi per i prodotti non riciclabili, favorire il riutilizzo dei “vuoti” (incentivando la resa e l’utilizzo di distributori automatici di detersivi, shampoo, ecc.) e sostituire le buste della spesa in polietieline con altre in materiale biodegradabile. Parallelamente, si dovrebbe avviare una campagna di informazione verso i consumatori, volta a spiegare loro come effettuare una spesa sostenibile per l’ambiente, promuovendo comportamenti che producano il minor quantitativo possibile di rifiuti.
2) DIALOGO CONTINUO CON I CITTADINI: per riuscire a realizzare questa “rivoluzione culturale” nelle abitudini dei ternani, sarà necessario un dialogo continuo tra Asm ed utenti. A tal fine sarà opportuno creare degli “eco-sportelli” (sul modello di quelli attivati dal Consorzio Priula nel trevigiano), ossia dei front-office territoriali collegati tra loro e con la sede centrale, attraverso i quali gli utenti possano attivare i servizi, chiedere chiarimenti, ritirare contenitori e sacchetti.
3) ADOZIONE DEL PRINCIPIO DEL “CHI INQUINA PAGA”: quando la raccolta differenziata sarà entrata nella sfera delle abitudini dei cittadini, non saranno necessari grandi stimoli o richiami morali, ma finché il nuovo sistema non sarà entrato nella sfera delle abitudini degli utenti, sarà opportuno mettere in atto una strategia volta a premiare i comportamenti virtuosi ed a sanzionare quelli scorretti. La leva principale in mano all’Asm è quella della TIA, che dovrà essere applicata a ciascun utente secondo il principio del “chi inquina paga”: basta suddividere la tariffa in una quota fissa (da far pagare a tutte le famiglie) ed in una variabile, calcolata moltiplicando il numero degli svuotamenti del contenitore del secco non riciclabile per il costo del singolo svuotamento rilevato tramite il transponder. Ulteriori sconti sulla tariffa, si dovrebbero concedere alle famiglie che decidono di attuare il compostaggio domestico che ha la funzione di riduzione del rifiuto alla fonte. Infine, sarà opportuno sanzionare i comportamenti degli utenti scorretti, soprattutto nel primo anno di attuazione del programma, quando soltanto tre circoscrizioni saranno interessate al nuovo sistema: a tale scopo si potrebbe introdurre la figura dell’eco-vigile, come deterrente per gli utenti delle circoscrizioni interessate da quest’anno, che tenteranno di gettare i rifiuti nei cassonetti stradali delle altre.
4) CONTRASTARE L’ABUSIVISMO EDILIZIO: effetto collaterale del passaggio dalla raccolta dei rifiuti stradale a quella porta a porta è l’accresciuta capacità di controllare il territorio per il Comune. Questo vantaggio, potrebbe essere sfruttato anche per rilevare eventuali abusi edilizi sul territorio comunale, a tale scopo si potrebbe utilizzare il sistema informativo territoriale per la mappatura gli utenti.

In attesa di essere convocati per il prossimo incontro con le associazioni, siamo a sua disposizione per eventuali domande o chiarimenti.

Cordiali saluti,


Dott. Daniele Pica
(Presidente Italia Nostra sez. Terni)

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